Sono 37.978 i nuovi contagi registrati nelle ultime 24 ore nel nostro Paese, di nuovo in aumento rispetto ai circa 33mila di ieri. Il numero dei tamponi fa segnare un nuovo record: sono stati effettuati 234.672 test (133mila relativi a casi sospetti, i restanti 100mila sono tamponi di controllo), mentre ieri erano poco più di 225mila. Allo stesso tempo, sale anche il tasso di positività che passa dal 14,6% al 16,1%. Se si escludono i test di controllo, la situazione non cambia: il tasso oggi è al 28,5% rispetto al 26,1% di ieri. Per quanto riguarda l’impatto sugli ospedali, sono oltre 500 le persone ricoverate nel giro di un giorno: nel dettaglio, i nuovi posti letto occupati nei reparti Covid sono 429, mentre sono finiti in rianimazione altri 89 pazienti. 636 i morti. 15.645 persone sono guarite, mentre i cittadini attualmente in isolamento domiciliare arrivano a quota 602.011.

Guardando alle singole Regioni, la Lombardia torna a sfiorare i 10mila contagi quotidiani (+9.291) a fronte di 42.933 test. Qui l’incidenza dell’infezione (escludendo i tamponi di controllo) è pari al 45,88%. 187 i decessi, un dato che non si vedeva dal 6 maggio scorso. Non va meglio in Piemonte, dove sono stati accertati altri 4.787 casi, Campania (+4.065), Veneto (+3.564), Emilia Romagna (+2.402), Lazio (+2.686). Sotto le 2mila infezioni quotidiane la Toscana, alle prese con 1.932 nuovi contagi, seguita da Liguria (+1.013), Sicilia (+1.692) e Puglia (+1.434). Record di casi nelle Marche, dove 834 persone sono risultate positive al Covid in 24 ore, e in Umbria (+783). Oltre i 500 casi l’Abruzzo (541), così come il Friuli Venezia Giulia (838) e la provincia autonoma di Bolzano (+694). In Sardegna le infezioni accertate rispetto a ieri sono 301, +253 a Trento, +426 in Calabria, altri 167 casi in Valle d’Aosta e 202 in Basilicata. L’unica Regione sotto quota cento è il Molise (+73).

In termini di incidenza dell’infezione sul numero dei casi testati, la situazione peggiore è in Lombardia (dove è appunto al 45,88%), Veneto (57,99%), Liguria (43,22%), provincia di Bolzano (48,43%) e Abruzzo (55,26%). Il tasso, però, come sottolineano diversi esperti, potrebbe essere leggermente più basso qualora si tenesse conto anche dei test rapidi antigenici, finora inseriti nel conteggio dei tamponi solo da poche Regioni.

Se si confrontano i dati dei contagi su base settimanale, risulta che tra lunedì e giovedì di questa settimana sono stati accertati complessivamente 131.308 casi. La scorsa settimana (nello stesso intervallo di tempo) erano 115.552, mentre due settimane erano pari a 90.828. A metà ottobre erano fermi a 51.490, a conferma del fatto che il virus non sta progredendo in modo esponenziale come all’inizio del mese scorso. I casi, insomma, aumentano poco più lentamente: giovedì scorso erano saliti del 38,1% rispetto ai 7 giorni precedenti, mentre ora l’incremento è del 16%. I decessi, invece, restano in forte crescita (e saliranno ancora) perché fotografano l’impatto dei contagi risalente almeno a due-tre settimane fa.

Dall’inizio dell’emergenza i decessi per coronavirus in Italia arrivano quindi a 43.589, di cui 18.910 solo in Lombardia e quasi 5mila sia in Emilia che in Piemonte. 387.758 i guariti, mentre i cittadini attualmente positivi arrivano a quota 635.054. Di questi, 602.011 sono in isolamento domiciliare, mentre sono quasi 30mila (29.873 ) i malati per cui è necessario il ricovero. 3.170 le persone attualmente in rianimazione.

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