Un presidente del Consiglio incaricato dal Colle di cercare una maggioranza in Parlamento e due coalizioni che decidono del loro futuro. Nel primo giorno di consultazioni di Mario Draghi con i partiti, i segnali più importanti sono quelli che sono arrivati fuori dalla sala degli incontri allestita a Montecitorio. L’ex presidente della Bce ha iniziato il primo giro di colloqui con le formazioni minori e incassato i primi sostegni (Azione, + Europa, Maie-Europeisti, Cambiamo! di Giovanni Toti), ma il fatto nuovo che ha cambiato direzione alle trattative è stato l’intervento di Giuseppe Conte. L’ex premier ha rotto il silenzio e aperto a “un governo politico”: ha rivendicato di “lavorare per il bene del Paese”, negato di “essere tra i sabotatori” e si è rivolto al Movimento 5 stelle presentandosi come una delle sue guide. “Io ci sono e ci sarò”, ha detto. Ma non solo: si è anche presentato come punto di riferimento per la coalizione di centrosinistra. Un messaggio che ha ricevuto il plauso del Colle ed è destinato a cambiare gli equilibri in questa fase molto delicata. In cui si innestano l’arrivo di Beppe Grillo a Roma, come fanno sapere fonti parlamentari M5s, e le parole di Nicola Zingaretti con cui Conte è stato di fatto consacrato “leader” della coalizione giallorossa.

Zingaretti: “Conte leader. Sì a Berlusconi nell’esecutivo” – Il segretario dem, infatti, poco dopo il discorso del premier uscente ha auspicato la nascita di una “maggioranza ampia ed europeista” rivolgendosi dunque ai 5 stelle e alla possibilità che accettino di entrare in un governo politico a guida Draghi, proprio come anticipato da Conte e sostenuto da Luigi Di Maio. Poi ha consacrato l’alleanza giallorossa, dicendo esplicitamente “sì” a Conte uscente come “leader” della coalizione progressista. “A me va bene”, ha dichiarato a Otto e mezzo su La7. “Il vero motivo dell’aggressione di Matteo Renzi, che ha fatto cadere il governo, era la sua paura che si saldasse un’alleanza competitiva (tra M5s, Pd e Leu, ndr) che lasciasse fuori Italia viva e che la facesse morire”. L’obiettivo, adesso, è quello di mettere in campo “punti di programma molto chiari, tra i quali una chiara vocazione europeista”. Rivolta a chi? “Su questo, penso che noi e la Lega siamo forze alternative, ma spetta al professor Draghi costruire il perimetro della maggioranza”, ha aggiunto il capo del Nazareno. Porta chiusa a Salvini, quindi, ma non a Forza Italia: “Berlusconi nel governo Draghi insieme a voi va bene?”, chiede Gruber. Io penso di sì, nello spirito che c’è dei partiti europeisti”, replica Zingaretti.

Il centrodestra spaccato – D’altronde la coalizione di centrodestra non è compatta su Draghi e alle consultazioni si presenterà divisa. La giornata è iniziata con Silvio Berlusconi intenzionato ad appoggiare l’esecutivo, a tal punto da spingersi a lasciare la Provenza per guidare in prima persona la delegazione Fi che incontrerà il presidente incaricato. Intanto però Matteo Salvini già minaccia che Lega e 5 stelle non potranno sedere allo stesso tavolo: “Draghi dovrà scegliere tra le richieste di Grillo e quelle nostre che sono il contrario. Meno tasse o più tasse. Noi siamo liberi. Meno tasse e meno burocrazia”, ha detto. Sul tavolo in teoria resta solo un ipotetico accordo con i dem, ma all’interno della stessa via Bellerio esistono più anime. Il segretario nel pomeriggio ha preso un caffè con Giancarlo Giorgetti, che infatti ha speso parole molto positive per il presidente incaricato: “Draghi è un fuoriclasse come Ronaldo. Uno come lui non può stare in panchina”. Parole molto in linea con quelle di Berlusconi: “La scelta va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese”. Nel campo di Fratelli d’Italia, invece, non c’è ancora una linea netta. Meloni sicuramente è quella che più spinge per la rottura del fronte e per non appoggiare il governo del presidente, ma in serata lascia aperto lo spiraglio dell’astensione: “Credo che dipenderà anche da quello che vedrò su programma o tipo di governo, ma io ora sono attestata su un voto contrario. Poi vediamo che succede“.

Il calendario – Draghi ha iniziato le consultazioni giovedì 4 alle 15.30 con le forze politiche, per poi concluderle sabato in tarda mattinata. Si è partito con i partiti piccoli, da Azione e +Europa a Maie, Cd, Europeisti-Maie, Misto Camera, Nci, Cambiamo. Venerdì, dalle 11, è la volta delle Autonomie, di LeU, Iv, Fdi, Pd e Forza Italia. Si chiude sabato dalle 11 con la Lega e a stretto giro il Movimento 5 stelle. Gli incontri hanno durata di mezzora o di un’ora a seconda del peso in Parlamento dei partiti.

Il Pd approva la linea pro Draghi – Il via libera dei dem all’esecutivo Draghi è stato proposto da Zingaretti alla direzione e ha ottenuto un voto favorevole all’unanimità. “Si è aperta una fase del tutto nuova”, ha detto il segretario. “La personalità di Draghi è di assoluta forza e grande valore. Può essere la soluzione per portare l’Italia fuori dalla situazione caotica e dal rischio di paralisi che la crisi ha determinato. Credo il Pd debba contribuire al successo di questo tentativo, con i propri contenuti e il proprio contributo”. Intanto dopo l’incontro di mercoledì sera dei dem con M5s e Leu, qualche segnale di apertura è arrivato anche dal fronte 5 stelle. E il primo, precedente all’intervento di Giuseppe Conte, è arrivato da Luigi Di Maio.

Aperture nel M5s – “E’ il tempo della maturità”, ha scritto in una nota. “E il Movimento 5 stelle ha il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione“. Alle sue parole sono seguite quelle degli ex ministri, da Bonafede a Azzolina, e soprattutto la conferma di Vito Crimi: “Alle consultazioni andremo”. Anche e soprattutto in difesa dei temi del Movimento, a partire dal reddito di cittadinanza. E proprio i temi sono il cuore del discorso per il M5s: anche Beppe Grillo, che finora non ha parlato, avrebbe affidato ad alcuni parlamentari il suo messaggio e chiesto che si vada al tavolo per proteggere quanto fatto finora. Non è ancora detto niente, ma intanto si è aperto un dibattito.

L’ottimismo del Quirinale – Per la prima volta dall’inizio della crisi, pure il Colle ha fatto trapelare un “moderato ottimismo” dopo aver sentito le parole di Conte. Il Capo dello Stato ha anche apprezzato sia il gesto che le parole pronunciate da Giuseppe Conte sull’incarico a Draghi poco prima dell’inizio delle consultazioni del premier incaricato, alle quali il Colle non ha posto limiti temporali. Quello che preoccupa è che, come ha chiesto Zingaretti, la maggioranza sia “larga” per evitare di sottostare ai ricatti di un singolo partito. È per questo che si punta a un governo tecnico-politico, seguendo il precedente di Carlo Azeglio Ciampi versione 1993, quando fu chiamato a presiedere un esecutivo tecnico-politico: c’era Alberto Ronchey ma pure Nicola Mancino.

CRONACA ORA PER ORA

22.51 – Renzi: “Sì a Draghi senza condizioni”
Italia viva si chiede “non se sostenere Draghi ma come sostenere al meglio Draghi. Non abbiamo condizioni, abbiamo solo voglia di dare una mano”. Lo ha detto, a quanto si apprende, Matteo Renzi ai parlamentari di Italia viva riuniti in assemblea. “Siamo arrivati a questo risultato perché siamo stati uniti fino in fondo”, ha sottolineato.

22.01 – Grillo in arrivo a Roma
Beppe Grillo, a quanto si apprende da diverse fonti parlamentari M5S, è in arrivo nelle prossime ore a Roma. Il Garante del M5S giunge nella Capitale proprio mentre il Movimento è alle prese con la posizione da prendere rispetto al governo Mario Draghi. In teoria, essendo al vertice dei Cinque Stelle, Grillo potrebbe anche partecipare alle consultazioni ma su questo non c’è alcuna conferma da parte del Movimento.

21.30 – Orlando: “M5s indispensabile per fa partire governo”
Dal M5S “mi sembra siano venute in queste ore delle aperture importanti, che sono essenziali. Per far partire un governo il M5S, che ha un terzo dei voti in Parlamento, è essenziale”. Così il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, in collegamento con lo speciale Tg3. “Draghi ha bisogno di una maggioranza larga e credibile, che non abbia al suo interno contraddizioni insanabili, collocata saldamente in Europa”.

21.23 – Meloni: “Astensione? Dipenderà dal programma”
Se Forza Italia o parte del centrodestra entrasse in un eventuale governo Draghi, Fratelli d’Italia sceglierebbe il voto contrario o l’astensione? “Questo è irrilevante, è una sfumatura. Credo che dipenderà anche da quello che vedrò su programma o tipo di governo ma io ora sono attestata su un voto contrario. Poi vediamo che succede”. L’ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni nella registrazione di ‘Porta a portà su Rai 1. Ma ha aggiunto: “Al netto del voto di fiducia che io non darò perché non cambio idea, se Draghi portasse provvedimenti che condivido per il bene dell’Italia, io li voto. Non è un problema, l’ho già fatto”.

20.30 – Zingaretti su La7: “L’alleanza Pd-M5s si sta rafforzando, quella di centrodestra si sta rompendo”
“La fine del governo Conte poteva coincidere con la fine dell’alleanza con i 5 Stelle e LeU e invece così non è stato. Ricordo però che un anno e mezzo fa ho preso la guida di un partito che era piccolo, isolato e marginale. Oggi siamo in un’alleanza di centrosinistra che si sta rafforzando, mentre quella di centrodestra si sta rompendo”. Lo ha dichiarato il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “Il mio obiettivo in questo anno e mezzo – ha spiegato – è stato quello di ricostruire il bipolarismo”.

20.21 – Zingaretti: “Io ministro? Ne parleremo con Draghi e col Pd”
“Io ministro? Ne parleremo con il presidente Draghi e con il mio partito ma faccio il presidente di Regione e faccio già grande fatica così”. È quanto dichiarato dal segretario del Pd Nicola Zingaretti, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

20.20 – Zingaretti: “Un governo Draghi può finire la legislatura”
“Un governo di questo tipo può portare credibilmente alla fine della legislatura. Noi chiederemo un governo politico, con ministri bravi, competenti e in grado di misurarsi con le sfide che abbiamo davanti. Ma ascolteremo il professor Draghi, che farà sintesi e noi ne prenderemo atto”. Così il segretario del PD Nicola Zingaretti, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “Sono molto ottimista che si faccia presto un governo per questo Paese – ha aggiunto -. Da zero a dieci, direi che c’è una probabilità di 8 o anche 9”.

20.15 – Zingaretti: “Noi e Lega alternativi, ma decide Draghi”
“Noi mettiamo sul campo punti di programma molto chiari, tra i quali una chiara vocazione europeista. Su questo, penso che noi e la Lega siamo forze alternative ma spetta al professor Draghi costruire il perimetro della maggioranza”. Così il segretario del PD Nicola Zingaretti, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

20.02 – Renzi: “Io ministro? Per me assolutamente no”
Ministro nel nuovo esecutivo Draghi? “Per me assolutamente no: io sono molto divisivo, oggetto di una campagna di fake news e odio”, quindi “io non sono della partita”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, al Tg3. “Non è una vittoria di un partito o dell’altro – ha detto anche Renzi – è il fatto che l’Italia avrà un governo migliore” con Mario Draghi.

20 – Marcucci: “Non vedo le condizioni perché la Lega appoggi un governo che sta nascendo”
“Immagino che per Salvini, campione in Europa della lotta sovranista contro il Recovery plan, non sia facilissimo in Italia salire sul carro di un governo che dovrà gestire quelle risorse. In questi anni il leader della Lega si è distinto per una battaglia all’ultimo sangue contro le istituzioni europee, non vedo le condizioni per un appoggio al governo che sta nascendo”. Lo dice il capogruppo Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci in un’intervista al Foglio.it.

19.50 – Sgarbi: “Molto colpito dalle parole di Draghi”
“Sono rimasto molto colpito dalle parole di inizio di programma che ci ha detto con generosità il presidente Draghi, perché ha parlato di comportamenti depressivi da vincere, di persone che sono state costrette a una dimensione di profonda malinconia e rinuncia non potendo lavorare. E ha prospettato una necessità non di assistere attraverso un procedimento che assomiglia a quello del Reddito di cittadinanza ma di dare lavoro, di mettere le aziende in condizione di ripartire”. Lo ha raccontato il deputato Vittorio Sgarbi, dopo le consultazioni con il premier incaricato, Mario Draghi.

19.20 – La direzione Pd via libera unanime alla relazione di Zingaretti
La Direzione nazionale del Pd, riunitasi in via telematica, all’unanimità ha espresso voto favorevole sull’ordine del giorno presentato e sulla relazione del segretario Nicola Zingaretti. Lo rendono noto i Dem.

19.15 – Ursula von der Leyen: “Draghi alla Bce ha svolto un ruolo straordinario”
“Non commentiamo le questioni politiche interne” degli Stati ma il premier incaricato Mario Draghi “alla Bce ha svolto un ruolo straordinario e di questo ne sono tutti consapevoli. Non solo in Italia”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in un’intervista che ‘La Stampà pubblicherà domani e di cui fornisce un’anticipazione sul sito.

18.45 – Lupi: “Ci sarà un secondo incontro”
“La sua è una figura autorevole e forte, è una risorsa e una grande opportunità per l’Italia”. Lo ha detto Mario Lupi, in rappresentanza delle componenti Idea, Noi con l’Italia, Usei, Cambiamo, Alleanza di centro, dopo le consultazioni con il presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi. “Ci sarà un secondo incontro – ha aggiunto – un secondo giro”.

18.30 – Draghi incontra la delegazione di Cambiamo!


17.40 – Zingaretti: “Auspichiamo sì a maggioranza larga ed europeista”
“Sarebbe molto importante che tutte le forze dell’alleanza”, Pd, M5s e Leu, “collaborassero convinte” alla maggioranza del governo Draghi, con un allargamento in Parlamento alle forze “moderate, liberali, socialiste. Aiuterebbe la stabilità del governo, gli darebbe forza e credibilità in Italia e nel mondo”. Lo dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti in direzione. “Possiamo lavorare con una linea chiara e una proposta di governo credibile per l’Italia”, sostenuta da “una maggioranza ampia ed europeista”, sottolinea.

17.35 – Europeisti-Maie-Centro democratico: “Siamo disponibili a questa esperienza di governo”
“Siamo disponibili a partecipare a questa esperienza di governo”. Lo ha dichiarato Ricardo Merlo, rappresentante del gruppo Europeisti-Maie-Centro democratico del Senato, dopo le consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi. “Il governo Draghi deve essere un governo politico”, ha proseguito Merlo definendo “incoraggianti” le parole pronunciate dal presidente Conte oggi pomeriggio.

17.30 – Giorgetti: “Draghi è un fuoriclasse, non può stare in panchina”
“Draghi è un fuoriclasse come Ronaldo. Uno come lui non può stare in panchina”. Lo afferma il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti parlando del premier incaricato. Giorgetti dopo la segreteria della Lega si è fermato a prendere un caffè con Matteo Salvini e Lorenzo Fontana.

16.40 – Salvini: “Draghi dovrà scegliere tra le richieste di Grillo e Salvini”
“Draghi dovrà scegliere tra le richieste di Grillo e quelle nostre che sono il contrario. Meno tasse o più tasse. Noi siamo liberi. Meno tasse e meno burocrazia”. Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini al termine della segreteria politica del partito.

16.35 – Tajani: “Berlusconi guiderà la delegazione di Forza Italia”
“Berlusconi è il leader di Forza Italia, quindi sarà lui a guidare la delegazione (nelle consultazioni di domani con il premier incaricato, ndr), parlerà lui con Draghi. Del resto fu lui a indicarlo come governatore alla Banca centrale europea, tra loro c’è un’antica conoscenza e assonanza sulle politiche economiche seguite quando era alla guida della Bce”. L’ha detto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani a ‘Speciale tg1’ su Rai1.

16.05 – Draghi incontra Marie e Psi
E’ terminato l’incontro con Azione, +Europa e Radicali italiani nelle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. Il programma ora prevede che Draghi riceva i rappresentanti di Maie e Psi del gruppo Misto Camera.

16 – Bonino: “Ampio sostegno a Draghi”
“Abbiamo espresso il più ampio sostegno e convinto al tentativo che sta facendo il presidente Draghi”. Lo ha detto Emma Bonino in rappresentanza delle componenti Azione, +Europa, Radicali dei gruppi misti di Camera e Senato.

15.40 – Ottimismo dal Quirinale
Il Quirinale segue con attenzione, seppur a debita distanza, l’evoluzione della situazione politica dopo l’incarico a Mario Draghi. Il presidente Sergio Mattarella ovviamente osserva il dispiegarsi delle diverse dichiarazioni che si susseguono da tutte le forze politiche. In queste ore al Colle si registra un moderato ottimismo sulla possibilità di una soluzione della crisi. Il Capo dello Stato ha anche apprezzato sia il gesto che le parole pronunciate da Giuseppe Conte sull’incarico a Draghi poco prima dell’inizio delle consultazioni del premier incaricato, alle quali il Colle non ha posto limiti temporali.

15.30 – Draghi ha iniziato a ricevere
Hanno preso il via le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato, Mario Draghi. I primi a essere ricevuti a Montecitorio sono i rappresentanti di Azione, +Europa, Radicali italiani del Gruppo Misto Camera e quelli di +Europa, Azione del Gruppo Misto Senato.

15.05 – Zingaretti: “Grazie al presidente Conte”
“Grazie al presidente Conte. Un discorso di grande responsabilità e lungimiranza”. Lo scrive su Twitter il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

15 – Calendario degli incontri: inizia alle 15.30 e chiude sabato
Cominciano oggi alle 15.30 le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le forze politiche e si concluderanno sabato in tarda mattinata. Si parte con i partiti piccoli, da Azione e +Europa a Maie, Cd, Europeisti-Maie, Misto Camera, Nci, Cambiamo. Domani, dalle 11, è la volta delle Autonomie, di LeU, Iv, Fdi, Pd e Fi. Si chiude sabato dalle 11 con la Lega e M5S. Gli incontri hanno durata di mezzora o di un’ora a seconda del peso dei partiti.

14.36 – Franceschini: “Bene Conte, rafforza la prospettiva di un’alleanza politica”
“Visione, generosità e sensibilità istituzionale nelle parole di Giuseppe Conte. Il suo impegno diretto rafforza la prospettiva di una alleanza politica nata con l’esperienza del suo governo”. Lo scrive su Twitter Dario Franceschini.

14.30 – Il centrodestra andrà da Draghi separato
Il centrodestra ancora non ha trovato una linea comune sul governo Draghi. La spaccatura è forte, le posizioni tra i leader della coalizione ancora troppo distanti. Difficilmente, riferiscono fonti parlamentari, l’opposizione si presenterà con una delegazione unitaria alle consultazioni con il premier incaricato. Antonio Tajani, apprende l’Adnkronos, durante la riunione del gruppo azzurro alla Camera di stamane, avrebbe ammesso le difficoltà all’interno del centrodestra, spiegando che le posizioni tra gli alleati sono distanti e quindi l’opposizione potrebbe andare da Draghi con delegazioni separate. Fi, insomma, andrà per conto suo, come Lega, Fdi e le formazioni centriste. Insieme, raccontano, si dovrebbero presentare invece, Udc, Cambiamo e Noi per l’Italia.

14 – Conte: “Da me nessun ostacolo, auspico un governo politico”

13.45 – Zingaretti raduna direzione Pd
Il segretario Pd Nicola Zingaretti riunirà alle 17, da remoto, la direzione del Pd con all’ordine del giorno la situazione politica, la crisi di governo e comunicazioni del segretario nazionale.

13.30 – Raggi: “M5s apra Draghi”
“Rompiamo gli schemi, il M5s apra a Draghi”. Lo dice Virignia Raggi parlando con il foglio. “Bisogna partire dai temi e puntare su un governo politico. Il paragone con il precedente Monti è sbagliato. Dal Recovery alla burocrazia si può fare molto”, dice ancora Raggi

13.00 – Fonti Lega: se vogliono rifare governo Conte con Draghi non ci stiamo
La Lega è disponibile e interessata a discutere di tasse, grandi opere, difesa dei confini, aiuti concreti per famiglie e imprese. Non è possibile ipotizzare alcun confronto se arrivano insulti (si pensi alla recente dichiarazione di Laura Boldrini, valorizzata sui social di Salvini) né è immaginabile una riedizione del governo Conte con gli stessi ministri e un premier diverso. E’ quanto trapela in queste ore da fonti leghiste.

12.42 – Di Maio: “M5s ha dovere di ascoltare Draghi”
“Oggi si aprono le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi, secondo la strada tracciata dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che ringrazio. In questa fragile cornice, il MoVimento 5 Stelle ha, a mio avviso, il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno. Siamo la prima forza politica in Parlamento e il rispetto istituzionale viene prima di tutto”. Così in una nota il ministro Luigi Di Maio.

12.40 – Di Maio: “Dobbiamo mostrarci maturi”
“Comprendo gli animi e gli umori di queste ultime ore. È legittimo. Stiamo attraversando una crisi politica complessa e non abbiamo colpe. Non abbiamo cercato noi lo stallo, non avremmo mai voluto che si arrivasse a questo, con una pandemia in corso e le enormi difficoltà del nostro comparto produttivo. Ma è proprio in queste precise circostanze che una forza politica si mostra matura agli occhi del Paese”. Così Luigi Di Maio.

12.33 – Berlusconi: “Guardiamo a tentativo Draghi senza pregiudizi”
“È naturale da parte nostra guardare senza alcun pregiudizio al tentativo del Presidente incaricato, al quale proporremo – nella naturale prosecuzione di un atteggiamento responsabile che contraddistingue l’azione di Forza Italia – idee e contenuti”. Così il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, durante un collegamento con il vicepresidente Antonio Tajani e le due capigruppo, Annamaria Bernini e Maristella Gelmini.

12.30 – Berlusconi: “Draghi va nella direzione da noi indicata”
“La scelta del Presidente della Repubblica di conferire a Mario Draghi l’incarico di formare il nuovo governo va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese”. Lo afferma il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

11.00 – Draghi arrivato alla Camera
Il presidente del consiglio incaricato, Mario Draghi, è arrivato alla Camera. Oggi sono in programma le consultazioni con i partiti politici.

10.00 – Conte: “Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno”
“Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno”. Lo ha detto all’ANSA il premier uscente, Giuseppe Conte, mentre stava entrando a Palazzo Chigi.

9.30 – Locatelli (Cts): “Da Speranza lavoro cruciale, dare continuità”
“C’è un ottimo ministro della Salute che fatto un egregio lavoro in tutti questi mesi. Credo che dare continuità sia assolutamente importante”. Ne è convinto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), che risponde così su ‘Sky Tg24’ alla domanda su una sua eventuale disponibilità a entrare in un governo Draghi, se venisse contattato. Per Locatelli un punto è fondamentale: la continuità, in tempi di pandemia. “Servirebbe – osserva – perché quello che è stato fatto in questi mesi è stato cruciale per il Paese. Il ministro Roberto Speranza, ripeto, ha svolto un lavoro encomiabile per impegno e passione e capacità di governare una situazione così difficile. La scelta spetterà al presidente incaricato Mario Draghi”. Ma Locatelli ha ricevuto telefonate in vista della formazione della nuova compagine dell’Esecutivo? “Solamente quelle dei miei cari”, risponde.

9.19 – Draghi lascia casa sua in Umbria
Mario Draghi Draghi ha lasciato la sua casa alle porte di Città della Pieve. La vettura della scorta e un’altra auto con i vetri oscurati, quella con probabilmente con a bordo il presidente del Consiglio incaricato, sono infatti uscite dalla tenuta del centro umbro. Si sono quindi dirette sulla strada principale dalla quale è possibile anche raggiungere l’autostrada. Anche la pattuglia dei carabinieri che sorveglia gli ingressi si è allontanata.

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