Tutta la provincia di Perugia e sei piccoli comuni del Ternano da lunedì entrano in zona rossa. Lo prevede un’ordinanza che la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, si appresta a firmare. La presidente ha illustrato il provvedimento a tutti i sindaci in una lunga riunione terminata nella serata di sabato. Prevista anche la chiusura totale di nidi e materne. Le disposizioni avranno validità per due settimane. La restrizione si è resa necessaria in quanto sono stati individuati 18 casi di variante inglese e di quella brasiliana, mentre su altri campioni sono in corso le analisi. In totale sono stati 42 i campioni inviati all’Istituto superiore di Sanità. La variante brasiliana si presenta soprattutto in ambito ospedaliero, mentre quella inglese si riscontra per lo più sul territorio, in particolare nell’area tra Bastia Umbra, il Perugino e il Trasimeno. Inoltre, secondo l’ultimo Monitoraggio Iss-Ministero della Salute, la regione ha fatto registrare l’indice Rt più alto in Italia (1,18).

“Vista la diffusione delle varianti del virus, credo sia importante organizzarci al meglio per proseguire con programmazione la vaccinazione che deve proseguire velocemente senza intoppi. Dunque da lunedì verranno istituite, con ordinanza regionale, le zone rosse locali in Umbria per contrastare la diffusione delle varianti Covid, inglese e brasiliana“, spiegava già venerdì la governatrice in conferenza stampa. “Per quanto attiene ai comuni interessati – ha spiegato – andremo ad adottare le nome già previste nel Dpcm del 14 gennaio, che prevedono interventi da zona rossa appunto e non il lockdown dell’anno scorso”.

Proprio venerdì l’epidemiologo dell’Iss Gianni Rezza aveva avvertito della necessità di istituire zone rosse locali laddove fosse stata riscontrata la presenza di varianti. Oltre all’Umbria, anche tre località abruzzesi sono state inserite in zona rossa: San Giovanni Teatino, Atessa (Chieti) e Tocco da Casauria (Pescara). Anche a Chiusi, in provincia di Siena, scattano le restrizioni più forti. Inoltre, per via di un picco di contagi nell’area metropolitana di Pescara, il sindaco Carlo Masci ha firmato un’ordinanza che prevede la sospensione della didattica in presenza in tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della città, dall’8 al 16 febbraio. Per le scuole superiori era già prevista la chiusura, dall’8 febbraio, con Dad al 100%, in tutto l’Abruzzo, per effetto di un’ordinanza regionale.

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