Steve Bannon, ex stratega e consulente del presidente statunitense Donald Trump, è stato arrestato e accusato di frode in relazione alla campagna di raccolta fondi “We Build the Wall” per la costruzione del muro tra Stati Uniti e Messico con cui sono stati raccolti oltre 25 milioni di dollari da oltre 330 mila donatori. Ad accusare Bannon e altre tre persone è il Distretto Sud di New York. Gli altri arrestati sono Timothy Shea, Brian Kolfage,un veterano della guerra in Iraq, and Andrew Badolato. Secondo l’accusa i quattro avrebbero utilizzato i fondi raccolti per scopi non coerenti con i propositi della campagna. “Era astato assicurato ai donatori che Brian Kolfage, il fondatore e volto pubblico della campagna We Build the Wall, non avrebbe ricevuto un centesimo. Al contrario gli imputati hanno organizzato il passaggio di centinaia di migliaia di dollari a Koflage che con questi fondi si è finanziato un dispendioso stile di vita “. Ha affermato il procuratore Audrey Strauss. Bannon è stato arrestato questa mattina mentre si trovava a bordo di un imbarcazione davanti coste del Connecticut

La Casa Bianca prende le distanze. Donald Trump “non ha nulla che fare con Steve Bannon dalla campagna elettorale e dall’avvio dell’amministrazione, e non conosce le persone coinvolte” nel progetto ‘We Build The Wall’. Lo ha affermato la portavoce Kaleigh McEnany. -Bannon è stato arrestato durante l’ultima giornata della convention democratica, in quella che è la giornata di Joe Biden con l’atteso discorso per l’accettazione della nomination alla presidenza.

Bannon sta cercando di aprire un centro di formazione sovranista nel nostro paese, che lui stesso ha definito “scuola dei gladiatori del populismo e nazionalismo”. La scuola “Dignitas Humanae Institute” sorgerebbe all’interno della Certosa di Trisulti, in provincia di Frosinone. Inizialmente il ministero dei Beni Culturali aveva revocato l’assegnazione della struttura poiché l’Istituto non presentava i requisiti finanziari necessari per sostenere il progetto e il pagamento del canone. La decisione del ministero è stata però revocata dal Tar per difetto di tempistica.

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