Dopo venti giorni è arrivata al punto di non ritorno. La nave Mv Wakashio, incagliata dal 25 luglio su una barriera corallina al largo delle Mauritius, dove ha già sparso oltre 1.000 tonnellate di petrolio, sembra ormai prossima a rompersi in due.

In queste settimane le squadre di salvataggio hanno fatto di tutto per pompare dalla nave le quasi 3.000 tonnellate di petrolio restanti. Si stima ne siano rimaste altre 90. Ma sabato mattina hanno riferito che le condizioni della nave “stavano peggiorando e potrebbe rompersi in qualsiasi momento”. Poco dopo, verso le 16.30 locali, “è stato osservato un importante distaccamento della sezione prodiera della nave”, come ha detto un soccorritore.

Le immagini più recenti del resto mostrano l’Mv Wakashio sul punto di spezzarsi, sebbene le due parti sembrino ancora parzialmente attaccate. Le navi della guardia costiera sono state posizionate vicino alla nave e lo spiegamento dei mezzi per assorbire il petrolio è stato “rafforzato” per prepararsi alla rottura. “Gli skimmer sono in modalità stand-by vicino alla nave – fa sapere un comitato di crisi – e interverranno come e quando necessario”, tenendo conto che è previsto un peggioramento delle condizioni meteo, “con onde alte fino a 4,5 metri”.

Il Wakashio, di proprietà di una compagnia giapponese ma battente bandiera panamense, trasportava circa 3.800 tonnellate di petrolio pesante e 200 tonnellate di gasolio quando si è incagliato su una barriera corallina a Pointe d’Esny il 25 luglio. La petroliera lunga 300 metri, varata nel 2007, era salpata dalla Cina, via Singapore, con destinazione finale in Brasile.

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