La scorsa estate in Sardegna abbiamo assistito alle gesta appassionate del Presidente Solinas, che implorava con accorati appelli un passaporto sanitario per chiunque decidesse di entrare nell’isola. Era fiero, il buon Christian, e pienamente convinto che la cosa giusta da fare fosse solo una: andare contro il governo. Fare muro e dichiarare tutta la sua smania di indipendenza dalle regole della penisola, sfoderare la sua appartenenza a quel Partito Sardo D’Azione del quale è orgogliosamente Segretario nazionale, ma soprattutto assecondando le bizze del suo capo di partito, il re del mojito Salvini.

“La salute dei sardi viene prima di tutto” diceva e tutti erano pronti a stringersi attorno a colui che tanto si era speso per ottenere maggiori tutele per la Sardegna durante la pandemia, ma che purtroppo aveva incontrato il rifiuto di un governo brutto, cattivo e di sinistra. Peccato che l’esimio Presidente abbia sottovalutato il fatto che i test andrebbero fatti su base volontaria, dato che esiste una cosa chiamata Costituzione e che all’Art.120 dice: “Nessuna Regione può adottare provvedimenti che ostacolino la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni”.

E’ chiaro che, la scorsa estate nessuna regione aveva gli strumenti necessari per testare la popolazione su base volontaria, figuriamoci la Sardegna. Ma Solinas rimase piuttosto piccato dalla decisione del governo Conte e dato che la salute dei sardi per lui era al primo posto, decise di rispondere a tale affronto firmando un’ordinanza che riapriva tutte le discoteche ad agosto. Riaprire tutto alla bolgia di Ferragosto sì, intensificare i controlli nelle spiagge, nei bar e nei ristoranti no. Meglio dare la colpa al governo degli incapaci che non ha saputo tutelare l’isola.

Una decisione, quella del Presidente Solinas, che la Sardegna pagò a caro prezzo, molto più di un drink al Billionaire.

Ma lui non è cattivo, è che lo disegnano così. In fondo è un sentimentale, va dove lo porta la Lega. L’estate scorsa era saggio fare il populista, sulla scia di mister maglietta stampata Salvini, sbraitare e parlare per slogan presi da Frasi.it, ma ora il vento è cambiato e la cosa veramente saggia da fare è: non fare nulla. Infatti, da quando al governo c’è Super Draghi e soprattutto nuovamente la Lega con Salvini in veste europeista, prostrato al nuovo Presidente del Consiglio, il buon Christian abbandona volentieri le sue aspirazioni indipendentiste e china il capo senza fare troppe questioni.

Il nuovo dpcm by Draghi dichiara zona rossa tutta Italia fino a Pasqua, tranne la Sardegna che resta bianca. Vietati gli spostamenti all’interno del proprio Comune e tra Regioni, se non per motivi di lavoro, salute, per tornare alla propria residenza o per raggiungere le seconde case, indipendentemente dalla zona di partenza e di arrivo. Dunque, le cose stanno così: una famiglia vive nel Lazio – zona rossa – e deve compilare l’autocertificazione pure per andare a compare gli assorbenti o il detersivo per i piatti, però può tranquillamente prendere il primo volo per recarsi nella sua bella seconda casa in Sardegna-zona bianca. Una volta raggiunta l’isola felice, può circolare in tutta tranquillità e concedersi persino una bella cena al ristorante.

Mi pare una genialata degna di questo governo dei migliori e mi piacerebbe davvero capire la logica dietro una decisione che mette a rischio, prima di tutto, l’unica regione bianca del Paese. Ma soprattutto mi piacerebbe NON sapere cosa c’è dietro la decisione del presidente Solinas di restare con le mani in mano, mentre altre regioni come Val D’Aosta, Campania e Alto Adige, seppur zone rosse o arancioni, hanno firmato delle ordinanze per blindare i propri confini e impedire l’ingresso ai possessori di seconde case.

Purtroppo è abbastanza chiaro il motivo di questo improvviso silenzio di fronte ad una concessione tanto assurda quanto pericolosa. In questo frangente non è opportuno scontentare mister sagra della tellina Salvini, perciò Solinas sta lì buono buono, cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte e chiedendo al governo un aiuto coi test anti-Covid, ma di fatto rifiutando di firmare un’ordinanza che possa davvero tutelare la salute dei sardi.

Ecco che appare molto più chiaro l’intento a mio avviso banalmente populista delle mosse di Solinas, da inizio pandemia ad oggi. Questo sarebbe il momento giusto per agire davvero nell’interesse del popolo sardo, ma il Presidente si gira dall’altra parte e decide di tutelare la sua appartenenza alla Lega di Salvini, anziché quella al popolo sardo.

Nel frattempo la macchina dei controlli nei porti e aeroporti sardi arranca. Molti, troppi riescono ad eludere i tamponi all’arrivo, alcuni scappano letteralmente dai controlli o prima di ricevere il risultato del tampone. Una coppia di stranieri sbarcata in camper, che immaginiamo abbia avuto motivi di estrema necessità per recarsi nell’isola, dopo aver fatto il test nell’hub della stazione marittima, ha ricevuto la comunicazione di positività quando era ormai distante 100 chilometri da Olbia. Stessa cosa è accaduta a un’altra coppia, alla quale è arrivata la comunicazione di positività al tampone quando era già seduta in un bar del centro.

Diciamo che se le premesse sono queste, direi che il bianco non è proprio il colore più adatto alla situazione: per la mia isola si prospetta una Pasqua grigia e – se le cose non dovessero migliorare – un’estate decisamente nera. E non per l’abbronzatura.

AGGIORNAMENTO – 18/3 ore 17,30

Quando ho scritto questo pezzo, la situazione in Sardegna era quella che ho descritto e avevo la netta sensazione che nulla sarebbe cambiato, ma dopo circa un paio d’ore è arrivata la notizia: Solinas firma l’ordinanza per impedire a chi non ha comprovati motivi di salute o di lavoro, di raggiungere le seconde case in Sardegna.

Forse l’indignazione dei sardi ha smosso le acque calme del nostro mare, chissà. Sta di fatto che questa ordinanza rappresenta una svolta davvero importante, un punto fermo che serve a questa magnifica isola per riprendersi la vita. In sicurezza, com’è giusto che sia. Spero solo che la macchina dei controlli regionale si intensifichi davvero, come ha annunciato Solinas.

Fortza paris!

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