“La scuola deve riaprire, non c’è altra possibilità. Da questo dipende la credibilità non di un ministero o di un governo, ma del Paese che non possiamo permetterci di mettere in discussione”. Lo ha detto la viceministra all’Istruzione, Anna Ascani, durante un incontro al Meeting di Rimini. La viceministra ha spiegato: “Stiamo lavorando da mesi, insieme a tutto il personale, i dirigenti scolastici, insieme a tutti gli attori e agli enti locali, per tornare a fare scuola in presenza, dobbiamo restituire il pieno diritto all’istruzione ai nostri ragazzi”.
Ma questo, secondo Ascani, è un obiettivo di “brevissimo termine”. Quello di “lungo termine è fare in modo che una parte consistente dei fondi Next Generation Ue siano destinati alla nuova generazione europea e quindi al luogo nel quale quella generazione si forma e cresce – e per questo ha aggiunto – più che dibattere sul banco monoposto e su questioni non irrilevanti, ma che hanno meno importanza di altre, noi dobbiamo chiederci qual è il ruolo della scuola e quindi sulla base di questo che tipo di modello vogliamo costruire”.
E qui ha indicato le priorità: investimenti sugli edifici scolastici, il legame tra scuola e mondo del lavoro e la formazione dei docenti. Su questo ultimo punto: “sia sul percorso che si fa per diventare insegnanti che durante la loro carriera professionale, un insegnante che non vede una prospettiva di crescita e’ meno stimolato a fare di più e meglio. Deve esistere un percorso, scelte che i docenti devono poter fare, una flessibilità per mettersi in gioco con una crescita che non sia solo la possibilità di fare il concorso per dirigente scolastico”.
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