I probiviri hanno deciso la sospensione dal Movimento 5 stelle di tre eurodeputati: Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini e Rosa D’Amato. Una decisione arrivata a sorpresa e che nel M5s è destinata a provocare numerosi malumori. Ai tre infatti, viene ufficialmente contestato il voto in dissenso con il gruppo del 17 aprile scorso: i 5 stelle si astennero sulla risoluzione non vincolante sugli aiuti per l’emergenza coronavirus, i tre votarono contro criticando il riferimento al Mes nel testo. Ma, secondo una parte del Movimento, le ragioni che hanno spinto a una sanzione così severa sono altre. La prima a esporsi è stata l’ex ministra Barbara Lezzi: “Vogliono isolare Alessandro Di Battista“. La procedura dei probiviri è stata infatti aperta due giorni dopo la lettera aperta dell’ex deputato M5s per chiedere che Claudio Descalzi non fosse riconfermato all’Eni. Un appello sottoscritto proprio da Ignazio Corrao e altri esponenti del Movimento, ma ignorato dai vertici M5s. Proprio quella presa di posizione contro la componente M5s al governo, ha scatenato una guerra interna senza precedenti di cui, secondo alcuni, la sospensione degli eurodeputati sarebbe proprio una delle conseguenze.

Il provvedimento dei probiviri è molto duro perché comporta anche la rimozione di Corrao dall’incarico di facilitatore per gli Enti locali: un ruolo che in precedenza era stato di Luigi Di Maio e che da sempre è considerato centrale per gli esponenti del Movimento. Stessa sorte, anche se manca la conferma, dovrebbe essere toccata alla collega D’Amato che è facilitatrice per la Regione Puglia. Per la parlamentare Ue Eleonora Evi invece, è stato deciso di procedere solo con un richiamo. La contestazione ufficiale riguarda appunto la violazione della decisione a maggioranza di astenersi sull’atto non vincolante. Una ricostruzione che gli interessati contestano: “Abbiamo violato un metodo decisionale che è quello della maggioranza”, ha detto Corrao all’agenzia Agi assicurando di accettare lo stop, “ma sono stra convinto” della decisione assunta”. Così ha replicato anche Pedicini: “La nostra contrarietà”, ha replicato Pedicini, “non era a un pacchetto per la ripresa economica in Ue, ma a una risoluzione politica che all’interno conteneva la polpetta avvelenata del Mes”

Tra le prima a commentare è intervenuta la senatrice ed ex ministra Barbara Lezzi: “Parliamoci chiaro. Questo significa isolare Di Battista, reo di aver presentato una proposta”, ha dichiarato. Il riferimento è al piano per l’assunzione di 200mila giovani per il servizio ambientale, presentato dall’ex deputato al ministro Costa nei giorni scorsi e visto da molti come “una fuga in avanti per la leadership nel Movimento. Ma non solo. Secondo l’ex ministra, a peggiorare la situazione sarebbe stato proprio il post fatto per chiedere che Descalzi non fosse rinnovato: “Parlare di temi, presentare proposte e chiedere di non rinnovare alla guida della più potente partecipata di Stato un inquisito, è diventato per il M5s uno stigma”, ha detto ancora Lezzi. “È, evidentemente, più facile per i presunti vertici, sedere al tavolo con Franceschini, la Boschi e Salvini che confrontarsi con Alessandro Di Battista“. E ha chiuso: “Si predica unità nazionale, coesione e partecipazione in questo momento drammatico e il M5S diventa un cannibale dimostrando, così, tutta la sua fragilità”.

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