Mentre attende l’offerta di Cdp per Autostrade, la holding Atlantia ha firmato il contratto per vendere il 49% di Telepass al private equity basato in Svizzera Partners Group per 1,056 miliardi di euro. Atlantia, di cui la famiglia Benetton ha il 30%, manterrà il controllo della società. Il perfezionamento dell’operazione “è subordinato alle normali autorizzazioni e condizioni previste per questo tipo di operazioni ed è atteso nella prima metà del 2021″. Le due società puntano al “consolidamento del mercato dell’Electronic Tolling Collection (ETC) sia attraverso la crescita organica sia acquisitiva”, oltre che a rafforzare le soluzioni di pagamento “one-stop” e alla crescita del business assicurativo attraverso lo sviluppo di polizze innovative.

Intanto sta per scadere il conto alla rovescia in vista della scadenza di domenica 18, giorno in cui secondo la deadline indicata da Atlantia è attesa la presentazione di un’offerta per Aspi. Scadenza che con tutta probabilità slitterà a lunedì 19. Secondo fonti vicine al dossier, i punti più caldi rimarrebbero ancora aperti: c’è il nodo della manleva chiesta da Cdp che si lega a quello del prezzo di Autostrade per l’Italia, la cui valutazione sarebbe compresa in un range tra i 10 e 12 miliardi. Tra le ipotesi sul tappeto ci sarebbe quella di includere la manleva nel prezzo attraverso uno sconto. Per rilevare l’88% di Aspi sarebbe prevista la costituzione due newco. La prima che vede Cassa Depositi e Prestiti al 51% e Blackstone e Macquarie al 49%. In un secondo momento nascerebbe una seconda newco con gli investitori istituzionali italiani, sempre secondo uno schema con Cdp al 51% e i secondi al 49%. Se Atlantia valuterà congrua l’offerta di Cdp, si aprirebbe una fase di trattativa in esclusiva di 10 settimane per svolgere la due diligence e per presentare quindi l’offerta definitiva. Calendario alla mano, questo dovrebbe avvenire tra la fine dell’anno e l’inizio del 2021.

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