Da Parigi a Barcellona, da Berlino ad Amsterdam: l’Europa richiude per difendersi dal coronavirus. Con i numeri della pandemia in continua crescita, mercoledì le cancelliere del Vecchio Continente hanno imposto nuove restrizioni ai loro abitanti. In alcuni casi, i provvedimenti sono simili a quelli introdotti in Italia con il nuovo Dpcm: chiusure anticipate di bar e ristoranti, obbligo di mascherina anche all’aperto, limitazioni alle feste private. In alcuni Paesi però la situazione dei contagi è peggiore e le misure più drastiche: Emmanuel Macron ha annunciato il coprifuoco a partire dalle 21 in tutte le città poste in stato di massima allerta sanitaria, compresa Parigi. La Catalogna ha deciso di chiudere tutti i bar e i ristoranti per i prossimi quindici giorni, così come i Paesi Bassi. In Irlanda del Nord i pub resteranno con le serrande abbassate addirittura per un mese e le scuole non faranno lezioni in presenza per due settimane. Le scuole chiudono per tre settimane anche in Repubblica Ceca. Mentre il Regno Unito ha introdotto il suo piano di misure restrittive a tre livelli.

Francia – Nel Paese si è arrivati a 22.591 casi in un giorno: il presidente Macron ha reimposto lo stato d’emergenza, che era scaduto lo scorso 9 luglio. Questo consentirà al governo di adottare provvedimenti urgenti che implicano la limitazione dei movimenti o delle libertà dei cittadini per motivi straordinari e temporanei. Il coprifuoco dalle ore 21 alle 6 del mattino riguarda tutte le città più colpite dalla pandemia, già poste in stato di massima allerta, compresa Parigi. Il presidente francese ha inoltre raccomandato l’uso della mascherina e un numero massimo di 6 persone per gli incontri privati. Nella Capitale già da una settimana sono in vigore le restrizioni previste per le zone dove il contagio corre più velocemente: bar chiusi, ristoranti che possono ospitare al massimo tavoli da 8 coperti, vietato il consumo di alcol nelle strade, palestre e piscine aperte soltanto per i minorenni.

Italia – Sono entrate in vigore mercoledì le regole previste dal nuovo Dpcm approvato dal governo, mentre i positivi giornalieri arrivano al picco massimo dall’inizio della pandemia. Il provvedimento prevede il divieto di feste private al chiuso o all’aperto e la “forte raccomandazione” a evitare di ricevere in casa, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. Obbligo di chiusura alle 24 per ristoranti e bar e dalle 21 è vietato consumare in piedi e sostare fuori dai locali, che potranno continuare a servire i clienti solo ai tavoli, al chiuso o all’aperto. Torna poi il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale.

Germania – Il governo di Angela Merkel, nel giorno in cui il Paese ha registrato il numero più alto di nuovi contagi (5.132) da aprile, ha deciso di introdurre nuove restrizioni valide in tutti i Land laddove si superi la soglia di 50 nuovi contagi per 100mila abitanti in una settimana. Le misure sono simili a quelle approvate da Roma: Merkel, in accordo con i primi ministri regionali, ha deciso di limitare ad un massimo di 10 le persone autorizzate a partecipare alle feste private. Inoltre, se le misure non dovessero portare al calo dei contagi desiderato, allora gli incontri sarebbero ulteriormente limitati a 5 persone o a due nuclei familiari. Imposta anche la chiusura alle 23 per tutti i ristoranti. Infine, è previsto l’obbligo di mascherina dove non è possibile rispettare le distanze di sicurezza e nei luoghi di possibile assembramento: in questo caso la misura scatta già nelle citta dove viene superata la soglia di 35 nuovi contagi per 100mila abitanti. Le misure in questione riguardano gran parte del Paese: sono 47 le zone dove è stata superata una media di 50 casi ogni 100mila abitanti. A Berlino e Francoforte, infine, è già da qualche giorno che bar e ristornati chiudono entro le 23.

Inghilterra – Il primo ministro Boris Johnson ha annunciato un nuovo sistema di restrizioni a tre livelli. Il primo prevede restrizioni a livello nazionale, inclusa la chiusura di pub e ristoranti entro le 22 e il divieto di assembramenti di oltre sei persone. Il secondo livello coinvolge principalmente il nord dell’Inghilterra ed aggiunge il limite di due nuclei familiari a contatto. Il terzo livello interessa le zone più colpite, come la città di Liverpool, imponendo la chiusura di pub, ristoranti, palestre e casinò per almeno quattro settimane. Vietati anche i contatti con altri nuclei familiari. La Gran Bretagna mercoledì ha sfiorato i 20mila nuovi contagi. Il bollettino registra 19.724 casi positivi, il numero più alto di sempre, con 137 nuovi decessi.

Spagna – Con uno dei tassi di contagio più alti d’Europa, la Catalogna ha deciso di chiudere tutti i bar e i ristoranti per i prossimi quindici giorni. Una misura “dolorosa ma necessaria”, secondo il presidente ad interim della regione Pere Aragones. Inoltre Madrid, la città più colpita del paese, è in parziale lockdown. Le misure restrittive includono il divieto di spostamenti non essenziali tranne che per motivi di lavoro, scolastici o sanitari.

Paesi Bassi e Belgio – Anche l’Olanda entra oggi in un lockdown parziale con la chiusura di bar e ristoranti per un mese. Inoltre è in arrivo l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso. Ernst Kuipers, responsabile della medicina d’emergenza, ha parlato di “una situazione più cupa” rispetto alla prima ondata, sottolineando che gli ospedali hanno già dovuto rimandare centinaia di operazioni e cancellare trattamenti medici. Massima allerta anche nella capitale del Belgio: a Bruxelles bar e ristornati rimarranno chiusi per altre tre settimane.

Irlanda del Nord – Annunciata mercoledì mattina la chiusura delle scuole per due settimane da lunedì, pub e ristoranti per quattro. Da venerdì, restrizioni anche per funerali e matrimoni, con un massimo di 25 partecipanti consentiti. Sarà anche vietata la vendita di alcolici nei supermercati dopo le 20. Le regole saranno inizialmente in vigore per quattro settimane, prima di essere riviste. “E’ una decisione che non abbiamo preso con leggerezza, se non ribaltiamo la situazione adesso ci troveremo in grosse difficoltà“, ha spiegato la premier nordirlandese Arlene Foster.

Repubblica Ceca – Iniziato martedì un lockdown parziale di tre settimane, dopo la dichiarazione dello stato di emergenza, con la chiusura di scuole, alloggi universitari, bar e discoteche. Vietato anche il consumo di alcol in luoghi pubblici. Assembramenti al chiuso limitati a 10 persone, 20 all’aperto. La Repubblica Ceca, secondo i dati del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nelle ultime due settimane ha registrato il più alto tasso d’infezioni in Europa.

Portogallo – Il Paese ha decretato lo “stato di calamità“, che è entrato in vigore dalla mezzanotte, dopo che mercoledì sono stati registrati 2.027 nuovi casi. Non ci potranno essere riunioni con più di cinque persone mentre per battesimi e matrimoni il tetto è stato fissato a 50. Il premier Antonio Costa ha deciso di abolire tutte le feste all’università e raddoppiare le multe, da 5mila a 10mila euro, per gli esercizi commerciali che non rispettano le nuove regole. E sta pensando di proporre l’obbligo di mascherina all’aperto.

Danimarca – Le restrizioni in vigore nella capitale, Copenhagen, sono state estese a tutto il paese. Chiusura di bar e ristoranti entro le 22 e obbligo di mascherina anche per i posti a sedere.

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