L’Italia “è un Paese a scenario 3“. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro nella conferenza stampa odierna sull’andamento epidemiologico da Covid-19. “Siamo a un Rt di 1.7, con un intervallo di confidenza di 1.5″. Un indice di contagio che “ha mostrato un rallentamento nella sua crescita” ma per ridurre i casi “dobbiamo portare l’Rt sotto 1“. In questo momento invece tutte le regioni sono sopra 1, in alcuni casi a 2. Inoltre, “in alcune regioni si è superata la soglia critica per l’occupazione degli ospedali e c’è probabilità alta in tutta Italia di saturazione entro un mese per terapie intensive“. Quindi, sintetizza il presidente dell’Iss, “c’è l’allerta e non possiamo permetterci di prendere sotto gamba la situazione”.

Nella conferenza stampa organizzata al ministero della Salute, Brusaferro ha parlato dell’analisi dei dati del monitoraggio regionale della Cabina di regia: quella che ha portato alla decisione di aumentare le restrizioni in 5 regioni, passate da zona gialla ad arancione, mentre è ancora in corso una valutazione sulla Campania: “Approfondimenti sono in atto per cogliere aspetti che potrebbero completare l’analisi”. “Sulla base dell’ultimo monitoraggio ci sono 4 regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive”, ha poi aggiunto Brusaferro.

L’incidenza è alta: 524 casi per 100mila abitanti nel periodo di sorveglianza che raccoglie dati dal 26 ottobre al primo novembre. “Ci sono differenze tra regioni ma il nostro paese eccede largamente la soglia fissata a livello europeo”, ha spiegato Brusaferro. “La curva per la resilienza – cioè l’impatto sui servizi sanitari – sta crescendo e ci si avvicina a soglie di valori critici, in relazione alla necessità di rispondere ai bisogni di salute”. La circolazione del virus è cresciuta in modo molto significativo in tutta Europa e soprattutto “le terapie intensive e i ricoveri in area medica mostrano una curva che cresce rapidamente vicino a soglie critiche“.

“Oggi ci troviamo in una situazione di rischio alto con necessità di misure di mitigazione, cioè misure sociali per rallentare il virus”, ha sottolineato Brusaferro, riferendosi appunto allo scenario 3. “Fondamentali sono i comportamenti”, ha ribadito il presidente dell’Iss. “Tutti i sistemi vanno bene ma la battaglia per riportare l’epidemia da ad una dimensione sostenibile passano soprattutto dai comportamenti quotidiani di ognuno: mascherine, igiene e distanze sono la chiave di lettura per riportare la curva a dimensione contenuta”, ha detto Brusaferro.

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