La prima campanella dopo 6 mesi di lezioni online sarebbe dovuta suonare il 14 settembre in tutt’Italia, ma sono già sette le Regioni che hanno deciso per un’apertura posticipata: in Friuli Venezia Giulia, ad esempio, gli studenti torneranno sui banchi il 16, in Sardegna il 22 e altre cinque Regioni hanno deciso di spostare la data dopo il weekend delle elezioni, per non costringere gli istituti a uno stop subito dopo la riapertura. Il 24 settembre riprenderanno le lezioni in Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania.

“La scuola riapre regolarmente il 14 settembre”, afferma il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. Ma a cinque giorni dalla data ufficiale i presidi chiedono un rinvio: i banchi monoposto devono ancora arrivare in molte scuole, ci sono ancora cattedre scoperte e non tutti gli istituti hanno trovato adeguati spazi. “Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque”, denuncia in una nota Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. Che chiede di “valutare la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali“.

“Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il 14 settembre – sostiene l’associazione dei dirigenti scolastici – È evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo”. La ministra Azzolina aveva risposto alle accuse sui ritardi parlando di “uno sforzo enorme” – oltre due milioni di banchi – e garantendo che tutte le scuole li avrebbero avuti entro ottobre. “Altre due criticità importanti sono quelle delle aule – continuano i presidi – perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico“.

Le Regioni che hanno deciso di posticipare (o anticipare) – La data ufficiale è il 14 settembre, ma le prime campanelle sono già suonate in Alto Adige, che ha inaugurato l’anno scolastico post Covid il 7 settembre, e in alcune scuole di Torino. I primissimi a tornare a far lezione, già dal 2 settembre scorso, sono stati gli studenti del Liceo scientifico per professioni di montagna di Tione, in Trentino. Molte di più le Regioni che hanno invece scelto di posticipare: in Friuli si ricomincerà il 16 settembre, in Sardegna il 22. Altre cinque hanno deciso di ripartire direttamente dopo le elezioni, per non costringere gli istituti a uno stop appena dopo la ripartenza (che comporta anche doppie operazioni di sanificazione): si tratta di Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania, che ha anche deciso di rendere obbligatorio lo screening sierologico sul personale, volontario nel resto del Paese. Mario Rusconi, presidente dell’Associazione presidi nel Lazio, intervistato dal Corriere della Sera conferma che le scuole che hanno chiesto di rinviare l’apertura sono “centinaia, la richiesta si sta allargando a macchia di leopardo, mi arrivano messaggi da tutta Italia”.

Ecco il calendario completo, Regione per Regione:

  • Alto Adige: 7 settembre
  • Abruzzo: 24 settembre
  • Basilicata: 24 settembre
  • Campania: 24 settembre
  • Calabria: 24 settembre
  • Emilia Romagna: 14 settembre
  • Friuli Venezia Giulia: 16 settembre
  • Lazio: 14 settembre
  • Liguria: 14 settembre
  • Lombardia: 7 settembre scuola dell’infanzia, 14 settembre le altre
  • Marche: 14 settembre
  • Molise: 14 settembre
  • Piemonte: 14 settembre
  • Puglia: 24 settembre
  • Toscana: 14 settembre
  • Sardegna: 22 settembre
  • Sicilia: 14 settembre
  • Trentino: 14 settembre (tranne il Liceo scientifico per professioni di montagna di Tione, il 2)
  • Umbria: 14 settembre
  • Valle d’Aosta: 14 settembre
  • Veneto: 14 settembre

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