C’è l’accordo tra Angela Merkel e le altre forze di governo in Germania: la parola “razza” sarà cancellata dalla Costituzione tedesca. Il quotidiano bavarese Süddeutsche Zeitung scrive che la decisione è stata presa lunedì sera durante un vertice tra la cancelliera, il suo vice socialdemocratico Olaf Scholz e il ministro dell’Interno Horst Seehofer (Csu). La proposta di far sparire il termine dalla Grundgesetz nasce dai Verdi e aveva in passato incontrato l’ostruzionismo del governo federale. Ora invece Seehofer e la ministra della Giustizia Christine Lambrecht (Spd) stanno lavorando a un progetto di legge: “È giusto e molto buono”, ha detto la ministra alla Süddeutsche Zeitung.

Nell’articolo 3 della Costituzione tedesca si legge che nessuno deve essere penalizzato o avvantaggiato “a causa della sua razza“. La parola sarà cancellata, ma resterà intatta la protezione del razzismo. La parola razza è infatti scientificamente inesatta se riferita all’uomo: il genoma umano non può essere suddiviso in razze. Il ministero della Giustizia tedesco parla quindi di un “adattamento linguistico“, che però non porterà a deteriorare uno dei diritti sanciti dalla costituzione. Festeggiano i Verdi: “”La parola è avvelenata”, ha detto la capogruppo Katrin Göring-Eckardt alla Sz. “È un concetto di ingiustizia ed esclusione”. I Verdi sono pronti a sostenere il progetto di legge: “Proponiamo di includere un divieto di discriminazione razziale”.

Anche la Costituzione italiana, all’articolo 3, usa il termine razza. Il comma 1 infatti recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Già nel corso dell’Assemblea costituente si discusse sull’uso di questa parola e si propose di sostituirla con il termine “stirpe”. Alla fine però fu scelto di tenere il concetto di razza per marcare la distanza dalle politiche razziale attuate da fascismo e nazismo.

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