Il divieto di somministrare il vaccino Astrazeneca in Italia è stato ufficialmente revocato. L’annuncio arriva dal direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini, intervenuto in conferenza stampa per rassicurare ulteriormente i cittadini dopo il parere positivo dell’Ema di giovedì. “La notizia principale da sottolineare è che i benefici del siero superano ampiamente i rischi“, ha chiarito, “quindi il vaccino è sicuro senza limitazioni di età e senza sostanziali controindicazioni per l’uso. Non è associato ad un aumento del rischio trombotico, né ci sono problematiche rispetto ai lotti“. Per quanto riguarda i casi rari di trombosi cerebrale accertati in alcuni Paesi Ue, su cui l’Ema ha intenzione di condurre “ulteriori studi“, Magrini ha avvertito che al momento “il nesso causale non è dimostrato”. La campagna vaccinale è stata sospesa seguendo il principio della massima precauzione, ma dopo le rassicurazioni del Comitato di sicurezza europeo può ripartire. Nei prossimi giorni l’Aifa invierà una lettera informativa a medici e vaccinatori per informarli delle novità ed elaborerà un documento ufficiale per chiarire ulteriori dubbi: Magrini ha sottolineato che “non ci sono controindicazioni” per le donne che usano la pillola anticoncezionale, né vanno usati farmaci come aspirina, tachipirina o eparina prima o dopo l’iniezione.

La campagna di vaccinazione con Astrazeneca può quindi ricominciare in tutta Europa, anche se non mancano i distinguo. La Germania ha intenzione di fare come l’Italia e ripartire già da oggi, mentre la Spagna ha posticipato tutto a mercoledì prossimo. In Francia le iniezioni sono riprese già giovedì pomeriggio, subito dopo la conclusione della conferenza stampa dell’Ema, ma ora è arrivata a sorpresa una precisazione dell’Alta autorità per la Salute francese: il vaccino è stato raccomandato solo per chi ha più di 55 anni. Perché questa soglia? Il motivo è collegato al fatto che i casi di rara trombosi cerebrale osservati nel Continente riguardano soprattutto donne under 55. Nel suo provvedimento, l’autorità regolatoria di Parigi ricorda che l’Ema “ha identificato un possibile aumento di rischio di coagulazione intravascolare disseminata e di tromboflebite cerebrale nelle persone di meno di 55 anni”.

Decisione ancora più netta in Norvegia, Danimarca, Finlandia e Svezia: nonostante l’Ema abbia dichiarato “sicuro ed efficace” il vaccino, i Paesi ritengono prematuro riprendere le somministrazioni e rimandano di almeno una settimana la valutazione in merito, alla luce delle informazioni che usciranno dagli ulteriori studi che sta conducendo l’Agenzia Ue. “La vaccinazione con AstraZeneca rimarrà sospesa fino a quando non avremo un quadro completo della situazione“, ha detto in conferenza stampa il direttore dell’Istituto di salute pubblica norvegese Camilla Stoltenberg. La Norvegia era stato il primo Paese a segnalare episodi trombo-embolici gravi.

Come emerso dalle verifiche dell’Ema, bisogna distinguere tra i casi comuni di trombosi, la cui incidenza “non è aumentata dal vaccino Astrazeneca”, e i casi rari di trombosi cerebrale dei seni venosi, su cui si stanno conducendo “ulteriori studi”. A questo proposito, il dg dell’Aifa Magrini ha spiegato che al momento risultano “18 casi di trombosi dei seni cavernosi cerebrali e 7 di coagulazione su 20 milioni di vaccini“. In Italia ne sono stati osservati tre, sette in Germania, due in Norvegia, uno in Spagna, tre nel Regno Unito e due in India. Si tratta in ogni caso di numeri ridottissimi che, come accaduto in passato per altre campagne di vaccinazione, “si possono conoscere meglio solo dopo l’utilizzo su larga scala dei farmaci”, ha aggiunto.

Il presidente del Css Franco Locatelli, interpellato sulle limitazioni per gli under 55 appena introdotte in Francia, ha precisato che “le autorità regolatorie nazionali hanno un loro grado di autonomia per decidere restrizioni d’uso. Noi abbiamo valutato e non riteniamo che sussistano motivi per procedere ad una restrizione di impiego d’uso del vaccino AstraZeneca sotto i 55 anni di età”. A suo parere, bisogna infatti ricordare che “l’infezione da Covid è assai più pericolosa” anche per l’insorgenza di fenomeni del genere. “I vaccinati siano tranquilli e sicuri e solo se ci sono sintomi si rivolgano al medico”. Nell’utilizzo del vaccino AstraZeneca, insomma, “non ci sono avvertenze speciali, né per le donne che assumono la pillola anticoncezionale, né per chi ha coagulopatie“.

In conferenza stampa è poi intervenuto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, dicendosi “sollevato” per la revoca della sospensione di Astrazeneca. Il motivo è che “dobbiamo dare una accelerazione forte alla campagna vaccinale. A fronte dei rarissimi eventi avversi dobbiamo considerare che abbiamo un’incidenza elevata di Covid nel Paese con 150 casi per 100mila abitanti. Rinunciare ora ad una forte campagna vaccinale sarebbe estremamente rischioso“. Bisogna quindi ripartire dalle “200mila vaccinazioni al giorno” a cui si era arrivati prima dello stop e “raddoppiare questo ritmo“. La campagna di vaccinazione, conclude Rezza, “può ora entrare nel vivo, anche perché a metà aprile un nuovo quarto vaccino si renderà disponibile“.

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