La decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di scegliere Mario Monti per la super commissione sulle politiche sanitarie ha creato non poco sconcerto tra chi lavora e crede nell’importanza della salute globale. “Super Mario”, come lo chiamano molti suoi colleghi, dichiara di voler andare “all’Oms per spiegare che la salute deve contare di più.”

Eppure, non si segnalano esperienze o analisi d’interventi di protezione della salute pubblica nel lungo e prestigioso curriculum del prof. Monti. Molti invece ricordano i tagli alla sanità durante gli anni del suo governo (dal Novembre 2011 ad Aprile 2013) e l’incremento preoccupante della spesa sanitaria “out of pocket” dei cittadini Italiani dal 2010 in poi. Come mostra il grafico.

Molti ricordano inoltre che, nel 2012, Monti spiegava: “La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantita se non s’individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni”.

Due premesse. Primo, il governo Monti ha adottato riforme fiscali e tagli alla sanità in un momento dove il debito pubblico italiano aumentava velocemente, mentre la credibilità internazionale del nostro paese, anche grazie al governo “Bunga Bunga” Berlusconi, diminuiva altrettanto rapidamente. Il compito di Monti non era facile. Secondo, rispetto a molti politici, Monti è una persona seria, capace e decente: non è poco pensando, ad esempio, ai parlamentari che hanno richiesto il bonus di 600 euro (creato per aiutare le persone colpite economicamente dal Covid-19!)

Dov’è il problema allora? L’Oms ci ha appena svelato un segreto: per essere scelti a guidare le azioni di protezione della salute globale, non serve un Master e Phd in Public Health, essersi occupati di salute globale e politiche sanitarie nel mondo, aver insegnato salute globale all’Università o aver pubblicato articoli e ricerche sulla salute globale in riviste scientifiche peer-reviewed. Niente di tutto ciò. Per entrare nelle grazie dell’Oms, serve avere peso e potere politico. O aver lavorato alla Goldman Sachs, una banca d’investimento nota per aver contribuito a causare la crisi economica del 2008, ingannando i suoi clienti attraverso la vendita di titoli finanziari tossici basati su mutui bugiardi?

Il problema di avere Monti all’Oms non riguarda certo il suo passato alla Goldman Sachs. Il prof. Monti, economista, è persona corretta, posata e analitica, e non ha nulla a che fare con le malefatte della Goldman Sachs sulla crisi sub-prime. Tuttavia, Monti non mi sembra abbia mai contemplato il mondo attraverso una prospettiva di salute pubblica e politiche sanitarie. Ha un background e formazione in economia. Non mi sembra la persona giusta per difendere la salute globale e l’universalità dell’assistenza sanitaria in un mondo colpito da una pandemia come il Covid-19. Sceglierlo all’Oms è uno schiaffo in faccia a tutti coloro che hanno dedicato la vita alla salute pubblica e a combattere pandemie.

Dopo gli errori di gestione della pandemia Covid-19, e la pioggia di accuse di essere troppo influenzata dai suoi principali donatori privati come Bill & Melinda Gates Foundation, la credibilità dell’Oms, già gravemente compromessa, torna sotto i riflettori. L’impressione è che l’Oms sia più guidata da interessi economici e politici invece che da una genuina passione per la salute globale e da una vera compassione per le persone colpite dalle malattie nel mondo.

Con la scelta di Mario Monti alla super commissione sulle politiche sanitarie, l’Oms da poco credibile diventa incredibile. Se cittadini arrabbiati la chiameranno Goldman Sachs Oms o Bill & Melinda Gates Oms, o crederanno a teorie (farlocche) sulla vaccinazione di massa per controllare la popolazione del mondo, e non si fideranno delle sue linee guida, l’Oms potrà scaricare la colpa solo su se stessa e sulla totale assenza di ideali che la guidano.

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