“Ieri (21 gennaio ndr), a Ogni mattina di Tv8 (Sky) è successa una cosa grave. Una persona grassa è stata trattata – con l’inganno – come fenomeno da baraccone. Quella persona grassa sono io. Adesso vi racconto com’è andata, perché certi comportamenti non possono passare“, inizia così il lungo racconto di Costanza Rizzacasa D’Orsogna sui social contro il contenitore condotto da Adriana Volpe. Il programma è tornato in onda da lunedì 18 gennaio con la conduzione singola, l’uscita di scena di Alessio Viola e un cambio dal punto vista autoriale. Modifiche non stanno portando benefici dal punto di vista auditel, ancora flop e fermi sotto l’1% di share.

La giornalista del Corriere della Sera inizia il suo lungo sfogo: “Ero stata contattata per il programma, dove ero già stata l’anno scorso, intervistata dal più che bravo Alessio Viola, da Caterina Carpanè per un segmento sul body shaming in studio con Adriana Volpe, nuova conduttrice unica. Temendo il rischio “trash”, ho declinato. Qualche giorno dopo, sono stata ricontattata. ‘Faresti un servizio chiuso?’, cioè registrato e mandato in onda senza interazioni con le persone eventualmente presenti in studio. Dopo aver riflettuto, ho deciso di dar fiducia a un programma che voleva occuparsi dei temi di cui con passione, studio e spirito d’informazione mi occupo da due anni. Non prima, ovviamente, di concordare, da professionista quale sono, il trattamento del servizio. Mi sono raccomandata che l’intento fosse sensibilizzare ed educare, che non si scadesse nel ‘caso umano’. Mi è stato garantito che il livello sarebbe stato ‘alto’ e rispettoso, che questo era proprio lo spirito del segmento e che proprio per questo avevano chiamato me. ‘Non ti preoccupare’, ha detto Carpanè: ‘Ci sono io, controllo tutto dall’inizio alla fine’.”

Le cose però non vanno come previsto, la scrittrice spiega i fatti: “Bene. Più tardi mi viene detto che l’inviato sarà un certo Don David Maria Riboldi, ‘un giovane prete inviato’. Vado in ansia, temo il trattamento ‘caso umano’. Vengo ulteriormente rassicurata. Al telefono, lui mostra di non sapere nulla del tema, è perfino irridente, cosa che faccio subito notare, ma mi dico che se c’è qualcosa che ho imparato in due anni di interventi tv su questi temi è che quasi nessuno sa nulla di queste cose e non è forse proprio questo il mio lavoro, informare, sensibilizzare? L’indomani arrivano, e si svolge tutto in modo consono. Parlo per un’ora della mia storia e del mio lavoro, del mio libro e della rubrica anyBody, del lavoro di sensibilizzazione che faccio nelle scuole. Scrivo alla Carpanè che è andato tutto bene. Ieri mattina il programma inizia nel modo peggiore e più trash possibile: un comico dice che le persone grasse dovrebbero imparare a ridere degli insulti. Segue un lodevole servizio che illustra questi insulti, ma le banalità proseguono. In studio non ci sono attiviste o simili. Arriva il mio servizio e incredibilmente non vengo presentata. Né in studio, lanciando il servizio, né poi all’interno del servizio stesso.”

La Rizzacasa D’Orsogna non viene di fatto presentata: “Adriana Volpe dice: ‘Ora vedremo una storia’. L’inviato è in strada. Dice: ‘Siamo al centro di Roma, andiamo a casa di Costanza Rizzacasa’. Non si fa, incredibilmente, alcun cenno al mio lavoro. Non viene proprio detto che sono una giornalista che si occupa di questi temi. Il servizio è tagliato ad arte per farmi dire solo una cosa, ‘scandalistica’ agli occhi del programma: che per gli insulti mi ero chiusa in casa per tre anni. Tutto qui. Dei 2 minuti in cui avrebbe dovuto essere condensato il mio intervento, prendono quasi solo questa frase. Più tardi c’è una ripresa in cui sfoglio il mio libro, ma senza parlarne, come fosse il libro di un altro. L’inviato segnala a un certo punto l’impulso che ho dato al movimento, ma non avendomi presentata non si capisce cosa io faccia, dove e cosa scriva, nulla. Il servizio si chiude con una chiusa dell’inviato sotto casa mia. Il titolo del servizio potrebbe essere: vi porto allo zoo. Il servizio è confezionato in modo circolare come ‘Vi porto a vedere il fenomeno da baraccone’. E come tale non offende solo me, ma tutte le persone grasse. Tutte le persone che non hanno il corpo di Adriana Volpe e vengono giudicate per questo. Un giudizio che la produzione di Ogni Mattina ha espresso nel confezionare questo servizio. A questo proposito, aver inviato un prete, da parte del programma, è estremamente significativo. Come se i grassi avessero una colpa. Qualcosa di osceno da confessare e di cui chiedere perdono o piangere. E questo è vergognoso. Scrivo immediatamente alla Carpanè per contestare il trattamento subito. Che risponde, lei che mi aveva garantito che avrebbe supervisionato il montaggio e tutto: ‘Sono mortificata. Non so cosa sia successo. Non era questo che era stato concordato’.”

La giornalista conclude chiedendo spiegazioni e le scuse di Sky e Tv8: “Balle, scusate l’espressione. Come quando dice che mi farà chiamare dal direttore, da cui non arriva ovviamente alcuna telefonata, di scuse o altro. Rappresentazioni come quella di ieri fanno malissimo alla percezione delle persone grasse, portano indietro l’Italia. Peraltro: è stata violata la mia privacy. Il servizio doveva essere la mia intervista, non il prete inquadrato mentre dice, sotto casa mia, davanti al mio portone, mentre suona il mio campanello, ‘Andiamo da Costanza Rizzacasa d’Orsogna’. Ho raccontato la mia storia, in parte nel mio romanzo, come opera letteraria, e sul Corriere della Sera, per fare un servizio di civiltà. Non per essere la punchline di un programma trash. I grassi non sono casi umani. Sono persone normali, con vite ricche, carriere, passioni. Da una rete di Sky non ci si aspetta comportamenti simili. Sky è fatta di grandissimi professionisti: molti li conosco personalmente, sono amici. Era stato proprio SkyTg24 a lanciare la mia rubrica anyBody. Un programma come il nuovo Ogni mattina non se lo meritano. Intrattenimento non può voler dire trash, insulto. In questi due anni sono andata in moltissimi programmi di intrattenimento a parlare del mio lavoro, e tutto è stato fatto sempre con grande rispetto. E trovo sommamente ipocrita che si cerchi di giustificare l’accaduto dicendomi che la mia storia è più importante di quello che faccio, che io non sono solo il mio lavoro, per questo non mi hanno presentata. ‘Portami una cicciona, una qualunque’, è stato quindi il ragionamento? Proprio in virtù di quello che faccio, che non è un titolo ma è dar voce a moltissime persone promuovendo la corretta informazione su disturbi alimentari e bullismo, chiedo la rimozione del servizio (che peraltro mostra il mio domicilio) e le scuse pubbliche della rete. Grazie”. Scuse che poi le sono arrivate, come lei stessa ha spiegato su Twitter: “Ho ricevuto le scuse di SkyItalia nella persona di Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming che ringrazio per le sue parole, e del direttore di TV8 Remo Tebaldi. Apprezzo molto la loro volontà di rimediare trattando il tema con la serietà che merita”.

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