La resa dei conti è in corso, la strada della crisi è ormai tracciata. Mentre a Palazzo Chigi era iniziato da pochi minuti il Consiglio dei ministri sul Recovery plan, Matteo Renzi ha anticipato in diretta televisiva come sarebbe andata a finire: “Chiederemo il Mes: se diranno sì al Mes, votiamo a favore, se diranno no, ci asteniamo“. Circa un’ora e mezza dopo ecco infatti che Elena Bonetti e Teresa Bellanova, cioè le due ministre d’Italia viva, hanno annunciato al resto del governo l’intensione di astenersi. Formalizzata qualche minuto prima dell’una di notte: il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al Recovery plan quasi all’unanimità. Mancano appunto i voti delle due renziane.

In Cdm scontro sul Mes. Conte e ministri Pd a Iv: “Non c’entra col Recovery” – La riunione è durata quasi tre ore, la ministra delle Pari Opportunità ha ammesso che il piano era stato molto migliorato. Poi il dibattito si è spostato sul Mes e si è quindi trasformato in polemica. “Se è così, allora noi il piano non lo votiamo”, ha detto a quel punto la titolare dell’Agricoltura. Quindi Giuseppe Conte ha preso la parola per ricordare alle due renziane quanto già detto all’ultimo vertice di maggioranza e cioè che “il Mes non è ricompreso nel Next Generation e quindi non è questa la sede per affrontare una discussione sul punto”. E siccome Italia viva motiva da sempre la necessità di ricorrere all’ex fondo Salva Stati con l’alto numero di morti Covid, il premier ha “invitato a non speculare sui decessi in Italia per invocare l’attivazione del Mes”, con “un accostamento che offende la ragione e anche l’etica. Se fosse un problema di finanziamenti – è la domanda retorica posta da Conte – come mai allora la Germania pur investendo il doppio sulla sanità di noi si ritrova adesso con il doppio dei morti giornalieri?”. “Un clima da requiem“, lo ha definito uno dei ministri presenti. Dopo le parole di Conte, infatti, anche Roberto Gualtieri, Roberto Speranza, Francesco Boccia ed Enzo Amendola hanno reagito alle richieste d’Italia viva definendo l’astensione delle renziane come “pretestuosa” e facendo quindi quadrato attorno al presidente del consiglio.

Le renziane si dimettono? “Lo decidiamo domani” – Dunque il fondamentale piano che disegnerà la ripresa economica del Paese viene approvato dal governo senza il voto delle due esponenti del piccolo partito renziano. Cosa succede a questo punto? Bellanova ed Bonetti lasceranno l’esecutivo insieme al sottosegretario Ivan Scalfarotto? “Stasera vediamo e domani parliamo“, aveva detto già nel pomeriggio Renzi, facendo sapere che avrebbe tenuto una conferenza stampa mercoledì alle 17 e 30. Sarà quello l’atto di commiato di Italia viva dalla maggioranza? Salvo novità dell’ultima ora è molto probabile, anche se l’ex segretario del Pd, da pokerista consumato, ha deciso di non mostrare tutte le sue carte fino alla fine. “Noi stasera siamo in Consiglio dei ministri, domani mattina decideremo e domani pomeriggio lo diremo in conferenza stampa”, ha detto alle telecamere di Cartabianca mentre il governo era riunito. Poi ha pure detto di essere pronto a votare a favore dello scostamento di bilancio e delle comunicazioni di Roberto Speranza: un estremo tentativo di prendere tempo a provare a darsi un volto più responsabile. Sforzo che però è destinato probabilmente a scarsi risultati.

Palazzo Chigi: “Se Renzi si sfila stop governi con lui” – Certo è che l’astensione sul Recovery innesca di fatto una crisi minacciata da settimane, indipendentemente da cosa decideranno di fare i renziani mercoledì. Già in mattinata a far trapelare un messaggio chiaro per gli alleati, ovvero “o dentro o fuori“, è stato lo stesso presidente del Consiglio: “Se il leader di Iv”, hanno fatto sapere da Palazzo Chigi, “si assumerà la responsabilità di una crisi di governo in piena pandemia, per il presidente Conte sarà impossibile rifare un nuovo esecutivo con il sostegno di Italia Viva“. Una mossa per blindare l’equilibrio attuale, supportati dalle altre forze di maggioranza. Ma che non è bastato visto che Renzi ha posto come estrema condizione del voto a favore del Recovery l’ok del governo al Mes. Una richiesta avanzata per essere rifiutata. Come la pensasse al riguardo Conte, infatti, l’aveva già fatto sapere al vertice di maggioranza di venerdì scorso: il Mes come pure il ponte sullo Stretto – altro pallino renziano – non c’entra nulla col Recovery plan. Concetti ripetuti stasera alle due ministre d’Italia viva con l’aggiunta di quel richiamo netto: accostare i morti di Covid al Mes “offende la ragione e anche l’etica“. Poi è stata la volta di Gualtieri, intervenuto per spiegare a Bonetti e Bellanova “che lo strumento del fondo Salva Stati non ha nulla a che vedere con il programma Next Generation EU e che, in ogni caso, anche se si decidesse di attivare il Mes, non nell’’ambito del Recovery ovviamente, non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi rispetto a quelli già programmati perché altrimenti avremmo un deficit che aumenterebbe in modo corrispondente”. Un altolà in piena regola, lo ha definito chi ha assistito alla scena, al quale sono seguiti gli interventi di Boccia, Amendola e Speranza. I principali esponenti del governo Conte definiscono l’astensione d’Italia viva come “pretestuosa“: i margini per ricucire sono sempre più sottili.

La maggioranza blinda Conte, Bettini: “I responsabili possono palesarsi” – Prima dei ministri in linea con le parole di Conte si erano già espressi tutti gli altri partiti di maggioranza. Come il capo politico reggente dei 5 stelle Vito Crimi: “Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo“. Poi l’ex deputato M5s Alessandro Di Battista: “Nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo” con loro. Una posizione condivisa anche da Pd e Leu. Per Nicola Zingaretti è “un grave errore politico” provocare una crisi che “il 99% degli italiani non capisce”. Mentre Pier Luigi Bersani: “Dopo Conte ci può essere solo Conte o si va a votare. Io sono per andare avanti, perché trovo demenziale immaginare 3-4 mesi di stallo per avvicinarsi alle elezioni”. Ma se dopo Conte ci può essere solo Conte, cosa succede se i renziani escono dal governo? “Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l’Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi”, dice Goffredo Bettini, dirigente del Pd. Da dove arriverebbero questi responsabili?” Io non voglio entrare in casa d’altri e permettermi di dire cosa deve fare Forza Italia e Berlusconi. Dico solo che sono emerse posizioni, dentro una parte di Forza Italia, di grande responsabilità”, ha spiegato Bettini, da giorni a stretto contatto telefonico con Gianni Letta.

L’asse Pd-M5s-Leu: “Non c’è alternativa a questo premier” – Il messaggio delle forze di maggioranza è netto e segue quanto detto dal premier: se Renzi apre la crisi, non basterà un rimpasto per risolvere la situazione. Per i 5 stelle questa è una condizione imprescindibile, soprattutto anche alla luce delle tante correnti interne e mentre i malumori per i ritardi sulla nuova leadership si fanno sempre più insistenti. E non a caso a parlare oggi, oltre a Crimi, è stato anche Di Battista: “Non so quel che farà o meno nelle prossime ore il manipolo di anti-italiani”, ha scritto su Facebook l’ex deputato. “Mi interessa quel che farà il Movimento. Ebbene io credo che se i renziani dovessero aprire una crisi di governo reale in piena pandemia, nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo, scambiare una parola, o prendere un caffè con questi meschini politicanti. Figuriamoci farci un altro governo insieme“. Pure Luigi Di Maio ha ribadito l’appoggio a Conte: “Noi saremo leali a questo premier”. E sull’ipotesi governo a guida Mario Draghi, ha dichiarato: “Lo si cita sempre quando il governo è in fibrillazione e quindi viene utilizzato a volte come oggetto contundente contro Conte o contro altri”. Sul fronte dem, il capo del Nazareno ha blindato l’attuale inquilino di Palazzo Chigi: “Ora il leader è Conte. Ha tutte le caratteristiche per continuare a guidare l’alleanza. Anche promuovendo come abbiamo chiesto un’innovazione nei contenuti nel patto di legislatura“, ha dichiarato a SkyTg24. Lo stesso sta dicendo Liberi e uguali. “Il Recovery Plan consegnato ieri sera è certamente un passo avanti importante. Il Piano è stato fortemente migliorato e delinea ora un progetto innovativo in direzione del Green e per la ripresa dell’Italia”, sono le parole dei capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro.

La caccia ai responsabili in Senato – Se i renziani abbandoneranno il governo, è a Palazzo Madama che il presidente del Consiglio dovrà eventualmente cercare i “responsabili” pronti a sostituire i 18 senatori di Italia viva. Qui attualmente il governo ha l’appoggio di almeno 158 parlamentari (92 M5s, 35 Pd, 8 Autonomie, 18 Italia viva, 5 Leu). Se i renziani decidessero di non votare più la fiducia a Conte, a quel punto il premier dovrebbe contare su un aiuto che arrivi principalmente dal gruppo Misto. Questo è composto da 24 senatori (+ i 5 di Leu che sostengono il governo). Di questi potrebbero votare a favore circa in 14: gli ex M5s Buccarella, De Bonis, Di Marzio, Drago, Fattori, Pacifico; Cario (Maie), l’ex dem Cerno; Fantetti (Maie); Lonardo; Merlo (Maie); Monti; Ruotolo; la senatrice a vita Segre. I 14 però non sono sufficienti per sostituire i 18 renziani e arrivare alla soglia necessaria di 161. Tra gli incerti, ma che potrebbero cambiare idea ci sono gli ex M5s Giarrusso e De Falco. Ma gli ex 5 stelle (26 deputati e 16 senatori) non bastano per risolvere la situazione, visto che molti di loro ormai hanno aderito ad altre formazioni, dalla Lega ad Azione. Per questo, secondo alcune ricostruzioni, non è esclusa la caccia di responsabili tra le fila della stessa Italia viva e di Forza Italia. Clemente Mastella ha fatto sapere di essere pronto a una iniziativa politica per “strutturare quelli che, responsabilmente, appunto, vogliono dare una mano“. Bettini, esperto e navigato dirigente del Pd, conferma e predica calma: “Non so cosa deciderà il presidente della Repubblica e anche il premier Conte una volta che i ministri di Italia viva leveranno al governo l’appoggio. Ma se si va in Parlamento e poi alla fine la coscienza dei singoli parlamentari dovrà essere interrogata da ognuno di essi, vediamo se emergono delle forze che vogliono esercitare una responsabilità invece che una azione distruttiva“. La crisi, evocata da settimane, è appena cominciata.

CRONACA ORA PER ORA

00.58 – Recovery approvato dal Cdm senza i voti dei renziani
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera, a quanto si apprende, al Recovery plan. C’è stato il sì unanime, viene riferito, di tutti i ministri, tranne le due ministre Iv Teresa Bellanova ed Elena Bonetti.

00.55 – Terminato il Cdm a palazzo Chigi

00.40 – Pd fa quadrato su Conte. Boccia e Amendola a Iv: “Astensione pretestuosa”
Pd fa quadrato attorno al premier Giuseppe Conte nel corso del Cdm, che ormai va avanti da oltre tre ore a Palazzo Chigi. Dopo che le due ministre di Iv, Elena Bonetti e Teresa Bellanova, hanno annunciato l’astensione sul voto sul Recovery plan, prima è arrivato l’altolà del ministro Roberto Gualtieri -“lo strumento del Mes non ha nulla a che vedere con il programma Next Generation EU”- dunque sono intervenuti anche i ministri Francesco Boccia e Enzo Amendola per chiarire che il “Mes non entra qui in gioco, quindi la ragione dell’astensione viene meno”, ovvero “pretestuosa”, raccontano alcuni presenti all’Adnkronos. Anche il ministro della Salute Roberto Speranza è intervento molto duramente a contestare l’accusa mossa sotto traccia dai renziani, ovvero che gli investimenti fatti per la pandemia non siano sufficienti. “Abbiamo fatto il possibile” per fronteggiare l’emergenza, ha difeso il governo il responsabile della Salute.

00.40 – Gualtieri contro Italia viva: “Mes non c’entra nulla col Recovery”
Vivace confronto in Cdm, a quanto apprende l’Adnkronos, tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e le ministre di Italia Viva. Quanto Elena Bonetti e Teresa Bellanova hanno annunciato la loro astensione sul voto al Recovery plan per via della mancata attivazione del Mes, è intervenuto il responsabile del Mef a chiarire “che lo strumento del fondo Salva Stati non ha nulla a che vedere con il programma Next Generation EU e che, in ogni caso, anche se si decidesse di attivare il Mes, non nell’’ambito del Recovery ovviamente, non avremmo a disposizione risorse per investimenti aggiuntivi rispetto a quelli già programmati perché altrimenti avremmo un deficit che aumenterebbe in modo corrispondente”. Un altolà in piena regola, racconta chi ha assistito alla scena.

00.35 – Fonti Italia viva: “Recovery in ritardo su urgenze del Paese”
“Per Iv rimangono troppe le criticità in un testo giudicato in drammatico ritardo sulle urgenze del Paese”. Lo dicono fonti di Italia Viva spiegando che Iv riconosce “i passi fatti in avanti con la riformulazione del Piano nazionale di rilancio e resilienza, con modifiche che – rimarcano i renziani – sono il risultato delle insistenze rimaste a lungo pressoché isolate del partito di Matteo Renzi”. La rinuncia al Mes, si dice dalle fila renziane, “è del tutto incomprensibile, sia perché il suo utilizzo libererebbe risorse ulteriori nell’ambito del Recovery, sia perché il piano pandemico del governo ipotizza risorse insufficienti per la sanità e, in quel caso, prevede che si dovrà scegliere quali cittadini curare. Risulta inoltre ancora non altezza la parte sulle infrastrutture e il turismo, così pure quella sul sistema agroalimentare, scandalosamente inferiore all’1% delle risorse complessive”, viene ancora spiegato. “E non è vero – fanno sapere dal ministero della Famiglia – che ci sono più soldi per le donne e per le famiglie: rimane infatti non finanziata la parte sul sostegno alla maternità e il Family Act viene ridotto al solo assegno universale, scegliendo così di archiviare di fatto l’unica riforma organica approvata dal governo Conte 2”

00.29 – Fonti Italia Viva: “Rinuncia al Mes incomprensibile”
“La rinuncia al Mes è del tutto incomprensibile”. Così fonti di Italia Viva. “Sia perché il suo utilizzo libererebbe risorse ulteriori nell’ambito del Recovery, sia perché il piano pandemico del governo ipotizza risorse insufficienti per la sanità e, in quel caso, prevede che si dovrà scegliere quali cittadini curare”, si argomenta.

00.26 – Conte in Cdm: “Mes non c’entra col Recovery, offensivo citare i morti”
Il premier Giuseppe Conte, quando Iv nel Cdm sul Recovery ha chiesto il Mes, ha invitato a considerare che “il Mes non è ricompreso nel Next Generation e quindi non è questa la sede per affrontare una discussione sul punto”. Lo si apprende da fonti di governo. Il premier ha inoltre “invitato a non speculare sul numero dei decessi in Italia per invocare l’attivazione del Mes”, con “un accostamento che – avrebbe detto – offende la ragione e anche l’etica. Se fosse un problema di finanziamenti – la domanda – come mai allora la Germania pur investendo il doppio sulla sanità di noi si ritrova adesso con il doppio dei morti giornalieri?”.

00.04 – “Al Cdm clima da requiem”
Italia viva ha annunciato l’astensione sul testo del Recovery plan, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Ci sarebbe stato una discussione sul ricorso al Mes, e una viva polemica di Iv sui fondi per la famiglia, dunque l’annuncio delle ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova. “Se è così, allora noi il piano non lo votiamo..”, le parole della capo delegazione di Iv. Intanto un ministro presente al confronto ammette all’Adnkronos che il clima del Cdm “è da requiem”.

23.55 – Bellanova e Bonetti annunciano astensione in Cdm
La ministra di Italia Viva, Teresa Bellanova, a quanto si apprende da fonti di governo, ha annunciato in Cdm che con Elena Bonetti si asterrà sul voto sul Recovery Plan, lamentando l’assenza del Mes.

23.52 – Boschi: “Domani decidiamo se uscire dal governo”
“Lo decideremo, domani ci sarà un confronto nel nostro partito e in base questo confronto e a quello che accadrà domani, le ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto comunicheranno le nostre decisioni rispetto alla loro permanenza e meno nel governo”. Lo dice Maria Elena Boschi a Porta a Porta.

23.50 – Bonetti al Cdm: “Recovery migliorato”. Ma chiede altre modifiche
Nel corso del Consiglio dei ministri il ministro per le Pari opportunità e la famiglia di Italia Viva, Elena Bonetti, secondo quanto si apprende, avrebbe apprezzato le modifiche che sono state fatte sul Recovery plan riconoscendo che la versione è nettamente migliorate. Tuttavia la ministra avrebbe sottolineato la necessità di migliorarla sui progetti e sta facendo alcune richieste e critiche di merito sui singoli progetti del piano.

22.55 – Renzi: “Se usciamo dal governo? Decidiamo domani mattina e lo diciamo di pomeriggio”
“Nelle ultime settimane Conte non mi rispondeva alle lettere, pensavo che stesse preparando le risposte, invece stava cercando i responsabili. Io penso che domani Conte annuncerà di avere altri parlamentari a suo sostegno. Noi stasera siamo in Consiglio dei ministri, domani mattina decideremo e domani pomeriggio lo diremo in conferenza stampa”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.

22.35 – Renzi: “Domani conferenza stampa con Bellanova, Bonetti e Scalfarotto”
“Domani con Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto siamo alla Camera in conferenza stampa e lì diranno come la pensano”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3, a proposito della conferenza stampa di Iv, che ad ora è prevista alle 17.30 alla Camera.

22.30 – Renzi: “Non credo a elezioni anticipate”
Alle “elezioni anticipate non ci credo”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.

22.25 – Renzi: “Ci stanno offrendo di tutto, non vogliamo ministri ma il Mes”
Il rimpasto ” è un racconto fatto dai media ma è falso. Quando dicono che Renzi fa tutto per un ministro in più, io rispondo con la verità ma veline di palazzo Chigi sapientemente imbeccate” dicono il falso “tanto che stiamo ragionando di dimissioni e non di rimpasto”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca su rai3.
“Se ho parlato con le ministre Bellanova e Bonetti” mentre sono in Cdm? “Non sono telecomandate…”, dice Renzi e aggiunge: “Ci stanno offerendo di tutto in questo momento ma io ho detto e lo ripeto: non si rivolse con una poltrona”. Quindi, “Renzi chiede ministri? No”. “Come ha detto la Boschi, i grillini non hanno letto bene: non abbiamo chiesto Meb, abbiamo chiesto il Mes”.

22.20 – Renzi: “Loro hanno già un accordo”
“Loro hanno già un accordo, me l’ha confermato Goffredo Bettini in una trasmissione su un altro canale: penso che hanno trovato i numeri per passare dal governo Conte-Salvini a quello Conte-Zingaretti a quello Conte-Mastella”. Così Matteo Renzi, leader di Iv, ospite di ‘Carta Biancà su Rai3.

22.17 – E’ iniziato il Cdm sul Recovery
E’ appena cominciato, a Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri sul Recovery plan. La bozza è leggermente cambiata rispetto alla versione inviata ieri ai ministri, il testo è infatti passato da 171 a 160 pagine ma non ci sarebbero modifiche sostanziali del Pnrr.

22.15 – Renzi: “Senza il Mes ci asteniamo in Cdm sul Recovery”
“In Consiglio dei ministri chiederemo il Mes: se diranno sì al Mes, votiamo a favore, se diranno no, ci asteniamo”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3.

22.10 – Renzi: “Recovery migliorato, è un passo avanti ma manca il Mes”
“Il Recovery plan è già migliorato e lo stanno riconoscendo tutti. Un mese fa tutti ci davano degli irresponsabili e sfasciacarrozze. Ora un passo avanti è stato fatto. E’ sufficiente? Vediamo. Io ho l’impressione che manchi una cosa fondamentale che si chiama Mes: Conte non lo vuol prendere per accontentare il M5s”. Lo dice Matteo Renzi a Cartabianca, su Rai3

22.00 – Spadafora: “Ci sono condizioni per atto di responsabilità”
Penso che ci sono ancora le condizioni, per tutti, per compiere un atto di responsabilità”. Così il ministro per le Politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, intercettato da cronisti e cameramen al suo ingresso a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri.

21.45 – Prodi: “Renzi come Bertinotti, vuole solo rompere”
“Quello che sta avvenendo mi ricorda tante cose. Quando io mi trovai nel mio primo governo con Bertinotti io tentavo di mediare ma lui aveva un altro obiettivo: a me sembra che Renzi abbia assolutamente lo stesso obiettivo di Bertinotti, cioè rompere”. Lo dice l’ex premier Romano Prodi intervenendo a Di Martedì di Giovanni Floris su La

21.40 – Bettini: “Responsabili possono palesarsi al momento giusto”
“Ci sono delle forze che vogliono contribuire nel segno di un rapporto con l’Europa e penso che al momento opportuno queste forze possano palesarsi”. Lo ha detto Goffredo Bettini del Pd, nella trasmissione di Rete 4 Stasera Italia, rispondendo a Barbara Palombelli che chiedeva, qualora Italia Viva ritirasse la sua delegazione, se esistesse la possibilità di un sostegno di Forza Italia per dare continuità all’opera di questo governo.

21.30 – Bellanova: “Recovery non soddisfacente”
“Stasera io e la ministra Bonetti andremo per responsabilità istituzionale al Cdm e continueremo a dare il nostro contributo per migliorare un progetto che ancora non è soddisfacente. Un progetto di 209 miliardi che anche grazie alle nostre battaglie è stato modificato e che noi pensiamo sia ancora da migliorare”. Lo ha detto la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, intervistata dal Tg2.

21.02 – Bellanova: “Se si va alla conta si dà Paese alle destre”
“Noi vorremmo un governo all’altezza della sfida che il Paese ci mette dinnanzi e su questo combattiamo”. Lo ha affermato la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova al Tg2 Rai. “Se qualcuno pensa di andare alla conta, di andare a raccattare un pò di Responsabili – ha sostenuto – oppure, addirittura per la propria condizione personale minaccia il voto, allora si rischia di dare il Paese alle destre”, ha concluso Bellanova.

21.00 – Bettini: “Dentro Forza Italia emerse posizioni di grande responsabilità”
“Se si va in Parlamento la coscienza dei singoli sarà interrogata da ognuno di essi e vediamo se emergono delle forze che vogliono esercitare una responsabilità invece che un’azione distruttiva”. Lo dice Goffredo Bettini del Pd a Stasera Italia su Rete4. E Forza Italia? “Io non voglio entrare in casa d’altri e permettermi di dire cosa deve fare Forza Italia e Berlusconi. Dico solo che sono emerse posizioni, dentro una parte di Forza Italia, di grande responsabilità”.

20.56 – Bellanova: “Palazzo Chigi personalizza lo scontro, Conte ascolti”
“E’ Palazzo Chigi che sta personalizzando lo scontro. Io inviterei il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a dare ascolto a quelli della sua maggioranza che vogliono un nuovo accordo di programma con questa maggioranza”. Così la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova in vista del Cdm di stasera per l’approvazione del Recovery Plan, intervistata dal Tg2.

20.55 – “Conte popolare, perché decapitare un punto di riferimento?”
“Non immagino un altro premier, perché Conte ha lavorato bene, ha ricollocato l’Italia a livello internazionale, e ha affrontato la prima parte dell emergenza con serietà”. Così Goffredo Bettini del Pd, ospite di ‘Stasera Italià su Rete 4. “Perché decapitare Conte nel momento in cui rappresenta il punto di riferimento di molti italiani?”, chiede Bettini, che definisce Conte “un premier popolare, che ha più probabilità di essere il fulcro delle ripresa: quali sono i motivi che spingono contro di lui? Non sono i motivi della politica, ma motivi personali

20.52 – Bettini: “Margini?Dipende da Renzi”
Ci sono ancora margini per evitare la crisi? “Dipende da quello che in queste ore sta ragionando Iv e il leader di Iv”, se ci sarà una crisi “penso che Renzi si assumerebbe una responsabilità grave”.

20.50 – Bettini: “Crisi incomprensibile”
“La crisi è incomprensibile, non ha alcun fondamento reale, è soltanto una scelta politica o, in questo caso, politicista”. Lo ha detto Goffredo Bettini a Stasera Italia su Rete4.

20.40 – Bettini: “Ci sono marcini per ripartire insieme”
“Non so cosa accadrà, non sono nella testa di Renzi ma ci sono tutte le condizioni per fare una ripartenza insieme”. Lo ha detto Goffredo Bettini, esponente del Pd, A Stasera Italia su Retequattro. “Abbiamo avviato un lavoro, da difendere, dopo la fase di emergenza si può aprire la fase della ricostruzione dove si impone maggiore solidarietà fra le forze politiche”, aggiunge.

20.35 – Italia viva voterà comunque comunicazione Speranza e scostamento bilancio
Al di là della crisi, Matteo Renzi è intenzionato comunque a garantire il sì di Italia viva alle comunicazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza, domani, così come allo scostamento di bilancio che dovrebbe essere discusso mercoledì prossimo. E’ quanto si apprende da fonti parlamentari.

20.20 – Verso nuovo Cdm mercoledì per dl Ristori
A quanto apprende l’Adnkronos, si terrà domani un nuovo Consiglio dei ministri sulle misure per fronteggiare l’emergenza Covid, compresa la stretta sulla movida e la mobilità tra regioni. Nella riunione, non ancora in agenda, si deciderà anche sulla proroga dello stato di emergenza: per ora le ipotesi più accreditate restano aprile o maggio. “Le nuove misure saranno contenute in un decreto ad hoc, non un Dpcm”, riferiscono autorevoli fonti di governo.

20.07 – Orlando (Pd): “Se salta Conte fronte progressista non c’è più”
“Se salta il governo Conte, il fronte progressista non c’è più. E se franasse questa esperienza di governo, riproporla sarebbe difficile. Per questo penso che, per quanto possa avere i suoi limiti, questo esperimento vada sostenuto” così Andrea Orlando (PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

20.06 – Orlando (Pd): “Escludo nostro appoggio a governo di unità nazionale”
“O Conte o il voto? Noi pensiamo che Conte sia il punto di equilibrio più avanzato di questa coalizione così composita, tutte le altre soluzioni non tengono e alle elezioni spesso ci si va non perché qualcuno le voglia ma perché ci si finisce. (…) Escludo totalmente il nostro appoggio a un governo di unità nazionale. Dovremmo gestire i fondi europei con questa destra antieuropea e una pandemia con questa destra negazionista. E’ già difficile con questa coalizione, figuriamoci con una in cui ci sono delle distanze simili”. Così Andrea Orlando (PD), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

20.02 – Orlando (Pd): “Mai più con Renzi? Mai dire mai”
“Se dipendesse dal Partito Democratico, quella di stasera non sarebbe l’ultima del governo Conte”. Lo dice il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, a Otto e mezzo su La7.
“E se palazzo Chigi e il M5S dicono mai più con Renzi se IV fa cadere il governo, io dico che in politica non si può mai dire mai, tante volte abbiamo visto partiti dire che non avrebbero fatto alleanze politiche che poi hanno fatto”. “Ma adesso serve ricucire piuttosto che acuire le distanze. Ma la responsabilità è di chi produce la crisi. Io auspico che si ritorni a dove si è determinato il corto circuito. Certo, se ti alzi dal tavolo, le risposte non arrivano. Se ci rimani, arrivano. Ma sono frutto del confronto, non dello spirito santo”.

20.00 – Gualtieri: “L’Europa e i mercati ci guardano”
“Spero che tutti capiranno che creare una situazione di crisi e di confusione, anche rischiosa dal punto di vista della stabilità e per contrastare la pandemia, sarebbe uno scenario negativo che l’Italia non può permettersi e che i cittadini non capirebbero”. “L’Europa ci guarda, i mercati ci osservano”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo a Radio popolare di Milano.

18.30 – Gualtieri: “Giovedì cdm sui ristori, incompatibile con una crisi”
“Nei prossimi giorni, forse già giovedì, faremo il Consiglio dei ministri per chiedere l’autorizzazione del Parlamento a un nuovo scostamento. Atto che, naturalmente, richiede un Governo nella pienezza delle sue funzioni, che non è compatibile con una crisi di governo”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, rispondendo a Radio popolare di Milano a una domanda sull’iter per il nuovo decreto ristori. “Poi, mentre il Parlamento voterà auspicabilmente questo scostamento, predisporremo quanto abbiamo già iniziato a fare, per arrivare dopo il voto alla sua approvazione”, ha aggiunto.

18.15 – Rosato: “Acclarato che il Conte bis è giunto alla fine”
“Il fatto che il governo Conte bis è giunto alla fine è ormai acclarato”. Lo dice Ettore Rosato di Iv a Rainews24. “Vedremo se Conte avrà un’altra maggioranza” aggiunge il coordinatore di Italia Viva dicendosi certo che, in ogni caso, l’esito non sarà il voto: “Non si andrà a elezioni”.

18 – L’ex M5s Giarrusso: “Io voterò secondo coscienza”
“La crisi? Sapendo che c’è Renzi di mezzo una soluzione non la vedo facile. Ma io, come al solito, voterò secondo coscienza. Sono qui e vedrò cosa dirà e farà la maggioranza ma allo stato le mie valutazioni sull’operato dell’esecutivo, soprattutto riguardo alla lotta alla mafia, sono assolutamente negative”. Lo dice il senatore ex M5s ed ora al gruppo Misto, Mario Michele Giarrusso. “Questo governo sconta gravi mancanze nella lotta alla mafia da parte dei ministri della Giustizia e degli Interni: ma non sono questioni che si risolvono solo con un cambio dei vertici, le responsabilità sono diffuse negli apparati di tutta la catena di comando. Il disastro sulla giustizia – conclude – è sotto gli occhi di tutti”.

17.45 – Giorgetti: “Impensabile affidarsi ai parlamentari in ordine sparso”
“Una nuova maggioranza a sostegno del governo? Cosa già vista ma, come ci insegna esperienza e prassi istituzionale, è impensabile che ci si affidi a un manipolo di parlamentari in ordine sparso tanto più in una situazione drammatica come questa. Se dovesse davvero esistere un percorso di costruttori l’unica strada è quella del sostegno da parte di un gruppo che si costituisca in Parlamento e che abbia un preciso progetto politico”. Lo afferma Giancarlo Giorgetti interpellato dall’Ansa alla Camera.

17.30 – Renzi in Senato: “Ritiro ministre? Stasera vediamo e domani parliamo”
Stasera Italia viva ritira le sue ministre dal governo? “Sembra che sia il ritiro dei panni, stiamo parlando di donne con un’esperienza straordinaria..Stasera vediamo che tipo di discussione viene fuori e domani facciamo una conferenza stampa e ne parliamo”. L’ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi parlando con i giornalisti al Senato. A proposito della bozza del Recovery plan, sul tavolo del Consiglio dei ministri di stasera, Renzi ha chiarito: “Nel giro di un mese pare che abbiano migliorato il Recovery plan, io non l’ho ancora letto tutto, lo devo leggere, ma dicono tutti che sia migliorato”.

16.40 – Franceschini a Palazzo Chigi
Il capodelegazione del Pd, Dario Franceschini, è stato a Palazzo Chigi poco dopo l’ora di pranzo. Il ministro dei Beni Culturali ha lasciato la sede del governo attorno alle 16, senza rilasciare dichiarazioni.

16.30 – Bersani: “Dopo Conte può esserci solo Conte”
Dopo Conte ci può essere solo Conte o si va a votare. Io sono per andare avanti, perché trovo demenziale immaginare 3-4 mesi di stallo per avvicinarsi alle elezioni”. Così Pier Luigi Bersani (Articolo Uno), a ‘Oggi è un altro giornò, su Raiuno.

16.20 – Domani conferenza stampa di Renzi
Italia viva smentisce “passi indietro” rispetto alle decisioni di Iv relative al governo. In queste ore, spiegano fonti qualificate renziane, si sta cercando un luogo dove fare una conferenza stampa domani pomeriggio, alla Camera o al Senato. Alla conferenza stampa parteciperà il leader di Iv Matteo Renzi.

16.10 – Mastella: “Iniziativa politica per strutturare i responsabili” (leggi l’articolo)
“La crisi di governo c’è, è innegabile, non si può sostenere il contrario. Subito dopo la crisi intendo far partire un’iniziativa per recuperare vecchi amici e nuovi contributi, quelli che sono interessati. Al 2% ci arriverò pure io, anche se non ho una rappresentanza parlamentare come quella di Renzi”. Lo ha detto, in una intervista all’Adnkronos, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, anticipando che questa nuova formazione politica si collocherà “nell’ambito del centro, per una collaborazione con il centro sinistra”.

15.55- Bersani: “Questa manovra risponde a interessi di chi sta sempre a galla”
“Una pistola alla tempia del governo, su cosa? Sul Recovery plan? Dice che lo approvano. Non lo capisco. Se non pensando che questa manovra risponda a interessi di un ceto, che esiste, quelli sempre a galla, quelli che qualsiasi cosa sono sempre a galla. Quelli che sono con l’acqua qui, di sinistra, destra, centro, non la vogliono una crisi”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani a Oggi è un altro giorno.

15.30 – Azzolina: “Difficile pensare di ricucire con chi strappa”
“Difficile pensare di ricucire con chi strappa. Una crisi ora, in piena pandemia, sarebbe insensata”. Lo scrive su twitter la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a proposito della crisi di governo.

15.15 – Cucca (Iv): “Se seguirò la battaglia di Renzi? Assolutamente sì”
“Se Conte decide di rompere, che rompa. Ma non può dire che è colpa di Italia viva. Noi cosa dobbiamo fare, dire che stiamo in un governo dove non considerano le nostre idee?”. Lo dice Giuseppe Cucca, senatore di Italia viva, sentito al telefono. Sostiene la battaglia di Matteo Renzi? “Assolutamente sì”, risponde Cucca. “Non mi risulta che nei gruppi di Iv ci sia qualcuno” pronto a dissociarsi, “almeno a me nessuno dei colleghi a detto niente del genere. Hanno fatto anche il mio nome più volte” tra i responsabili pronti a sostenere Conte in caso di rottura con Iv, ma “non è così”.

15.10 – Rosato: “Responsabili? Facciano governo con Fi e Fdi così hanno presto tutto l’arco costituzionale”
“Potrebbero scegliere di fare un governo con Fi e Fdi così hanno preso tutto l’arco costituzionale”. Così Ettore Rosato (Iv) a Un giorno da Pecora ribatte al fatto che se Iv ritirerà le ministre il premier Giuseppe Conte non farà nuovi governi con Iv. “Noi vogliamo combattere l’immobilismo”, spiega Rosato perché “il problema più grosso è la scelta di non prendere decisioni”. Anche “sui servizi segreti la nostra è la posizione Pd e anche M5s, è la posizione di tutti solo che noi di fronte all’immobilismo delle non scelte battiamo il pugno più forte degli altri”.

15.05 – Meloni: “Imbarazzante teatrino a scapito degli italiani”
“Nel governo continuano con i litigi, le ipotesi di rimpasti, gli ultimatum e le giravolte. Ma quando la finiranno con questo imbarazzante teatrino a scapito dell’Italia e degli italiani?”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

15 – Fornaro: “Con una crisi al buio diventa difficile ricostruire con chi ha determinato questa situazione”
“Con una crisi al buio diventa difficile ricostruire la stessa maggioranza con chi ha determinato questa situazione. Una crisi politica durante la pandemia e con una crisi economica come quella che stiamo vivendo non sarebbe capita dai cittadini.Noi lo ripetiamo da giorni: in questo Parlamento non c’è alternativa a questa maggioranza e a Conte.” Lo dice il capogruppo di LeU alla Camera, Federico Fornaro, conversando con i giornalisti a Montecitorio.

13.27 – Bellanova su La7: “Le minacce non aiutano nessuno. Si riscriva patto”
“Chi sta tenendo in ostaggio il Paese non sta di certo in Iv. Andare avanti con le minacce, non aiuta nessuno”, dice Teresa Bellanova, capo delegazione di Iv, a L’aria che tira. “Non abbiamo detto “Conte o niente”, è Conte che sta tenendo in ostaggio la sua maggioranza”, aggiunge. Poi lascia aperto uno spiraglio: “Bisogna prendere atto che una fase è chiusa e capire se si possa aprire un percorso di riscrittura di un programma. Si era iniziato a farlo, per iniziativa di Renzi, Zingaretti, Crimi e Speranza, che avevano incontrato Conte a novembre”.

13.09 – Di Battista: “Se Renzi si sfila, mai più al tavolo con politicanti”
“Da quando i cosiddetti renziani – ovvero un mediocre manipolo di politicanti assetati di potere e poltrone – hanno aperto, ovviamente solo sui giornali, la crisi di governo, sono morte, di Covid, 16570 persone. 16570 persone che oggi ricevono meno spazio delle dichiarazioni del mediocre manipolo. I morti si trasformano in fantasmi o, cosa ancor più indecente, in vessilli da sbandierare per volgari speculazioni politiche. ‘Sono morti tanti medici, prendiamo il Mes’ dicono i renziani. Che squallore”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Alessandro Di Battista. Che si accoda a Crimi dettando la linea al Movimento: “Non so quel che farà o meno nelle prossime ore il manipolo di anti-italiani. Mi interessa quel che farà il Movimento. Ebbene io credo che se i renziani dovessero aprire una crisi di governo reale in piena pandemia, nessun esponente del Movimento dovrebbe mai più sedersi a un tavolo, scambiare una parola, o prendere un caffè con questi meschini politicanti. Figuriamoci farci un altro governo insieme”, chiosa.

12.32 – Bonafede: “Non si sfidi la pazienza degli italiani evocando la crisi”
“Ancora oggi prosegue l’inspiegabile attacco quotidiano, dall’interno della maggioranza, nei confronti del Presidente del Consiglio e dell’azione del Governo. È davvero desolante dover constatare la persistenza di toni volti unicamente ad alimentare tensioni”. Lo scrive su Fb il capodelegazione M5S Alfonso Bonafede che aggiunge: “Qualcuno dirà che nella politica ci può stare. Può darsi, ma ci sono momenti in cui tutti dovrebbero capire che non si può continuare a sfidare la pazienza degli italiani evocando crisi del tutto aliene rispetto ai bisogni dei cittadini”.

12.12 – Renzi nella sua enews: “Non siamo irresponsabili. E’ battaglia di coraggio”
“A differenza di ciò che raccontano a reti unificate i cantori del pensiero unico, non c’è nessuna richiesta di poltrone, nessuna polemica pretestuosa, nessun atto irresponsabile. Quello che noi stiamo facendo si chiama POLITICA: studiare le carte, fare proposte, dare idee. Irresponsabile sarebbe sprecare centinaia di miliardi dei nostri figli facendo debito cattivo e non investendo sulla sanità, sull’educazione, sull’innovazione”. Lo scrive nella Enews Matteo Renzi, ribadendo: se non ci sono risorse sufficienti nel piano pandemico nazionale, “prendiamo il Mes”.

11.50 – PALAZZO CHIGI: “SE RENZI SI SFILA, NO A NUOVO ESECUTIVO”
“Se il leader di Iv Renzi si assumerà la responsabilità di una crisi di Governo in piena pandemia, per il presidente Conte sarà impossibile rifare un nuovo Esecutivo con il sostegno di Italia Viva”. È quanto trapela da Palazzo Chigi.

11.39 – Anche Leu fa quadrato intorno al premier
“Il Recovery Plan consegnato ieri sera è certamente un passo avanti importante. Il Piano è stato fortemente migliorato e delinea ora un progetto innovativo in direzione del Green e per la ripresa dell’Italia”. Lo dichiarano i capigruppo di LeU Loredana De Petris e Federico Fornaro. “Il Piano può e deve certamente essere migliorato ancora nel confronto con le parti sociali e le associazioni e soprattutto in Parlamento. Sarebbe quindi da irresponsabili, in questa fase, produrre una rottura con le annunciate dimissioni delle ministre di IV e aprire una crisi completamente al buio che renderebbe difficile ricostruire con chi ha determinato questa situazione. Sarebbe impossibile spiegarlo ai cittadini in piena crisi pandemica ed economica. Lo ripetiamo da giorni: in questo Parlamento non c’è alternativa a questa maggioranza e a Conte”, proseguono i due capigruppo. “Se si vuole non sprecare la grande opportunità del Recovery e quindi garantire un futuro all’Italia bisogna ripartire da qui, per trovare le ragioni per andare avanti nel dialogo e nel rispetto reciproco”, concludono De Petris e Fornaro.

11.11 – Fonti di IV: bozza del Recovery riscritta, va valutata bene
“La bozza va valutata bene e lo stiamo facendo” anche perché “è una bozza completamente riscritta rispetto a quella del 21 dicembre, e su alcune cifre anche rispetto a quella del 7 gennaio”. Lo dice una fonte qualificata di Italia viva, interpellata sull’opinione dei renziani sulla nuova bozza del Recovery plan, inviata la scorsa notte ai partiti. Il fatto che il testo sia stato riscritto “vuol dire – aggiunge – che chi evidenziava i problemi di quella prima bozza oggi dovrebbe essere ringraziato, non additato come traditore”.

10.36 – Parla Zingaretti: “La crisi? Un grave errore politico”
“Il Pd continua a chiedere un rilancio di governo ma una cosa è chiedere di rafforzarlo un’altra è farlo cadere. Il Pd ha promosso il rilancio ma rilancio non è mandare a casa il governo o provocare una crisi che il 99% italiani non capisce. E’ un grave errore politico e io lancio un appello al buon senso”. Così Nicola Zingaretti a Start su skytg24. “Io spero e lavoro che non si arrivi ad una crisi alla vigilia di una discussione sul Recovery che è cambiato in meglio e che dimostra che lavorando si possono migliorare le cose”. Se Iv ritira le ministre l’evoluzione “sarà una valutazione che farà il premier Conte con il presidente Mattarella, spero che ci si renda conto che così si entra in un tunnel di cui nessuno conosce l’uscita”. Così Nicola Zingaretti a Sky secondo il quale se “il vaso si rompe i cocci, i cocci non si rimettono insieme”.

10.10 – Crimi: “No a un nuovo governo con lui se Renzi ritira le ministre”
“Se Renzi si rende colpevole del ritiro dei suoi ministri, con lui e Italia Viva non potrà esserci un altro governo. Esiste un limite a tutto. Se ora, nelle condizioni in cui siamo, qualcuno si chiama fuori e saluta la compagnia, per noi è fuori e resta fuori definitivamente”. Lo sottolinea, in un colloquio con l’Ansa, il capo politico M5S Vito Crimi rispondendo a chi gli chiede della possibilità anche di un Conte-ter in caso di crisi. “Non si può abbattere la casa e poi fare un sorriso e dire che va tutto bene”, aggiunge il senatore del Movimento.

9.53 – Di Maio difende Conte dagli attacchi dei renziani
“Si cita Mario Draghi sempre quando il governo è in fibrillazione e quindi viene utilizzato a volte come oggetto contundente contro Conte o contro altri”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre. “Il presidente Mario Draghi non merita di finire nel dibattito solo quando c’è da accoppare qualche politico”, ha detto ancora.

9.40 – Emiliano: “Conosco Renzi, vuole far saltare il governo”
“Conosco bene Matteo Renzi: ho sempre sostenuto che la sua irresistibile discesa sarebbe stata rovinosa e che avrebbe fatto male al Paese. Ha tentato di farci perdere le elezioni qui in Puglia in tutti i modi, cercando di candidare qualcuno per buttare all’aria la Puglia che viene, più o meno, ben governata da 15 anni. E adesso, come fanno i bambini cattivi sta cercando di far saltare il governo”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a Start su Sky Tg24. “Non so, forse sarà geloso di Conte, avrà in testa di farsi nominare da qualche parte – ha aggiunto Emiliano spiegandone i motivi – Sono quelle cose che a Renzi passano per la testa e che hanno fatto malissimo a lui e che purtroppo in questo momento stanno facendo malissimo all’Italia. Se lui ha deciso di fare questo dispetto lo farà, perché io lo conosco bene. Non si saprà trattenere, non è capace di sostituire l’interesse degli altri alla propria visione delle cose. E’ un fatto psicologico più che politico”.

9.34 – Di Maio: “Una crisi ora è inspiegabile”
“Una crisi di governo è inspiegabile. Non solo perchè siamo nel bel mezzo di una pandemia e dobbiamo fare il decreto ristori. Ma anche perchè questo è l’anno in cui l’Italia presiederà il G20 e in Italia ci sarà la conferenza globale sulla salute”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad Agorà su Raitre. “Io il vice premier l’ho già fatto, conosco il valore di quella carica”, ha sottolineato. “La si sta descrivendo come la panacea di tutti i mali ma non è così. Ho rifiutato due volte di fare il presidente del Consiglio. In questo momento non ci interessano i giochi di Palazzo, stiamo pensando agli italiani”.

9.03 – Faraone: “Voteremo il Recovery, un minuto dopo si valuterà il da farsi”
“Noi saremmo irresponsabili se non dicessimo le cose che non vanno e se lasciassimo governare un governo e un Presidente del Consiglio che rinvia i problemi anziché affrontarli …… I problemi sono rimasti lì. Il tema della scuola è rimasto lì, il tema dei trasporti è rimasto lì”. Così il senatore Davide Faraone, capogruppo al Senato di Italia Viva, ad Agorà Rai Tre. “Speriamo di fare la battaglia per il Mes dalla maggioranza, se non ci saranno le condizioni andremo serenamente all’opposizione. Le nostre ministre saranno stasera in Cdm” ma “non saremo responsabili di nessun ritardo sul Recovery plan, lo stiamo studiando, lo voteremo, lo sosterremo e lo miglioreremo, un minuto dopo valuteremo il da farsi”.

8.32 – Bellanova: “Dimissioni? Un passo alla volta”
“Facciamo un passo per volta. Per adesso possiamo dire che sul Recovery abbiamo portato un risultato, non per noi, ma per il Paese, perché è stato abbondantemente modificato. Ora valuteremo merito per merito le singole questioni. Per quanto riguarda la situazione più complessiva è evidente che rimangono delle problematiche aperte, rispetto ad esempio la questione sanitaria”. Lo ha detto la ministra delle Politiche Agricole e senatrice di Italia Viva, Teresa Bellanova, intervenendo a “Radio Anch’io” su Radio Raiuno, nel rispondere a una domanda sulle eventuali dimissioni della delegazione di Italia Viva al governo, dopo la presentazione del Recovery plan, ieri sera, da parte del governo.

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