Lunedì 8 marzo 2021, Palazzo D’Aronco, consiglio comunale di Udine. Il consigliere di Forza Italia con delega alla famiglia Giovanni Govetto, insieme al collega di partito Enrico Berti, presenta durante la riunione di approvazione del bilancio comunale un ordine del giorno dal titolo “Sostegno alle realtà associative che si occupano di sostegno e aiuto alla vita e istituzione di un Tavolo sulla natalità al fine di contrastare il preoccupante problema sociale del calo demografico”. Fin qui sembra tutto ordinario, se non per il fatto che il testo dell’odg presenta un chiaro riferimento al sostegno ad un’associazione antiabortista che opera sotto l’egida dell’Arcidiocesi di Udine (Centro di Aiuto alla Vita) e al lavoro casalingo delle donne. L’ordine del giorno presentato dai due forzisti chiede infatti che “il Sindaco e la Giunta si impegnino al reperimento di nuovi finanziamenti e contributi volti a sostenere stabilmente le realtà che si occupano di aiuto e sostegno alla vita, alla maternità e alla genitorialità e al sostegno del lavoro casalingo”.

Govetto sostiene che l’obiettivo è quello di fare un passo avanti nelle politiche sociali: “Udine in passato è stata al centro di vicende che hanno molto interrogato sul valore della vita e della morte. Per molto tempo si è fatto fatica a parlare degli aspetti connessi all’aborto e alla tutela e all‘incoraggiamento alla vita. Mi sembra che la delibera possa rappresentare un passo avanti, forse anche un piccolo punto di rottura rispetto a questi tabù”. Una lettura che le consigliere del Partito Democratico Cinzia Del Torre, Eleonora Meloni, Monica Paviotti e Sara Rosso, respingono duramente: “La tempestività con cui, proprio in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il consigliere Govetto ha presentato un ordine del giorno che va nella direzione opposta rispetto alle lotte e le conquiste delle donne, ha del retrivo e anche dell’offensivo”, hanno scritto in una nota. Il Pd ha votato contro l’ordine del giorno, ma il testo è passato a maggioranza.

La questione sollevata dai forzisti in realtà non riguarda solo aborto e indipendenza lavorativa. Govetto, con le sue dichiarazioni intorno alla morte e all’incoraggiamento alla vita, ha chiaramente fatto riferimento alla vicenda di Eluana Englaro, che dal 2009 non ha mai smesso di agitare gli animi della politica udinese. “È evidente che dietro le proposte si celano, anche piuttosto malamente, posizioni retrive che da sempre cercano di togliere alle donne il loro sacrosanto diritto di scelta sul proprio corpo. Di più, in questa proposta dell’amministrazione si può leggere anche un malcelato attacco alla ‘Legge sul fine vita’ che così faticosamente è stata approvata qualche anno fa dal Parlamento”, rincarano le quattro dem udinesi. Era il pieno della campagna elettorale della primavera del 2018 quando l’allora candidato sindaco leghista, Pietro Fontanini, poi diventato primo cittadino di Udine, durante un dibattito organizzato dagli agenti immobiliari della Fiap dichiarò che “Udine è la città dove si viene a morire“. Per Fontanini il caso Englaro non avrebbe dunque giovato all’appeal residenziale della città. Sono passati tre anni e la posizione del centrodestra udinese sull’argomento non è cambiata, anzi.

“Il desiderio e obiettivo di noi amministratori udinesi è che la Città di Udine possa essere considerata città della vita e città del futuro”, si legge ancora nell’odg. “Non si può parlare di futuro senza parlare di vita umana, intesa come bene dal valore assoluto da tutelare e proteggere dal concepimento fino alla morte naturale, come indicato dalle vigenti normative. (…) Il tema riguarda da vicino le famiglie e le donne: due realtà spesso trascurate dalle attenzioni del legislatore, dal sistema lavoro e, in particolare, dalla trascuratezza del prezioso valore fornito dal lavoro casalingo (riconosciuto dall’art. 4, 36 e 37 Cost.) e dal sistema fiscale” .Le consigliere dem replicano punto su punto, mandando un messaggio chiaro ai colleghi di maggioranza. “Meno fiori l’8 marzo, più coerenza e rispetto dei diritti di noi donne: è inaccettabile che nel 2021 proprio a Udine, città dei diritti per eccellenza, si approvino furbesche proposte di sostegno alla vita, cercando di minare quel sacrosanto diritto di scelta sul nostro corpo. Per questo chiederemo che al neo costituendo tavolo partecipino anche i rappresentanti delle Famiglie Arcobaleno e le associazioni che si occupano dei diritti delle donne“.

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