Dopo sei mesi di stop per la pandemia, cominciano i rientri in classe. A Milano, 19mila bambini oggi torneranno negli asili nido e nelle scuole materne comunali, che diventeranno 30mila una volta terminati gli inserimenti. L’Alto Adige inaugura l’anno scolastico post Covid: prima campanella per 91.797 bambini e ragazzi, mentre nel resto d’Italia si ricomincia il 14 settembre. Prima campanella anche in alcune scuole di Torino, che hanno anticipato ad oggi il ritorno in classe dopo i mesi di lockdown. Anche a Vo’ Euganeo, il comune in provincia di Padova tra i primi a sperimentare il lockdown, ha riaperto oggi le porte ai bambini della scuola per l’infanzia. Lo stesso istituto che aveva ospitato il “laboratorio prelievi” della Croce Rossa per lo studio sui tamponi coinvolgendo l’intera cittadinanza, è stato allestito con banchi e arredi anti-virus. Lunedì prossimo arriverà in visita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La ripartenza della scuola è segno di rinascita per tutto il Paese”, ha commentato la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Una ripartenza però segnata da nuove sfide e dall’incognita dei contagi: tra le misure di sicurezza previste, oltre a distanziamento e mascherine distribuite quotidianamente, c’è l’istituzione di un ‘referente Covid‘ e di uno ‘spazio Covid‘ ad hoc all’interno degli istituti. E negli asili milanesi si sperimenta il triage all’ingresso – con la misurazione della temperatura per bambini e genitori – e la chiusura al traffico delle strade (come già accade per molte elementari e medie) per agevolare l’ingresso e l’uscita senza assembramenti. In Campania le scuole riapriranno dieci più tardi, il 24 settembre: lo ha confermato il governatore Vincenzo De Luca. “Si è verificato – ha spiegato – dopo una valutazione attenta della situazione, il permanere di criticità”. Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università di Milano, la riapertura delle scuole sarà “una sfida, uno stress test per tutto il nostro sistema” e “sicuramente i contagi aumenteranno”, ma è “doverosa, giusta e necessaria”.

Le nuove regole per gli asili – A Milano, all’ingresso di scuole materne e nidi è previsto un triage per i piccoli e per il genitore o l’accompagnatore, con la misurazione della temperatura, il gel disinfettante per le mani e la firma del ‘patto di corresponsabilità‘ che impegna anche il genitore a controllare la salute del figlio e a non mandarlo all’asilo se ha sintomi influenzali. Il personale indosserà mascherine e visiere protettive. Gli ingressi e le uscite dei piccoli sono scaglionati in base all’orario per non creare assembramenti. “Credo che siamo l’unica grande città d’Italia a riprendere oggi – ha commentato l’assessore a Educazione e Istruzione del Comune, Laura Galimberti, durante un punto – ci sono state mille cose da organizzare, ci sono percorsi differenziati e degli spazi riservati alle sezioni”. Se ci sarà un caso positivo al Covid o uno sospetto non verrà chiusa tutta la scuola materna ma isolata la sezione. “Tutta l’organizzazione è stata immaginata per gruppi di lavoro e sezioni separate, quindi chiuderà eventualmente solo la sezione, se c’è il contagio in atto – ha spiegato l’assessore -. Se c’è solo il sospetto invece il bambino verrà isolato come previsto da una persona adulta in attesa dei genitori che poi faranno tutti i controlli con il medico di famiglia”. Per mantenere il distanziamento in ingresso e uscita da asili e scuole il Comune ha realizzato delle vie car free, dove sarà vietato il passaggio delle auto negli orari interessati. “Questa è una novità per le scuole dell’infanzia, mentre nelle scuole primarie di primo e secondo grado era già stato fatto. Abbiamo aumentato, stiamo già studiando sette o otto scuole primarie ed è possibile che aumenteremo – ha concluso l’assessore Galimberti – questa è una sperimentazione, poi vedremo”.

Per le scuole primarie e secondarie, a una settimana dalla ripartenza, ci sono ancora criticità: come i banchi monoposto, che non sono stati consegnati ovunque. In alcuni istituti arriveranno a ottobre, in altri addirittura a novembre. “Consegnare 2,4 milioni di banchi è uno sforzo enorme – si difende la ministra dell’Istruzione ad Agorà, sui Rai3 – è ingiusto essere accusati di ritardi. In due mesi li consegneremo. A settembre sarà quasi completamente coperta la primaria, poi entro ottobre tutto il resto“. E poi sottolinea che in pochi mesi il suo ministero ha fatto “un lavoro che doveva essere fatto nei passati 20 anni“. Mancano anche gli insegnanti: ma le cattedre scoperte, risponde Azzolina, non sono una novità di quest’anno. I docenti con fragilità “sono poche centinaia di persone, non certo trecentomila. Le nomine dei supplenti si sono sempre fatte due-tre giorni prima dell’inizio della scuola”.

Pregliasco: “Stress test, ma necessario” – “La diffusione del coronavirus – ha spiegato il virologo Pregliasco intervistato da Agorà- ora non è più epidemica ma endemica e secondo i dati che abbiamo, i bimbi più piccoli hanno una minor capacità di trasmissione. Tutto questo quindi ci fa ben sperare rispetto all’effetto complessivo dell’apertura delle scuole, che è doverosa, giusta, necessaria” ma è anche “una sfida, uno stress test a tutto il nostro sistema“. Il rientro a scuola, dice, “coinvolge 8 milioni di bambini o giovani e 2 milioni operatori, ma credo che metà della popolazione italiana è in qualche modo coinvolta come genitore, nonno, zio o comunque persona a contatto con gli studenti”. Quindi serve “attenzione e prudenza ma anche ottimismo” perché c’è “necessità di ripartire”. Rispetto al rischio di un aumento di contagi con il ritorno sui banchi, secondo Pregliasco, “sicuramente ci sarà un rialzo del numero di casi perché la riapertura delle scuole coincide con l’autunno e con l’epidemia influenzale. E, mentre la seconda ondata di Covid è un fatto teorico, l’influenza, invece, è sicuro che ci sarà. Questo – ha concluso -nasconderà e faciliterà la diffusione del numero di casi, così come anche gli sbalzi termici faciliteranno tutti i virus respiratori, tra cui anche il coronavirus”.

Azzolina: “I protocolli: mascherine, spazi Covid e tamponi” – Per quanto riguarda le regole su mascherine e distanziamento, ai microfoni di Agorà la ministra chiarisce che le due misure sono alternative: “se c’è il metro di distanza la mascherina può non essere usata. Si deve usare nei momenti di dinamicità, quando si è in movimento, si va alla toilette, durante la ricreazione, certo non quando si mangia”. Mascherine che verranno fornite gratuitamente al personale scolastico e agli alunni: 11 milioni al giorno. “Noi siamo l’unico Stato a farlo”, sottolinea Azzolina, che spiega che ci saranno “ci saranno spazi Covid ad hoc all’interno della scuola” per verificare le condizioni degli studenti. In caso di casi sospetti, quindi “si chiamano i genitori e si mettono in contatto con il Dipartimento di igiene territoriale, si farà il tampone e se c’è positività, grazie al registro dei contatti si capirà quante persone devono andare in quarantena”. Per gli studenti in quarantena torna la didattica a distanza e, aggiunge la ministra “ci sono contributi alle famiglie per lo smart working”.

Ascani: “Dagli arredi agli insegnanti, se ci sono errori si possono correggere” – Intervistata dal Corriere della Sera, la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani, ha spiegato che “quest’anno si sono sommate criticità storiche e problemi legati alle precauzioni anti-Covid”. Ma insiste sul fatto che “non lasceremo indietro nessuno”. Poi parla del decreto sui trasporti: “Abbiamo destinato fondi per 34 milioni oltre ai 70 del decreto agosto perché gli enti locali possano pagare l’affitto di spazi privati da destinare alle scuole. In questa settimana stiamo risolvendo le criticità residuali“. Sulla questione banchi, Ascani sottolinea: “Sapevamo che un Paese che produce 200mila banchi all’anno non può produrne 2 milioni e mezzo in un mese. Avevamo dato 331 milioni alle scuole anche per gli arredi. Poi i presidi ci hanno segnalato l’impossibilità di trovare i banchi e a quel punto abbiamo deciso di centralizzare la gara”, da qui i ritardi, spiega. Anche sul reclutamento degli insegnanti, Ascani ammette alcuni errori e sottolinea: “Abbiamo digitalizzato il sistema e ci sono alcuni errori. Molti sono simili e dunque si possono correggere”.

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