Dal salario minimo al taglio delle tasse per i ceti medi, fino all’aumento degli asili nido, dei posti letto negli ospedali e alla diffusione del fascicolo elettronico per i pazienti. Comincia a prendere forma il Piano nazionale di ripresa messo in piedi dal governo Conte per accedere ai fondi previsti dal Recovery fund europeo. Nelle linee guida trasmesse in queste ore al Parlamento vengono indicate per la prima volta nel dettaglio alcune delle misure pensate per risollevare l’Italia dall’emergenza Covid. Una delle novità principali riguarda “l’introduzione del salario minimo legale“, proprio nel giorno in cui la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen ha chiesto che venga adottato da tutti i Paesi Ue. Segno che il governo Pd-M5s è in perfetta sintonia con Bruxelles, dove peraltro il commissario all’Economia Paolo Gentiloni aveva già sottolineato nelle scorse settimane che adesso “è il momento giusto” per arrivare a un salario minimo in tutto il continente.

Sei macroaree, centrali Family Act, Irpef e Piano Sud – Le linee guida, riassunte in 38 pagine e 32 slide, sono state approvate poco più di una settimana fa dal Comitato interministeriale per gli affari europei al termine di un lungo lavoro di analisi e ora il premier Conte si dice pronto a riferire alle Camere sul loro contenuto, qualora i parlamentari “lo riterranno opportuno”. Si dividono in sei “missioni”, cioè macroaree in cui il governo intende intervenire grazie agli oltre 200 miliardi tra prestiti e sovvenzioni messi a disposizione dall’Ue. Le macro aree di intervento restano sei, con quale ritocco: digitalizzazione e innovazione, con l’aggiunta della competitività del sistema produttivo. Restano rivoluzione verde, infrastrutture per la mobilità, istruzione e formazione (con in più ricerca e cultura), salute ed equità sociale, di genere e territoriale. Quest’ultima missione comprendo la creazione di posti di lavoro e la tutela del reddito, così come il rafforzamento delle politiche attive anche a favore dell’occupazione giovanile, il contrasto al lavoro sommerso e l’”empowerment femminile” con l’obiettivo di ridurre il gender pay gap. Le priorità centrali però restano il Family act “raccordato alla riforma dell’Irpef” e l’attuazione del Piano Sud 2030.

Il governo: “Ci sarà più debito, serve piano di rientro dei conti” – I progetti di spesa, però, devono rispettare “criteri stringenti” di ammissibilità alle risorse: “piena coerenza” con gli obiettivi strategici e macrosettoriali del Pnrr, “significativo impatto positivo” su crescita del Pil potenziale e dell’occupazione, costi e impatti economici, ambientali e sociali “quantificabili, motivati e ragionevoli”, indicazione della tempistica e modalità di attuazione, con target intermedi e finali, “chiara identificazione” del soggetto attuatore. Il motivo è che non si tratta solo di una lunga lista di desiderata. Nel documento si legge che i prestiti del Recovery fund, “se non compensati da riduzioni di altre spese o aumenti delle entrate, contribuiranno ad accrescere il deficit della Pa e l’accumulazione di debito. Al Pnrr dovrà pertanto affiancarsi una programmazione di bilancio volta a riequilibrare la finanza pubblica nel medio termine dopo la forte espansione del deficit prevista per quest’anno”.

L’obiettivo del salario minimo – In materia di lavoro, l’intenzione di Palazzo Chigi è quella di “garantire ai lavoratori nei settori a basso tasso di sindacalizzazione un livello di reddito collegato ad uno standard minimo dignitoso“, si legge nel documento, “evitando al contempo dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole”. La maggioranza Pd-M5s intende quindi riprendere il percorso sul salario minimo già avviato nel febbraio scorso, quando la ministra del Lavoro Catalfo annunciò di essere vicina ad un accordo con le altre forze che sostengono il governo. Se confermato, il disegno di legge già nei cassetti del Parlamento prevede di tutelare il ruolo dei sindacati, agganciando il nuovo sistema ai contratti collettivi, senza però rinunciare a fissare una soglia “minima” al di sotto della quale gli stipendi non possono spingersi (ad esempio, come dichiarò Catalfo, intorno al 70% del valore mediano delle retribuzioni in ciascun settore).

Sanità, più posti letto negli ospedali e digitale – Per quanto riguarda la sanità, uno dei settori più delicati visto l’impatto che ha avuto la pandemia, l’obiettivo primario è quello di migliorare la qualità ricettiva degli ospedali. Ad esempio aumentando i letti in terapia intensiva, che tanto hanno messo in difficoltà il Sistema sanitario nazionale nei mesi più duri dell’emergenza, e investendo nella digitalizzazione dell’assistenza medica. L’idea è quella di spingere la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina .”Uno specifico investimento – si legge – sarà prontamente avviato sulla cronicità e le cure a domicilio per superare le attuali carenze del sistema delle Rsa“.

Dalla fibra ottica ai datacenter – Un altro dei temi caldi è quello della digitalizzazione del Paese. Il primo passo è quello del “completamento della rete nazionale di telecomunicazioni in fibra ottica” di cui si è tanto parlato nelle scorse settimane e che vede tra i protagonisti Enel e Tim. Fondamentale sarà il cablaggio delle scuole e delle università, a cui si accompagna, sempre in materia di istruzione, l’aumento degli asili nido e la riqualificazione del personale docente. Ma c’è dell’altro. Al governo si sta valutando di realizzare anche dei datacenter sul territorio nazionale e di fare investimenti sul cloud. Previsto anche l’arrivo dell”Identità Digitale unica per cittadini e imprese”, unitamente allo “sviluppo del 5G“.

Fisco, già disattivati aumenti Iva e accise – In materia fiscale, il governo ribadisce la necessità di introdurre una “riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale”. E’ uno dei punti delle linee guida indicato nel capitolo “riforma del Fisco’ che prevede di trasferire l’onere “dalle persone alle cose” e un ”alleggerimento della pressione fiscale unitamente ad un sistema impositivo favorevole alla crescita”. “Il governo – viene inoltre spiegato – ha deciso di disattivare anche tutti gli aumenti di Iva e accise previsti dalle clausole di salvaguardia”.

“Rivedere le concessioni autostradali” – Nel lungo elenco compaiono anche misure destinate ai trasporti. Il punto di partenza è una revisione delle concessioni autostradali “al fine di garantire maggiore trasparenza competitività tra gli operatori e il corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e l’interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, dando tempestiva attuazione alle delibere dell’Autorità di regolazione dei Trasporti“. Il tutto con un occhio di riguardo alla promozione delle auto elettriche. La rete autostradale, si legge ancora nel documento, dovrà essere adeguata alla progressiva diffusione dei veicoli elettrici, tramite la dotazione di colonnine per la ricarica veloce. Capitolo a parte è il completamento dei corridoi ferroviari pensato per ridurre il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno.

Ambiente: più boschi e meno tasse per imprese sostenibili – Una delle fette più grandi delle risorse in arrivo da Bruxelles, come ribadito anche da Von der Leyen oggi a Strasburgo, deve essere spesa obbligatoriamente per la lotta al climate change. Il principio su cui si fonda l’azione del governo è quello di favorire una graduale decarbonizzazione dei trasporti e la transizione energetica delle industrie pesanti, ma ci sono delle novità. Per limitare i rischi idrogeologici il piano prevede rimboschimenti di vaste aree del paese, oltre a un vero e proprio programma di forestazione urbana. Sono previsti anche investimenti in economia circolare partendo da rifiuti e fonti rinnovabili; gestione integrata del ciclo delle acque e soprattutto una fiscalità di vantaggio per le imprese sostenibili.

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