Il Partito Democratico lancia un nuovo avvertimento ai partner di governo sulle politiche da intraprendere in tema di flussi migratori. Su Twitter il vicesegretario Dem, Andrea Orlando, scrive che “il Pd e il suo segretario Zingaretti pongono da giorni il tema della gestione dei flussi migratori in relazione all’emergenza Covid. Da giorni chiediamo una risposta straordinaria. Anche su questo fronte si può compromettere il lavoro fatto sino qui”. Il riferimento è probabilmente alla richiesta più volte ribadita dal segretario di voler modificare, se non cancellare, i decreti Sicurezza firmati Matteo Salvini. Ed è in corso proprio al Viminale il vertice tra il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, e gli esponenti della maggioranza per discutere le modifiche ai dl Sicurezza che dovrebbero portare entro oggi a un testo definitivo. Al tavolo con il ministro Lamorgese si sono seduti il viceministro Matteo Mauri (Pd) e il responsabile sicurezza dei Dem, Carmelo Miceli, oltre a Giuseppe Brescia per il M5S, Gennaro Migliore e Laura Garavini per Italia Viva e Federico Fornaro di Leu.

Intanto, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha convocato l’ambasciatore tunisino chiedendo uno sforzo maggiore da parte del Paese nordafricano per limitare le partenze dalle proprie coste, che hanno fatto segnare un boom a luglio, e riprendere i rimpatri di cittadini tunisini arrivati illegalmente in Italia. Un’accelerata che, dopo il viaggio del ministro dell’interno, Luciana Lamorgese, volata nel Paese nordafricano lunedì per un incontro con il presidente Kais Saied, ha lo scopo di intavolare rapidi colloqui sulle nuove misure da adottare per limitare le partenze della Tunisia e favorire invece i rimpatri.

Dato che l’Italia considera il Paese sicuro e che da lì proviene il maggior numero di migranti arrivati sulle nostre coste nelle ultime settimane, la Farnesina ha fatto sapere di aver chiesto all’ambasciatore di intensificare i controlli nei luoghi di partenza, in particolare nell’area di Sfax, che risulta quella maggiormente interessata, oltre ad accelerare i voli di rimpatrio. Le richieste della diplomazia italiana hanno inoltre l’obiettivo, fanno sapere fonti del ministero, di far sì che vengano rispettati gli ultimi accordi tra le parti così da garantire una “positiva prosecuzione della cooperazione tra le amministrazioni interessate”. L’ambasciatore, da parte sua, ha riferito che dal 6 agosto riprenderanno i rimpatri dei tunisini via aerea (80 rimpatri a volo), mentre è stato disposto il trasferimento di due pattugliatori al largo di Sfax per arginare ulteriori partenze.

La mossa italiana arriva dopo il nuovo aumento di sbarchi di luglio che ha portato in Italia circa 6.500 persone, la metà dell’intero 2020. Ed oggi si è fatta sentire anche la Commissione europea, dicendosi pronta ad aiutare l’Italia e sollecitando gli Stati membri ad accogliere i migranti salvati in mare. Lamorgese domani vedrà il nuovo ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, proprio con l’obiettivo di cercare alleati e strategie comuni nell’Unione per distribuire in modo più sostenibile il peso degli arrivi via mare. La Francia è inoltre Paese storicamente vicino alla Tunisia e potrebbe assistere lo sforzo diplomatico avviato dall’Italia per contenere le partenze. Mentre presto anche dalla Commissione Europea potrebbe partire una missione verso il Paese nordafricano per mettere in campo risorse e aiuti concreti.

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