La signora Maria Serena Cappello coniugata Draghi, moglie del presidente incaricato, è nobile di nascita e vanta un’ascendente che, suo malgrado, è in tutti i libri di storia: la Granduchessa di Toscana Bianca Cappello. Alla donna veneziana si legano sia una grande storia d’amore con Francesco I de’ Medici, sia un paio di misteri irrisolti da 433 anni. Anche per questo appare così intrigante.

Intelligente, bella, capace di attrarre su di sé le attenzioni dei frequentatori della corte medicea, Bianca Cappello aveva sposato il “suo” Francesco nel 1578 dopo che entrambi erano rimasti vedovi: Bianca infatti nel 1564 aveva sposato Pietro Bonaventuri, il quale fu trovato morto per strada otto anni più tardi, forse per mano di sicari di un non ben identificato mandante. Francesco invece nel 1577 aveva perduto sua moglie Giovanna d’Austria, sposata nel 1565, a causa di un parto complicato dalla rottura dell’utero.

Nonostante fossero amanti da molto tempo e avessero messo al mondo un figlio nel 1576, don Antonio, solo quando rimasero senza i rispettivi impegni nuziali, Francesco e Bianca si sposarono e per nove anni la loro unione procedette alla luce del sole.

Nonostante il suo fascino, Bianca non riuscì mai a farsi amare dai fiorentini: tra i principali detrattori della donna vi era il cardinale Ferdinando de’ Medici, fratello minore di Francesco, che la considerava così tanto una minaccia per la dinastia Medici, da “costruire” una damnatio memoriae giunta praticamente sino ai giorni nostri.

La coppia granducale, infatti, morì in circostanze quanto meno insolite: Francesco I de’ Medici si ammalò l’8 ottobre dopo alcune battute di caccia intorno alla Villa medicea di Poggio a Caiano, il 10 comparve la febbre e il 19 morì; negli stessi giorni Bianca Cappello fu colpita da un simile attacco febbrile fino al 20 ottobre quando, 11 ore dopo il marito, cessò anch’essa di vivere. Si trattò di malaria, fu scritto, anche se i sospetti di una morte per avvelenamento caddero sin da subito su Ferdinando, che nel frattempo era diventato Granduca di Toscana, sorprendendo tutti quelli – come l’ambasciatore spagnolo in Italia – già vedevano le sorti dello Stato nelle mani dell’11enne don Antonio.

Dopo l’autopsia che Ferdinando volle, per così dire “plateale”, per dimostrare che si era trattato di grave malattia, i corpi della coppia granducale furono eviscerati per l’imbalsamazione e le loro parti molli seppellite in alcuni piccoli orci sotto al pavimento della Chiesa di Santa Maria Assunta a Bonistallo, dirimpettaia alla Villa del Poggio.

Finita questa operazione, i defunti vennero separatamente condotti a Firenze. Il cadavere di Francesco fu conservato fino al 15 dicembre 1587 quando a Firenze si tennero “ricchissime, pomposissime e ordinatissime” esequie; il corpo di Bianca invece fu esposto subito e per poche ore nella chiesa fiorentina di San Lorenzo, poi ne fu ordinata la sepoltura. Sì ma dove? A questa domanda non è ancora possibile dare una risposta, nonostante da oltre quattro secoli sia in atto un’indagine che ha coinvolto uomini di lettere, archivisti, storici e giornalisti. Della definitiva sistemazione del corpo di Bianca fu incaricato l’architetto Bernardo Buontalenti che, contrariamente a quello che certa letteratura settecentesca e ottocentesca ci ha tramandato, non decise di gettare i resti della Granduchessa in un’anonima fossa comune.

Più probabilmente – e gli indizi non mancano – stabilì di procurarle l’eterno riposo nello stesso complesso laurenziano di Firenze, ma lontano dal luogo in cui, in quel momento, si trovavano i Medici passati a miglior vita (la Sacrestia Vecchia di San Lorenzo). Solo che Ferdinando intervenne ordinando che ogni riferimento alla sepoltura di Bianca Cappello venisse tolto dalla vista, in un tentativo estremo di cancellarne la memoria, tanto la odiava.

Missione compiuta? Solo in parte. Il corpo di lei ancora non si trova, ma i sospetti su Ferdinando non hanno mai perso di consistenza. Anzi.

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