“Abbiamo lottato per cinque anni e abbiamo preso cinque anni di schiaffi, e quindi quando c’è stata la sentenza sentire che finalmente era successo quello che sembrava che non succedesse mai è stata una liberazione. Ma non una vendetta come si è detto. Io volevo soltanto giustizia. Ricordiamoci che comunque abbiamo perso non abbiamo più Marco, chi veramente pagherà siamo io e lui perché siamo condannati all’ergastolo”, così, senza nascondere un po’ di commozione, Marina e Valerio, i genitori di Marco Vannini, ospiti del salotto di Mara Venier, hanno commentato in diretta tv l’ultima sentenza di appello bis che ha condannato Antonio Ciontoli a 14 anni e i suoi tre familiari (la moglie e i due figli) a 9 anni e 4 mesi, per l’omicidio dell’allora 2oenne, avvenuto nel 2015.

“Se un giorno avremo un risarcimento da parte dei Ciontoli, lo daremo in beneficenza per i giovani in nome di Marco”, hanno aggiunto a Domenica In i genitori che in questi anni hanno sempre sottolineato che la loro battaglia era “per la verità” e non per “interessi economici”. Sul “perdono” chiesto da Antonio Ciontoli in Aula, i genitori sono rimasti fermi sulla loro posizione: “Se avesse voluto il perdono avrebbe potuto chiamarci in questi 5 anni. Parla di errore, ma lui non ha fatto tutto il possibile per salvare Marco”.

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