La curva dei contagi che continua a crescere, ma “10 volte meno di un mese fa”. La distribuzione del vaccino anti-Covid “non su base regionale” e la somministrazione ai primi italiani fissata per “fine gennaio“. Poi il tema dei “Covid hotel“, da attivare in tutta Italia per alleggerire la pressione sugli ospedali. Il commissario all’emergenza Domenico Arcuri, durante la sua consueta conferenza stampa sull’andamento della pandemia nel nostro Paese, ribadisce ancora una volta l’efficacia delle misure contenitive adottate dal governo. E spiega quali sono i prossimi interventi che verranno adottati per combattere il coronavirus evitando che le strutture sanitarie arrivino al collasso, compreso l’arrivo di nuovi bandi per reclutare personale medico. La situazione negli ospedali resta critica, ma secondo il commissario c’è una prima buona notizia da considerare: i numeri dimostrano che la corsa del virus sta rallentando.

Il rallentamento della curva – “Ci sono Regioni in cui si avvertono i primi segni di raffreddamento dell’epidemia, mentre in altre la situazione resta critica e c’è bisogno di intervenire per continuare a raffreddare la crescita dei focolai”, spiega il commissario, ribadendo quanto già dichiarato nei giorni scorsi dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro. La premessa è che “non è il momento di abbassare la guardia“, specie se si pensa che ieri “abbiamo superato il milione di contagiati“, avverte. “Più dell’1% della popolazione italiana ha ancora il virus in corpo”. Stando ai numeri, però, è possibile osservare i primi segnali di miglioramento della diffusione del virus. “Chi li nega è in malafede. I positivi il 10 ottobre erano 5.724, cioè il 102% in più rispetto a 7 giorni prima”, spiega il commissario. “Il 24 ottobre erano 19.644, +80% rispetto a 7 giorni prima. Oggi sono stati 37.978, +10% rispetto a 7 giorni fa. Continuiamo a crescere, ma 7 volte di meno rispetto a 20 giorni fa e 10 volte di meno rispetto a un mese fa”. Arcuri poi ricorda che sul totale di 602mila persone attualmente positive, “il 94,8% è in isolamento domiciliare, asintomatico o con sintomi lievi. 29.873 italiani sono ricoverati (il 4,7%) e 3.870 sono in terapia intensiva, pari allo 0,5%”. Ciò non significa che il Covid-19 non sia pericoloso, dal momento che il suo impatto sugli ospedali resta fortissimo e rischia di far saltare tutte le altre prestazioni sanitarie, però secondo il commissario si tratta di numeri molto diversi dalla scorsa primavera. Poi passa all’attacco: a suo parere, chi dai salotti televisivi accusa il governo di essere stato “colto di sorpresa” dalla seconda ondata, “non conosce l’artimetica“.

Un Covid hotel in ogni provincia – Resta il fatto, aggiunge il commissario, che “i problemi sono ancora molti. Bisogna innanzitutto allentare la pressione sui pronto soccorso“. Come? “Da oggi il governo mi ha chiesto di intervenire su tutto il territorio per trovare nuovi spazi alternativi agli ospedali”, cioè i Covid hotel, “in collaborazione con le Regioni“. Un incarico che il ministro Francesco Boccia gli ha affidato durante il vertice con gli enti locali che si è svolto nel pomeriggio. “Si tratta di luoghi in cui è possibile garantire un tetto a chi è in isolamento domiciliare e non può stare a casa se non rischiando di moltiplicare i contagi dentro il nucleo familiare”, chiarisce il commissario all’emergenza, “o in cui assicurare cure adeguate a chi ha sintomi lievi e non deve essere per forza ricoverato in ospedale al posto di altri malati con patologie più gravi“. L’obiettivo è quello di individuarne “uno in ogni provincia“.

Vaccino prima ad anziani e medici – Per quanto riguarda il capitolo vaccini, Arcuri annuncia che la sua struttura commissariale si è attivata per lavorare alla logistica e alla distribuzione delle prime dosi, non appena saranno disponibili, e che tutto avverrà in modo “centralizzato“. Dalla partita sono quindi escluse le Regioni. Il progetto prevede di vaccinare “i primi italiani alla fine di gennaio”, cioè di 1 milione e 700mila cittadini. Per scegliere i target e le categorie a cui verrà data la priorità, è in arrivo un piano ad hoc da parte del ministero della Salute. Quel che è certo, anticipa Arcuri, è che “gli italiani verranno vaccinati in funzione della loro fragilità e della loro potenziale esposizione al virus. Le persone che lavorano negli ospedali saranno tra le prime a cui bisogna somministrare i vaccini così come le persone più anziane e che sono più fragili dovranno arrivare prima di quelle più giovani“. Il problema principale da risolvere resta però quello del trasporto: se tra i vaccini che verranno approvati dalle autorità ci sarà quello di Pfizer-Biontech, ad esempio, dovrà essere conservato a temperature tra i 70° e gli 80° sotto zero durante tutta la catena.

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