Riforma degli ammortizzatori sociali, priorità all’occupazione di donne e giovani che più di tutti hanno perso il lavoro a causa della crisi. Il neoministro del Lavoro Andrea Orlando chiama subito al tavolo i sindacati – martedì tocca alle imprese – per rassicurare le parti sociali: l’emergenza lavoro è la da affrontare con “urgenza” estendendo le protezioni ora riservate solo ai lavoratori dipendentii. Nessun accenno, almeno per ora, alla questione più stringente, quella fine del blocco dei licenziamenti che va avanti da un anno e che i sindacati, con voce unanime, chiedono di prorogare almeno finché dura l’emergenza Covid.

Ministro e sindacati replicano lo schema già visto durante le consultazioni con Mario Draghi: breve introduzione di Orlando, che si limita a garantire che quella per il lavoro è la prima preoccupazione del governo e poi parola ai leader di Cgil, Cisl e Uil cui chiede di illustrare le loro posizioni. “Ascolto” rimane una parola chiave nelle prime mosse del governo, che presto sarà comunque chiamato ad agire: il blocco dei licenziamenti, certo, scade alla fine di marzo ma una sua eventuale proroga andrebbe indicata insieme al nuovo finanziamento della Cig Covid, a carico dello Stato, promessa dal governo giallorosso.

Nei piani del vecchio esecutivo il nuovo pacchetto per il lavoro andava insieme agli indennizzi alle attività chiuse per limitare i contagi nel decreto Ristori 5, rimasto finora nel cassetto, che doveva sfruttare i 32 miliardi di extra-deficit autorizzati dal Parlamento a inizio gennaio. Le risorse sono lì, e uno schema del provvedimento era già a uno stadio avanzato. Ma le priorità ora andranno essere riviste, ad esempio alla luce del nuovo stop allo sci per cui i ministri della Lega reclamano ristori subito e per ben più di 4 miliardi e mezzo, e del rischio di altre chiusure anti-Covid.

Il pacchetto, avvisano i sindacati, deve contenere le indennità anche per autonomi, precari e stagionali in particolare di turismo e spettacolo, ma anche un rafforzamento dei contratti di solidarietà e di espansione in alternativa ai licenziamenti. Tutte proposte che già aveva accolto l’ex ministro Nunzia Catalfo, che pure aveva previsto anche di rafforzare con 1,5 miliardi la dote per ‘l’anno bianco’ degli autonomi, ma anche Reddito di emergenza e di cittadinanza con un altro miliardo.

Anche il dossier degli ammortizzatori, come riconosce lo stesso Orlando, già era stato aperto con la ministra 5 Stelle: l’idea, condivisa con i sindacati, era quella di muoversi sulla falsariga della misura sperimentale appena introdotta in manovra, di un nuovo strumento di copertura per gli autonomi, da cui partire per disegnare un sistema di ammortizzatori “universale”. Orlando garantisce che dopo aver parlato con tutti farà una sua proposta. La promessa, secondo quanto riferiscono Furlan e Landini, è di rivedersi entro la fine del mese, appena due settimane. E a stretto giro ci sarà anche da rivedere i protocolli per la sicurezza sul lavoro e pensare, dice Bombardieri, anche a un piano vaccini all’interno dei luoghi di lavoro.

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