La somministrazione del vaccino Astrazeneca può ripartire. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo il parere positivo dell’Agenzia europea del farmaco sull’efficacia e la sicurezza del siero. “Il governo italiano accoglie con soddisfazione il pronunciamento dell’Ema sul vaccino di AstraZeneca. La priorità del Governo rimane quella di realizzare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile“, si legge in una nota di Palazzo Chigi. Negli stessi minuti è arrivato il bollino verde anche dall’Aifa: gli esperti europei hanno confermato “il favorevole rapporto beneficio/rischio del vaccino anti-Covid, escludendo una associazione tra i casi di trombosi e il vaccino“, scrive l’Agenzia italiana. Sono state inoltre escluse, “sulla base dei dati disponibili, problematiche legate alla qualità e alla produzione”. Per questo, “non appena il Comitato per i farmaci ad uso umano (Chmp) rilascerà il proprio parere, l’Agenzia “procederà a revocare il divieto d’uso del vaccino AstraZeneca, consentendo così una completa ripresa della campagna vaccinale a partire dalle ore 15.00” di venerdì 19 marzo.

Stessa tempistica in Germania, dove il ministro della Salute Jens Spahn ha spiegato che “il nostro obiettivo è che già durante la giornata di domani si possa ricominciare a vaccinare con AstraZeneca”. In Francia le iniezioni sono riprese già nel pomeriggio, subito dopo la conclusione della conferenza stampa dell’Ema. Gli ambulatori dei medici di base francesi che avevano bloccato le liste dopo l’annuncio di Emmanuel Macron, che martedì aveva sospeso per precauzione le vaccinazioni, hanno richiamato i pazienti. Anche le farmacie hanno ripreso a vaccinare i pazienti in lista con Astrazeneca. Decisione diversa, invece, in Spagna: la ministra della Sanità di Madrid, Carolina Darias, ha annunciato che il Paese iberico riprenderà la somministrazione del siero di AstraZeneca mercoledì prossimo. Darias ha affermato che la decisione è stata presa all’unanimità con le regioni.

Tempi ancora più lunghi per Norvegia e Svezia: nonostante l’Ema abbia dichiarato “sicuro ed efficace” il vaccino, i due Paesi ritengono “prematuro” riprendere le somministrazioni e rimandano di almeno una settimana la decisione in merito, alla luce delle informazioni che usciranno dagli ulteriori studi che sta conducendo l’Ema. “La vaccinazione con AstraZeneca rimarrà sospesa fino a quando non avremo un quadro completo della situazione“, ha detto in conferenza stampa il direttore dell’Istituto di salute pubblica norvegese Camilla Stoltenberg. La Norvegia era stato il primo Paese a segnalare casi trombo-embolici gravi.

Intanto in Regno Unito esulta il premier Boris Johnson, precisando che lui stesso riceverà una dose di AstraZeneca venerdì. Il Paese britannico in questi giorni ha sempre difeso l’efficacia del siero (è già stato somministrato ad 11 milioni di cittadini inglesi) e le ultime revisioni dell’Autorità regolatoria di Londra confermano che i benefici dei vaccini anti Covid “sopravanzano di gran lunga i rischi“. “L’antidoto di Oxford è sicuro, l’antidoto Pfizer è sicuro, ciò che non è sicuro è prendersi il Covid”, ha rimarcato Johnson, ricordando che gli ultimi dati accreditano un 60% di efficacia di una singola dose AstraZeneca contro il contagio, dell’80% contro il ricovero e dell’85% contro i rischi di morte. La stessa casa farmaceutica in serata si dice “soddisfatta” per l’esito delle verifiche dell’Ema e assicura che “continuerà a lavorare a stretto contatto con le autorità sanitarie per garantire un uso appropriato del vaccino anti Covid-19″.

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