Come sapete sono usciti in questi mesi due libri che mi hanno come protagonista: Vicolo degli Onesti e Il Grillo parlante, in difesa della sanità pubblica (Raffaella Giuri per Linea Edizioni febbraio e luglio 2020). In Vicolo degli Onesti al capitolo 12 (A me gli occhi, please!) alla pagina 138 si parla proprio del caso Avastin Lucentis a cui tengo molto.

Quella stessa estate volgeva al termine anche un’indagine dell’Fbi americana che era partita dalle testimonianze di tre alti dirigenti della multinazionale farmaceutica. Secondo l’inchiesta presentata in autunno da un’emittente televisiva svizzera, l’azienda in Grecia aveva organizzato un vero e proprio sistema corruttivo con un giro d’affari di miliardi di euro. Tra questi anche il cosiddetto progetto Eudora per fermare l’uso di Avastin.

I tre testimoni denominati A, B e C, per non identificarli, avrebbero spiegato agli inquirenti americani in modo dettagliato il rapporto diretto tra l’azienda e i medici: “L’ordine impartito da Basilea: impedire a livello mondiale l’uso del farmaco rivale, intimidendo i medici, facendo credere che Avastin fosse pericoloso e influenzando le politiche sanitarie dei Governi” accusa l’inchiesta televisiva e chiude: “L’inchiesta delle autorità americane si è conclusa nell’estate del 2019. Spetta ora a Novartis decidere se affrontare un processo o puntare a un accordo.”

Secondo voi cosa ha fatto Novartis? Ovviamente ha accettato di pagare (Dipartimento di giustizia americano luglio 2020) diverse centinaia di milioni di dollari ammettendo “il metodo di corruzione e condizionamento “scientifico” attuato internazionalmente per indirizzare la cura delle maculopatie”. Ma udite, udite il Tribunale di Roma si è pronunciato ad agosto 2020 assolvendo Novartis stabilendo “l’insussistenza del reato di aggiotaggio nel caso dei farmaci oftalmici Lucentis/Avastin,”

Certo la giurisprudenza a volte è difficile da interpretare e capire. Mi dicono che occorre prendere le sentenze singolarmente e in modo disgiunto fra loro. Ne sono ormai cosciente. Ma “in soldoni” che differenza esiste fra l’ammettere, come ha fatto Novartis in Usa dove le condanne sono esemplari, che ha pagato per ottenere l’uso di Lucentis invece di Avastin, che ha un costo enormemente minore, e che, nella sentenza italiana, non c’è stato “un accordo per scoraggiare, nel trattamento di una grave patologia oftalmica come la maculopatia essudativa, l’utilizzo off-label del farmaco Avastin? Allora hai pagato per ottenere l’uso di Lucentis e non di Avastin off label o no? In Italia è diverso dagli altri stati mondiali?

Potremmo porre questa domanda, anzi la pongo, a Mario Monti che è stato indicato dall’Oms come esperto italiano. Sicuramente troverà l’immediata soluzione per farci risparmiare tutti i milioni di euro buttati inutilmente. Io lotto per questo da più di dieci anni, “un pezzo di vita”, Lei Monti dov’era? Invece di tagliare non poteva cercare di risparmiare in sanità pubblica? Io, se avessi potere, condannerei la Novartis, come tutte le aziende farmaceutiche che vogliono guadagnare più del dovuto, e inutilmente, nel loro mercato della salute e della malattia, in modo esemplare ma nello stesso tempo serio. Come?

Ad esempio nel caso specifico oltre all’ammenda economica obbligherei la Novartis a immettere nel mercato Avastin in modo già frazionato senza doversi rivolgere a presidi ospedalieri che lo eseguono. Infatti anche questo è un modo subdolo per poter ancora vendere tanto Lucentis a chi non può frazionare Avastin come le case di cura e gli ospedali che non hanno farmacie che possono farlo. In Italia e nel mondo: perché avere la degenerazione maculare essudativa o umida è una patologia ad alta incidenza mondiale.

Il Grillo parlante deve continuare a parlarne perché il caso Avastin-Lucentis è una storia infinita. Quando le case farmaceutiche saranno solo dalla parte dei pazienti che danno da vivere ed esistere? Mario Monti vuole provare a riparare a settembre?

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