Quattro europarlamentari del Movimento Cinque Stelle lasciano il gruppo ed escono dal Movimento. Una scissione. L’ala ‘ambientalista’ composta da Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Eleonora Evi e Rosa D’Amato ha annunciato l’uscita parlando di una decisione figlia di un “malumore” che “va avanti da diversi mesi”. Il gruppo dei Verdi/Ale del Parlamento Europeo terrà una riunione venerdì mattina per discutere dell’adesione dei quattro eurodeputati fuoriusciti dal Movimento, considerati vicini ad Alessandro Di Battista. Che però commenta: “Questa vostra scelta mi dispiace e come ti ho detto tante volte per me è un errore“.

Corrao, Pedicini, Evi e D’Amato, negli scorsi mesi, si sono distinti votando spesso in linea con i Verdi su dossier qualificanti come la Politica Agricola Comune. Da mesi, a partire dall’elezione di Ursula von der Leyen, fino alla sospensione di tre di loro a giugno da parte dei provibiri, le acque erano agitate. “Con l’addio al M5S – si legge in una nota di Pedicini – i quattro eurodeputati rinnovano il proprio impegno a favore delle battaglie di cui sono stati portavoce in questi anni, mettendo al primo posto la difesa del pianeta e la tutela della salute dei cittadini”. La decisione, aggiungono, “è stata resa necessaria dall’impossibilità di portare avanti con coerenza la difesa di questi temi, all’interno della delegazione del M5S, il cui operato oggi diverge irrimediabilmente sia dall’impegno preso con gli elettori che dalle aspirazioni originarie del Movimento”.

“Mesi e mesi di enorme sofferenza interiore”, scrive Corrao in un lungo post su Facebook nel quale ripercorre la sua storia nei Cinque Stelle e quanto accaduto nel corso degli anni, parlando della scomparsa di Gianroberto Casaleggio come del momento in cui “se ne va una sorta di filtro e di garanzia” e dell’inizio di “un lento ma inesorabile percorso di snaturamento”. Acuito dal governo con la Lega di Matteo Salvini, quando qualcosa si è “rotto irreparabilmente”. Corrao descrive le elezioni europee come quelle in cui il M5s diventa un “partito iperverticistico”, parla di mancanza di “confronto interno” e “cerchio magico”. Fino alla “storia recente”, cioè “mesi e mesi di tentativi di cambiare dall’interno andati a vuoto”, scrive Corrao parlando di un “distacco crescente” da un movimento che “ormai è parente lontano di quello per cui ho messo anima e cuore per 10 anni”.

“Lentamente e sotto traccia, in modo insidioso e subdolo, il Movimento ha iniziato a cambiare pelle”, scrive Evi annunciando la sua uscita dal gruppo. “La trasformazione è, purtroppo, molto più profonda e tocca il cuore e l’anima di questo progetto politico”, aggiunge richiamando le questioni Tav, Tap e Ilva e ricordando di non aver votato a favore dell’elezione di Ursula von der Leyen a capo della commissione europea. “Come siamo arrivati a questo punto?”, si chiede. “È accaduto perché i cosiddetti “vertici” hanno deciso deliberatamente di calpestare la democrazia interna nel M5S – spiega – Attraverso la piattaforma Rousseau abbiamo sempre scelto i nostri candidati. Ma nel caso delle elezioni europee, con un’operazione “alla Renzi”, l’ex capo politico Di Maio ha deciso di nominare 5 capolista donne, scelte tra le “eccellenze italiane”, ma che nulla avevano a che fare con il M5S. Il trasformismo di altri completa il quadro”.

“Agli attivisti, agli iscritti e a tutti coloro che hanno riposto fiducia in me, e in noi, dico che insieme ad alcuni colleghi abbiamo provato fino all’ultimo a riportare il Movimento sul giusto binario, senza riuscirci purtroppo”, scrive ancora Pedicini in un lungo post in cui annuncia di aver ricevuto una nuova notifica di procedura sanzionatoria da parte dei probiviri del M5S. “È ormai evidente sono una persona scomoda per coloro i quali si sono autoproclamati vertice del M5s..Con questo mio post proverò a toglierlo dall’imbarazzo perché non sono il tipo che si fa cacciare, piuttosto vado via da solo”, conclude. Sulla stessa linea D’Amato: “Tolgo gli ex compagni di viaggio dall’imbarazzo di buttarmi fuori per motivi politici”, scrive in lungo post aggiungendo che, “al punto in cui siamo” il M5s “non è in grado di rappresentare i principi e le speranze che sin dal primo giorno di attivismo avevano animato la mia passione politica”. Il Movimento, conclude, “ha perso la sua identità e ha cessato di esistere da un pezzo e in realtà se ne sta distruggendo anche il ricordo”.

Non si è fatta attendere la versione di chi invece è rimasto nel Movimento 5 stelle. “Ora la delegazione è più unita e compatta. I quattro europarlamentari che lasciano il Movimento 5 Stelle da tempo non partecipavano alle riunioni di delegazione e copiavano la lista dei voti di un altro partito senza confrontarsi con il resto della delegazione – hanno fatto sapere fonti pentastellate all’Europarlamento – Uno di loro, nel 2017, quando due colleghi avevano lasciato il Movimento 5 Stelle per aderire ad altri gruppi, aveva commentato: ‘Se non si dimettono avranno la stessa credibilità di Scilipoti‘. Ebbene, la storia purtroppo si ripete”. Secondo le stesse fonti, i quattro europarlamentari, “se vogliono essere coerenti con loro stessi, prima di entrare nei Verdi dovrebbero dimettersi, ricandidarsi con loro e farsi rieleggere, così come farebbe chi rivendica di essere il custode dei valori del Movimento 5 Stelle. La delegazione adesso è più unita e compatta che mai e continuerà a lavorare per difendere gli interessi italiani in Europa”.

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