Altri 12.845 contagi in Francia, Madrid costretta a chiudersi in un “lockdown parziale” e la cancelliera tedesca Angela Merkel che si dice preoccupata di fronte al rischio “perdere tutto quello che abbiamo raggiunto nei mesi scorsi“. La seconda ondata da Covid-19 continua a spaventare l’Europa, a partire dal numero dei nuovi casi. Secondo i dati diramati dal ministero della Sanità francese, oltralpe gli infetti sono tornati a superare quota 12mila. Con altri 64 decessi, inoltre, arrivano a 31.956 i morti registrati nel Paese dall’inizio della pandemia. L’unica buona notizia riguarda il tasso di positività rispetto al numero di tamponi effettuati, che rimane stabile al 7,6%. La situazione peggiore è a Parigi, Lione e Lille, dove è stata quasi raggiunta la soglia di allerta “massima” fissata dalle autorità. Nonostante un terzo dei nuovi focolai riguardi l’ambiente scolastico e universitario, però, la ministra dell’Istruzione Superiore, Frédérique Vidal, assicura che non ci sarà nessuna chiusura “generalizzata degli atenei“. “La situazione è molto diversa nei diversi territori e quindi, al momento, richiudere le università non è assolutamente previsto”, ha garantito.

In Spagna nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono rimasti sotto quota 4mila, ma 1.586 sono stati registrati solo a Madrid. Secondo quanto riferito da La Vanguardia, inoltre, sono stati registrati altri 177 morti, che vanno a sommarsi ai 486 dell’ultima settimana. Nella Capitale la situazione è peggiorata drasticamente nelle ultime settimane, tanto che ora il governo spagnolo ha annunciato di aver raggiunto un accordo con le autorità regionali per l’estensione di un lockdown parziale a tutta la città. Finora solo alcuni quartieri erano stati sottoposti alla misura, che prevede il divieto di allontanarsi dalla propria zona, se non per motivi di lavoro o salute, oltre alla chiusura dei parchi giochi e al limite di sei persone per le riunioni. La strategia del governo centrale – che nei giorni scorsi ha condotto un duro braccio di ferro con le autorità regionali – si applicherà anche a tutti i comuni con più di 100mila persone che superino i 500 casi di Covid-19 ogni 100.000 abitanti.

Non va meglio in Germania, dove i numeri dei contagi restano poco sotto i 2mila casi quotidiani. Angela Merkel, che nelle scorse ore ha sottolineato come in Italia si agisca con “grande cautela”, chiede esplicitamente ai cittadini il rispetto delle regole anti-Covid. “Come cittadini e cittadine di questa società diamo più attenzione gli uni agli altri”, ha esortato. “Io ne sono certa: la vita, come la conoscevamo, ritornerà. Le famiglie festeggeranno di nuovo, le discoteche, i teatri, gli stadi saranno di nuovo pieni. Che gioia sarà per noi! – ha concluso – Ma ora dobbiamo mostrare di essere pazienti e ragionevoli, per salvare delle vite”. Da scienziata quale è, ancor prima che da politica, la cancelliera tedesca continua a invitare alla cautela rispetto all’alleggerimento delle restrizioni per contenere il contagio e sollecita i cittadini a rispettare le regole anti-Covid.

Tra i Paesi europei più colpiti dalla pandemia c’è anche il Belgio: qui sono state superate le 10mila vittime, mentre i contagiati sono oltre 117mila. Secondo i calcoli della Johns Hopkins University, avendo solo 11,5 milioni di abitanti è il terzo Paese al mondo per tasso di mortalità (rapporto tra vittime e popolazione), dopo Perù e San Marino (che è al primo posto). Record di nuovi contagi anche in Romania: ieri sono stati più di 2mila, pari al più alto numero giornaliero di nuovi casi di Covid-19 da quando la pandemia ha preso piede nel paese a fine febbraio. Il numero giornaliero di infezioni confermate ha raggiunto quota 2.158, portando il totale a oltre 127.500. La Romania, che conta 19 milioni di abitanti, ha registrato più di 4.800 decessi per Covid-19.

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