Questa volta a certificare il fallimento di Regione Lombardia sui vaccini antinfluenzali è la stessa Regione Lombardia. “Al momento attuale tutta la filiera distributiva del vaccino antinfluenzale per Ats Milano presenta disponibilità ridottissime di vaccino over 65, e non presenta altre disponibilità di altri vaccini antinfluenzali o pneumococcici”, si legge infatti in una mail inviata oggi pomeriggio dall’Ats di Milano (la vecchia Asl) ad alcuni medici in attesa di dosi per i pazienti. “Non è stato comunicato al momento quando vi potranno essere ulteriori rifornimenti di vaccino”. La mail, diffusa dalla consigliera regionale del Pd Carmela Rozza, fa in un colpo solo carta straccia di tutte le rassicurazioni fino a oggi propinate dall’assessore al Welfare Giulio Gallera.

Le dosi sono arrivati in ritardo e in numero non sufficiente a coprire la popolazione target di persone fragili che il ministero della Salute ha raccomandato di vaccinare quest’anno a partire da inizio ottobre. Una campagna vaccinale resa ancora più essenziale dalla concomitanza con il Covid-19, in modo da non confondere in fase di diagnosi i sintomi simili con l’influenza e da non sovraccaricare le strutture sanitarie. Ma i medici di famiglia, come già scritto da ilfattoquotidiano.it, a partire dalla fine di ottobre hanno ricevuto solo un centinaio di dosi a testa scaglionate su tre settimane, a fronte di un numero di pazienti da vaccinare che può arrivare ai 500-600. Difficile anche trovare il vaccino nei centri vaccinali, dove le agende per le prenotazioni sono state aperte solo a partire da novembre. In questi giorni i medici avrebbero dovuto ricevere le ulteriori dosi. Ma a Milano chi ha ricevuto le scatole coi vaccini, dentro ne ha trovati molti meno di quanti ordinati. E così si è rivolto all’Ats, che via mail ha risposto, appunto, che la disponibilità è “ridottissima” e che nulla si sa su quando altri vaccini arriveranno.

La situazione è figlia dei continui pasticci fatti dall’assessorato guidato da Gallera e da Aria, la centrale acquisti della Regione, che dopo una sequela di errori nei bandi, sinora ben dieci, è riuscita a ordinare circa 2,9 milioni di dosi, appena sufficienti a coprire il 75% della popolazione target, considerato dal ministero un obiettivo minimo da raggiungere. Ma alle 2,9 milioni di dosi vanno sottratte 620mila dosi che non hanno ricevuto l’autorizzazione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), mentre sin da subito è stato chiaro che i tempi di consegna concessi ad alcuni fornitori sarebbero arrivati fino a fine novembre, se non oltre. Ultimo caso, quello di una gara per 150mila vaccini assegnato in sole 24 ore, salvo le verifiche da fare sui requisiti, a uno studio dentistico di Bolzano risultato poi senza l’iscrizione al registro del ministero degli intermediari di prodotti farmaceutici.

La mail odierna di Ats segna un altro passo del fallimento di Regione Lombardia. “La farsa è diventata tragedia – dice Carmela Rozza -. I cittadini ormai non sanno a che santo votarsi per farsi vaccinare, i medici a cui abbiamo chiesto di attrezzarsi per fare le vaccinazioni non hanno le dosi da somministrare per le categorie più fragili ed esposte e devono passare il tempo a comunicarlo ai loro pazienti. Fontana e Gallera stanno lasciando centinaia di migliaia di anziani ancora senza vaccino, facciano una volta per tutte chiarezza e dicano chi si può vaccinare e come e quando lo può fare.”

Ecco la replica dell’Ats di Milano, che bolla come “non vere” le affermazioni della Rozza: “Proprio in questi giorni sono stati distribuiti ai medici di medicina generale di ATS oltre 235.000 vaccini, (in media 120-130 dosi aggiuntive per ogni medico) da destinare ai propri assistiti over 65 per la campagna vaccinale antinfluenzale”. Per Ats, la mail inviata ai medici “è stata inviata dopo l’avvio della distribuzione di queste dosi: si tratta di un’indicazione ad usare i vaccini consegnati o in consegna senza effettuare ulteriori richieste di fornitura, dato che la rete distributiva non ha, attualmente, ulteriore disponibilità, che sono previste nelle prossime settimane. I medici, che fino ad oggi hanno vaccinato oltre 125.000 cittadini, possono quindi continuare le attività della campagna per i pazienti over 65”.

Ma gli stessi numeri citati nella risposta di Ats, e in particolare le “120-130 dosi aggiuntive”, non sono per nulla assolutorie. Visto che in una circolare del 10 ottobre firmata dal direttore generale Welfare Trivelli, che già era prova dei ritardi nelle forniture dei vaccini, era scritto nero su bianco che i medici di famiglia avrebbero potuto prenotare “da metà novembre in farmacia le ulteriori dosi per gli over 65”. E dunque tutte quelle necessarie, non solo 120-130 a testa.

Twitter @gigi_gno

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