“L’interlocuzione è stata ottenuta, lo sciopero di domani (oggi, ndr) sarà revocato“. Lo ha detto Valerio D’Alò della segreteria nazionale della Fim Cisl, parlando con i giornalisti al termine del vertice al Mise con i sindacati, convocato dal ministro Stefano Patuanelli sulla vertenza ex Ilva. “Una delle motivazioni forti era proprio la sordità che avvertivamo da parte del governo e da parte aziendale nonostante le nostre tante e continue denunce sulle condizioni degli impianti. Viene confermato l’impegno del governo a partecipare al nuovo assetto societario. Ci sono ancora tanti e troppi nodi da sciogliere, ad esempio sulle modalità di partecipazione del governo e sul ruolo di Invitalia e di ArcelorMittal. Sono ancora temi che dovranno essere sciolti, non dico nei prossimi giorni ma nelle prossime settimane, con l’interlocuzione sull’accordo del 4 marzo che tocca questi temi da cui il sindacato è stato tagliato fuori fino ad oggi”.

“Abbiamo chiesto al governo di uscire dagli scenari futuribili e di assumersi qui e ora la responsabilità di rispondere a una condizione di emergenza che a Taranto ha tutta la sua evidenza, ma che riguarda l’insieme del gruppo – ha dichiarato Gianni Venturi della Fiom – con gli impegni che ci siamo assunti stasera, da lunedì parte un percorso che consentirà di calenderizzare durante tutto ottobre il confronto sul piano industriale, sugli assetti societari e sul futuro del gruppo ArcelorMittal in Italia”.

“Con questo incontro abbiamo definito l’inizio di un percorso di confronto che almeno ci porterà a capire quali sono le reali intenzioni e quali sono le condizioni di prospettiva di questo importante gruppo siderurgico – ha commentato Guglielmo Gambardella della Uilm – i fondi europei? Questo è stato oggetto di una nostra richiesta, per aprire un confronto per poter fare una discussione complessiva dell’intero settore”.

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