Matteo Renzi firma un emendamento che svuota il potere delle Sovrintendenze e alleggerisce i vincoli architettonici sugli stadi. D’ora in poi, l’esigenza di riammodernare gli impianti sportivi verrà prima della tutela. La norma è stata inserita nel decreto Semplificazioni che deve ottenere ancora il via libera dal Senato e interessa in particolare a Firenze, la città di cui Renzi è stato sindaco: il progetto del nuovo stadio Franchi per ora è bloccato proprio da un parere negativo dalla Sovrintendenza.

La politica sta riscoprendo la sua passione, in fondo mai sopita, per gli stadi. Ogni governo partorisce una nuova legge, meno restrittiva della precedente, per strizzare l’occhio a presidenti del pallone, imprenditori, tifosi. Nella tanto controversa riforma dello sport che il ministro Vincenzo Spadafora sta cercando faticosamente di approvare c’è l’ennesima modifica della normativa, di cui ilfattoquotidiano.it si è già occupato, che farebbe cadere il tabù dell’edilizia residenziale, sogno proibito di ogni costruttore. Non si sa se la norma riuscirà ad andare in porto, le tensioni interne alla maggioranza sono fortissime (tanto che a inizio agosto persino la posizione del ministro era stata messa in discussione). Nel dubbio, intanto arriva la norma inserita in un altro provvedimento, il decreto Semplificazioni, che permetterà di rinnovare anche impianti vincolati.

Stavolta nel mirino infatti non ci sono le opere accessorie, ma i vincoli che le varie Soprintendenze possono porre, rallentando o addirittura stoppando definitivamente i progetti di ristrutturazione. Era successo in parte a Roma e Milano, dove lo stadio di Tor di Valle e il nuovo San Siro avevano dovuto fare i conti con i rilievi dei Beni, poi superati. Ora è il caso soprattutto di Firenze, dove la voglia irrefrenabile del patron Rocco Commisso di avere un impianto moderno per la sua Fiorentina è frenata dal parere negativo della Sovrintendenza. L’impasse sarà superata di slancio grazie alla norma di Renzi, che interviene sull’ultima riforma Lotti: niente più vincoli insormontabili, d’ora in poi il ministero avrà 90 giorni per stabilire quali sono gli “elementi strutturali, architettonici o visuali di cui sia strettamente necessaria a fini testimoniali la conservazione”, che però potrà avvenire anche “in forma diversa o distaccata da quella originaria”. Insomma, se ci sarà un pezzo di stadio da tutelare si potrà staccarlo e ricollocarlo altrove, in modo che il progetto possa andare avanti. E comunque il Mibact dovrà tenere conto che “l’esigenza di preservare il valore testimoniale dell’impianto è recessiva rispetto all’esigenza di garantire la funzionalità dell’impianto medesimo”. Prima il nuovo stadio, poi tutto il resto.

Approvato in commissione, l’emendamento adesso dovrà ricevere solo l’ok dell’aula ma l’accordo tra Pd e Italia Viva è già stato trovato: Renzi ha ammorbidito la sua posizione (una versione precedente puntava a bypassare completamente il ruolo della Soprintendenza, col solo parere favorevole dell’ente locale competente), sono state recepite le indicazioni dei dem, che così hanno lasciato la paternità dell’emendamento all’ex sindaco di Firenze, alla fine firmatario unico della norma. Contrario il M5s, alla norma si è però accodata anche la Lega, per un consenso trasversale tra maggioranza e opposizione.

L’emendamento, che piace alla Lega Calcio, al netto di eventuali obiezioni di incostituzionalità potrebbe sbloccare più d’una situazione. Infatti Renzi esulta (“Abbiamo raggiunto un traguardo significativo nell’interesse di tutti i cittadini, 3 miliardi sbloccati per riqualificare gli stadi”), e pure il sindaco di Firenze Dario Nardella: “È un passo significativo per il restyling dello stadio Franchi e per il bene di Firenze, che viene prima di tutto il resto”, ha dichiarato il primo cittadino. Il pensiero corre subito allo stadio della Fiorentina: la ristrutturazione era bloccata dal vincolo architettonico sulle curve, con la nuova norma per il patron Commisso sarà molto più semplice superarlo e andare avanti col progetto, senza dover ricorrere al piano B di un nuovo stadio in altre aree, che però presentavano non meno problemi e rischiavano di lasciare il Franchi come un monumento vuoto nel cuore della città, prospettiva che spaventava l’amministrazione. Poi bisognerà capire quali altri impianti potranno essere interessati: a San Siro il vincolo è già caduto, a Bari potrebbe riguardare magari il San Nicola di Renzo Piano, poi chissà. La strada però è tracciata: più nuovi stadi, meno vincoli. Come piace a Renzi, e non solo.

Twitter: @lVendemiale

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