È entrato nella ditta Aurora da dipendente, ne è diventato manager e poi proprietario. Per più di mezzo secolo ha portato avanti il suo sogno imprenditoriale, trasformando le penne stilografiche in vere opere d’arte esposte al Moma di New York. Franco Verona, patron della storica ditta torinese di penne stilografiche e articoli per la scrittura Aurora, è morto a Torino. Aveva 90 anni.

La storia di Verona è legata alla scrittura. È suo nonno Cesare a importare per primo in Italia le macchine per scrivere americane Remington, a fine Ottocento. Nel 1938, bambino, lascia l’Italia su un piroscafo diretto in Argentina con la madre, Stella Ottolenghi, per sfuggire alle persecuzioni razziali. Farà ritorno a Torino solo nel 1958. Tramite l’ingegnere Giovanni Enriques, manager dell’Olivetti di Ivrea e nipote del fondatore della ditta Penne Aurora, creata nel 1919 da Isaia Levi, inizia la sua carriera nell’azienda.

Generazioni di scolari hanno imparato a scrivere con le stilografiche Aurora. Il marchio è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e l’export dell’azienda – che conta una sessantina di dipendenti – contribuisce al fatturato per il 52% all’anno. Nel corso dei decenni Aurora si è avvalsa della collaborazione di celebri designer industriali. Due creazioni di Verona sono considerate opere d’arte: la cilindrica Hastil del 1970, e la penna a sfera Thesi del 1974, esposte al Moma di New York.

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