“Non abbiamo bloccato la vita pubblica abbastanza presto o in modo sufficientemente sistematico, mentre c’erano i segnali di una seconda ondata e gli avvertimenti di vari scienziati”. È l’ammissione della cancelliera tedesca Angela Merkel, in un’autocritica sulla velocità di decisione delle contromisure al coronavirus nell’autunno scorso. Merkel ha parlato al Bundestag per riferire della riunione di mercoledì con i presidenti dei Länder, in cui è stata decisa la proroga del lockdown nazionale almeno fino al 7 marzo. Scuole e parrucchieri però potranno riaprire prima, ma con rigide misure d’igiene.

Merkel ha anche difeso la decisione di fissare l’obiettivo di scendere sotto i 35 nuovi casi su 100mila abitanti a livello settimanale prima di dare il via libera agli allentamenti. Secondo il Robert Koch Institute, il dato la scorsa settimana era appena sopra 64. “Dobbiamo essere estremamente attenti a non tornare in quella spirale di crescita esponenziale”, ha avvertito Merkel, soffermandosi sul pericolo rappresentato dalle varianti del coronavirus già presenti in Germania. “Potrebbero distruggere i successi” raggiunti con il lockdown, ha ammonito la cancelliera. Per questo, non ci saranno delle date per la riapertura, ma si deciderà sulla base dei tassi d’infezione: “Sulla base di queste nuove mutazioni abbiamo deciso di non fornire delle date, ma tassi di contagio“, ha spiegato al Bundestag.

Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi in Germania sono stati 10.237, ma i morti sono 666 in un giorno. Numeri in calo ormai da più di un mese, ma ancora alti nonostante il Paese sia in lockdown dal 16 dicembre scorso: da tre mesi le scuole non hanno mai riaperto. Tutti i ristoranti, i bar, le discoteche sono chiusi dal 2 novembre scorso, quando era entrata in vigore la stretta definita “soft”. I giorni da “zona gialla” per i tedeschi sono ormai un lontano ricordo. Per la cancelliera Merkel, la ragione sta in quella lentezza nel prendere i necessari provvedimenti per contrastare la seconda ondata: il primo dicembre la Germania contava 16.636 decessi, oggi sono 63.635. Sono morte 47mila persone in nemmeno due mesi e mezzo. In Italia nello stesso periodo i decessi sono stati quasi 36mila.

Merkel ha spiegato che l’obiettivo attuale è quello di tornare alla ricostruzione della catena dei contagi, a quel tracciamento che potrebbe servire da argine “se arrivasse una terza ondata“, col predominio della variante del virus. Solo così secondo la cancelliera “si potrebbe contenerne la portata”, evitando una crescita esponenziale. “Gli esperti ci hanno spiegato che è solo una questione di tempo – ha ancora ribadito Merkel – e che questa mutazione (in Germania quella britannica è la più diffusa) prenderà il sopravvento, facendo arretrare il vecchio virus”. “Non ci piace, ma dobbiamo confrontarci con la realtà”, ha aggiunto. Merkel ha anche sottolineato che nei prossimi mesi “la campagna vaccinale non darà ancora la protezione comunitaria ma solo individuale”.

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