“Quando abbiamo visto la quantità di mutazioni rispetto al campione di Wuhan o alle varianti già note siamo rimasti stupiti. Eravamo effettivamente di fronte ad un virus diverso”. Così Angelo Genoni, uno dei tecnici di laboratorio del reparto di microbiologia dell’Ospedale di Circolo, racconta il momento dell’individuazione della rarissima variante di Varese, scoperta qualche giorno fa. “Dobbiamo abituarci in futuro alla diffusione di queste mutazioni del Sars-Cov2 – spiega poi il primario Fabrizio Maggi- Al momento possiamo escludere che questa variante stia circolando sul territorio“. “Non sembrerebbe – aggiunge Maggi – che la mutazione individuata confligga con i vaccini. Quello che si sta facendo per arginare la diffusione del virus è corretto; non penso sia ipotizzabile un nuovo lockdown. Anche chiudere i confini al momento sembra inutile”.

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