Il Regno Unito, all’indomani dell’annuncio di un terzo lockdown severo in Inghilterra a causa dell’aumento di casi determinato anche dalla maggiore contagiosità della variante inglese, registra un nuovo preoccupante record di contagi giornalieri: sono 60mila le persone che si sono ammalate nelle ultime 24 ore. Alto anche il numero delle vittime: 830 solo nell’ultima giornata. Il ministro britannico per l’ufficio di gabinetto Michael Gove avverte che il Paese dovrà affrontare “settimane molto, molto difficili”: “Penso sia giusto dire che a marzo dovremmo essere in grado di revocare alcune” delle restrizioni imposte con il lockdown, “ma non necessariamente tutte”, ha spiegato. Il ministro ha precisato che il Paese si trova ad affrontare “una corsa contro il tempo” per quanto riguarda la nuova variante e l’intenzione del governo di vaccinare quasi 14 milioni di persone nei primi quattro gruppi prioritari entro la metà di febbraio è “difficile” ma realizzabile. Il primo ministro, Boris Johnson, ha però dichiarato che sono salite a oltre 1,3 milioni le dosi di vaccino anti-Covid somministrate in queste settimane nel Regno Unito.

La curva epidemiologica continua a preoccupare in Germania, dove si registrano 11.897 nuovi casi di contagio e 944 decessi nelle ultime 24 ore e dove oggi, come previsto, la Cancelliera ha raggiunto un accordo con i 16 Lander per estendere il lockdown, che sarebbe dovuto terminare domenica, a fine gennaio: “Per chi entra in Germania da aree a rischio Covid, oltre all’obbligo di quarantena per dieci giorni, deve essere introdotto un obbligo di test all’entrata“, si legge, tra le altre cose, nel testo conclusivo dell’incontro. Angela Merkel insiste per introdurre misure ancora più stringenti, fra cui l’autorizzazione a incontri fra persone di due diversi nuclei familiari solo uno a uno.

Intanto la Cancelliera ha sentito Valdimir Putin in un colloquio telefonico riferito dal Cremlino discutendo della possibilità di produrre insieme vaccini contro il coronavirus. L’Europa, quasi al termine delle festività, fa i conti con l’introduzione di nuove restrizioni e lockdown, mentre tutti i Paesi sono alla prese con le somministrazioni del farmaco Pfizer-Biontech per prevenire il Covid-19.

La Francia, fanalino di coda in Europa nella somministrazione dei vaccini, promette di accelerare, mentre l’Olanda fa mea culpa sui ritardi. Il premier olandese Mark Rutte ha ammesso l’impreparazione del suo governo sulle vaccinazioni anti-coronavirus. Nonostante le centinaia di migliaia di dosi di vaccino arrivate, l’Olanda comincerà il suo piano domani, ultimo Paese nell’Ue. “Abbiamo ricevuto un vaccino diverso da quello che ci aspettavamo e prima del previsto”, ha detto Rutte in Parlamento. Il premier olandese ha spiegato di essere stato colto di sorpresa dall’approvazione, il 21 dicembre, da parte dell’Ema del vaccino Pfizer-BioNtech. “Non siamo preparati a distribuire un vaccino che deve essere conservato a -70 gradi”, ha ammesso.

Intanto in Israele il governo ha votato il varo di un nuovo lockdown totale a partire dalla mezzanotte di giovedì 7 gennaio per le due settimane successive. La misura, ha spiegato il premier Benyamin Netanyahu, si è resa necessaria a fronte dei nuovi picchi di infezione che, nelle ultime 24 ore, hanno superato gli 8mila casi. In base alle nuove disposizioni saranno chiusi tutti i luoghi di lavoro non essenziali e gran parte delle scuole. Chiusi anche i luoghi di culto, forti limitazioni ai viaggi all’estero e agli spostamenti.

Telefonata Merkel-Putin sui vaccini – I due leader hanno discusso in un colloquio telefonico della possibilità di produrre insieme vaccini. “Le questioni di cooperazione nella lotta alla pandemia di coronavirus sono state discusse ponendo l’accento sulle possibili prospettive per la produzione congiunta di vaccini”, si legge in una nota del Cremlino, che aggiunge: “È stato raggiunto un accordo per continuare i contatti sulla questione tra i ministeri della Salute dei due Paesi e altre agenzie specializzate”.

La Francia promette di accelerare – Dopo che appena 500 persone in Francia sono state vaccinate nei primi sei giorni, il ministro della Salute francese, Olivier Veran ha difeso la strategia del governo di somministrare i vaccini prima ai residenti delle case di cura. Tuttavia martedì ha promesso di semplificare il processo burocratico di consenso alla vaccinazione, accusato in parte del ritardo delle immunizzazioni in Francia. Veran ha affermato che il governo amplierà il numero di centri di vaccinazione e le categorie di persone che possono riceverlo e consentirà alle persone di prenotarsi su un’app o per telefono. La crescita delle vaccinazioni nei prossimi giorni “sarà esponenziale, state tranquilli”, ha detto alla radio Rtl. Ma ha insistito sul fatto che il governo non avrebbe rinunciato alle linee guida sulla sicurezza in un Paese che deve affrontare un ampio scetticismo sui vaccini. Mentre i Paesi vicini stanno imponendo nuovi rigidi lockdown tra le infezioni in aumento, Veran ha affermato che la Francia sta valutando le sue opzioni e “non può rilassarsi”, ma non ha annunciato nuove misure. Il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer ha dichiarato alla radio Europe-1 di non voler “privare i bambini della scuola”. Veran ha riferito che la Francia ha confermato 10 o 15 casi della nuova variante più contagiosa identificata in Gran Bretagna e che le infezioni e i tassi ospedalieri complessivi sono arrivati a un plateau.

La Danimarca inasprisce le restrizioni – Dopo il lockdown imposto a dicembre e prorogato fino al 17 gennaio – con la chiusura di bar, ristoranti e negozi non essenziali – la Danimarca ha inasprito oggi le misure di contenimento per tentare di frenare la rapida diffusione della nuova variante del coronavirus individuata nel Regno Unito. Le nuove restrizioni includono l’abbassamento da dieci a cinque persone del limite per gli incontri nei luoghi pubblici e l’obbligo di distanziamento di due metri. Le autorità sanitarie si attendono che la nuova variante del virus sarà quella dominante in Danimarca entro la metà del prossimo mese.

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