Al Billionaire abbiamo sempre rispettato le regole, facendo entrare il giusto numero di persone. Ma vedendo come andavano le serate non bastava contingentare gli ingressi e predicare il distanziamento: non ci può fare nulla nessuno se fai entrare 100 persone in mille metri quadri e loro stanno tutte appiccicate“. Eccolo, Flavio Briatore. In un’intervista con La Stampa, il manager parla dall’ospedale San Raffaele, dove è ricoverato e lo fa a cominciare dalle sue condizioni di salute: “Sono ricoverato in una stanza da solo. Non prendo ossigeno e tanto meno sono intubato. Mi sento bene. Non ho nulla di speciale. La temperatura è a posto, respiro bene e sono pure riuscito a lavorare. Anche se mi auguro di uscire presto”. La ragione del ricovero però non viene specificata, Briatore racconta semplicemente quella che è la procedura ospedaliera in tempi di covid: “Quando sono arrivato in ospedale mi hanno fatto il tampone, come fanno con qualunque paziente. Tutto lì. Ed eccomi isolato in una stanza. Per fortuna adesso ho una preoccupazione in meno, quella che mio figlio Falco, che ha 10 anni, avesse contratto il virus. Per fortuna stamattina è arrivato il referto dall’ospedale di Montecarlo ed è negativo“. E poi si torna a parlare di Billionaire, focolaio ormai emblematico della situazione fuori controllo che si è generata questa estate: “Stiamo seguendo ora dopo ora le condizioni di tutti. Stanno tutti bene a parte un ragazzo che aveva precedenti patologie. Posso solo dirle che non appena è scattato l’allarme abbiamo disposto il tampone per tutti i dipendenti. Abbiamo saputo di ragazzi che a gruppi di 50 o 60 ordinavano le casse di champagne e se le andavano a bere sulla spiaggia insieme con i fornitori. Ballavano e facevano festa sino all’alba. Lì certo non potevamo intervenire”. E sulla valanga di odio e critiche social: “Mi lascia indifferente. Sono un capro espiatorio perfetto, e la cosa era facilmente prevedibile”.

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