Fine vita, la nuova proposta di Forza Italia: ampliati i requisiti, ok all’assistenza gratuita dei medici del Servizio sanitario
Sul fine vita Forza Italia porta avanti la sua guerra di posizione. Dopo aver ottenuto la riapertura del termine, gli azzurri hanno presentato una serie di emendamenti al testo base, approvato la scorsa estate e da allora fermo nelle Commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato per il veto di Fratelli d’Italia. Le proposte di modifica, firmate dalla capogruppo Stefania Craxi e dalla senatrice Daniela Ternullo, ampliano i requisiti per accedere al suicidio assistito: in linea con i criteri stabiliti della Corte costituzionale, ad esempio, si prevede che il paziente debba essere tenuto in vita “da trattamenti sanitari di sostegno vitale” e non più “da trattamenti sostitutivi di funzioni vitali”, espressione, quest’ultima, che avrebbe limitato l’applicazione a chi si trova attaccato a una macchina. Superando il divieto assoluto di coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, poi, un altro emendamento stabilisce che “l’assistenza al suicidio può essere resa da un medico ospedaliero o di medicina generale, su base volontaria e gratuita, nell’ambito dell’attività libero-professionale ovvero in regime di intramoenia. Gli strumenti di eventuale supporto all’autosomministrazione” del farmaco letale, invece, dovranno essere “reperiti dal Consiglio nazionale delle ricerche”. La proposta di Fi, inoltre, si preoccupa di specificare che “l’assistenza al suicidio non può rientrare nei livelli essenziali di assistenza o canoni equivalenti”, mentre “il Servizio sanitario nazionale garantisce le cure palliative del dolore e l’assistenza domiciliare continua alle persone in condizione di grave non autosufficienza”.
Gli emendamenti, non concordati con gli alleati (che anzi frenano anche sul testo originario) mirano a coinvolgere le opposizioni nella battaglia per approvare la proposta entro la legislatura, nell’ambito del nuovo corso inaugurato da Marina Berlusconi. “Quello che è stato fatto con questi emendamenti, in particolare con l’emendamento sul Servizio sanitario nazionale, è un tentativo di mediazione. Sappiamo che questo testo era bloccato da tanti mesi: Forza Italia, in particolare attraverso la presidente Craxi, ha cercato di trovare soluzioni che speriamo possano essere apprezzate per cercare di portare fuori dalle secche questo disegno di legge. L’auspicio è che si apra un dibattito sereno, che possibilmente tutti i partiti lascino libertà di coscienza ai propri rappresentanti, così come fa Forza Italia, e che si possa, come relatori, ragionare su un testo il più largamente condivisibile”, dice il senatore azzurro Pierantonio Zanettin, relatore del provvedimento insieme al meloniano Ignazio Zullo. Dal Pd per ora la reazione è fredda: “Sono proposte che noi apprezziamo, perché sono un tentativo di fare un passo in avanti, però purtroppo non sciolgono i nodi fondamentali che noi avevamo sottolineato e che sono ancora sul tappeto. Sono anche proposte un po’ pasticciate. C’è ancora molto lavoro da fare per arrivare a un testo accettabile”, dice il capogruppo in Commissione Giustizia Alfredo Bazoli, firmatario di un testo alternativo approdato in Aula il 3 giugno ma respinto dalla maggioranza.