Progressisti, indipendentisti e nazionalisti uniti contro la rabbia della destra. Il Parlamento spagnolo ha approvato questo giovedì una legge di bilancio fondamentale per il rilancio di un paese gravemente colpito dalla pandemia. Con 188 voti a favore, il governo di Pedro Sánchez ha aumentato la sua maggioranza di 21 seggi dall’inizio della legislatura grazie all’appoggio di 11 partiti. Ora, perché la manovra riceva il via libera definitivo, manca solo il nulla osta del Senato, dove l’esecutivo ha i numeri e il testo, con tutta probabilità, non subirà modifiche. Tra i nuovi partiti della coalizione ci sono i catalani di Esquerra Republicana (ERC) e i baschi di EH Bildu, che l’opposizione ha definito “nemici della Spagna”.

Il Partito Popolare, Vox e Ciudadanos, che governano insieme a Madrid, Murcia e Andalusia, li considerano rispettivamente come braccio politico dell’indipendentismo catalano e di ciò che rimane dell’Eta. Il Re Felipe VI ha addirittura ricevuto due lettere firmate da oltre 70 generali e comandanti dell’aviazione e dell’esercito in pensione, dove si parla di un governo “social-comunista, appoggiato da filoterroristi e indipendentisti con l’intenzione di minacciare l’unità nazionale”. Il voto ha infastidito anche la vecchia guardia del Partito Socialista, la formazione del premier.

Il leader di EH Bildu, Arnaldo Otegi, ha lasciato il carcere nel 2016 e non può ricoprire nessuna carica pubblica fino a febbraio del 2021 a causa del suo passato nel gruppo terrorista. Ma il partito nato nel 2012 ha specificato dal primo giorno che è contro ogni forma di violenza, razzismo e xenofobia. Oggi occupa 5 seggi in Parlamento, è la seconda forza nei Paesi Baschi ed è presente in Navarra. L’appoggio alla legge di bilancio è arrivato grazie alla mediazione del leader di Podemos Pablo Iglesias: “È la miglior notizia per la democrazia”, ha dichiarato.

Erc ha subordinato il suo voto alla liberazione dei politici indipendentisti in carcere da tre anni. Possono di nuovo contare sull’aiuto di Iglesias, che in diretta televisiva si è dichiarato a favore dell’indulto presidenziale “il prima possibile”. La pressione aumenta in vista delle elezioni in Catalogna del prossimo febbraio, ma secondo i socialisti la magistratura sarebbe contraria. “La governabilità della Spagna ricadrà su questi due partiti. Esquerra Republicana ha le elezioni dietro l’angolo, quindi i temi dell’indulto e dei prigionieri politici entreranno nell’agenda con maggiore rilievo rispetto alle richieste di EH Bildu, che invece non ha elezioni e può avere un processo di negoziazione più progressivo”, afferma Pablo Simn, politologo e professore dell’Università Carlo III di Madrid.

La principali obiezioni della destra sulla legge di bilancio riguardano l’aumento delle imposte e del deficit. “Nel bilancio spagnolo c’è già un indebitamento prima dell’approvazione del bilancio comunitario, perché verranno incorporati gli aiuti dell’Unione”, dice Simón. Le risorse stanziate sono aumentate del 53,7% rispetto alla stesura proposta prima dell’arrivo del covid e contengono un anticipo di 27 miliardi dei fondi europei. Il governo di sinistra imporrà un aumento dell’Irpef del 2% ai redditi che superano i 200mila euro e del 3% per quelli oltre i 300mila, un’aliquota minima del 15% per le società d’investimento immobiliare quotate in borsa e una tassa per Google e altre grandi imprese del settore. L’Iva verrà alzata dal 10 al 21% sulle bevande gassate non vendute nella ristorazione e si aumenterà la spesa per l’educazione di 370 milioni.

La Spagna sostituisce quindi il bilancio approvato dal governo di Mariano Rajoy nel 2018 ancora in vigore. La decisione è stata rimandata di un anno prima per l’instabilità politica e poi per la pandemia. In questo momento, Sánchez può fare affidamento su una maggioranza più nutrita che già poteva contare sulla presenza di altri partiti regionali come Teruel Existe, Nuove Canarie e il Partito Nazionalista Basco, o indipendentisti, come il PDeCAT. Arrivare alla fine della legislatura sarà più facile.

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