Tornare in presenza. E con il coraggio e la spregiudicatezza di affermare “noi ci siamo”. Cosa che in tempi di Covid (o post Covid, che così intendere si possa), è già “di per sé un evento epocale”. Dice bene, infatti, il Delegato generale della Settimana Internazionale della Critica Giona A. Nazzaro presentando la selezione ufficiale della 35ma edizione che si terrà al Lido veneziano dal 2 al 12 settembre come sezione parallela – ma nell’ambito – della 77ma Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Un’edizione nata sotto il segno di Roberto Rossellini e di quel suo essere nel mondo e nel cinema (cose per lui sovrapponibili) “a servizio dell’umanità”, non a caso “per il suo progetto di film su Karl Marx – ricorda Nazzaro – pensava a un titolo magnifico, Lavorare per l’umanità”. E l’autore “seminale” del cinema italiano (e non solo) è presente nell’evento di chiusura, The Rossellinis, film documentario diretto dal nipote Alessandro Rossellini (il figlio di Renzo) in cui la grande community famigliare del cineasta viene restituita con “un’immagine autentica”. “Perché – spiega l’autore – oltre il mito, c’è una famiglia dalla storia intensa e anche dolorosa, proprio come tutte le altre”.

Non meno significativo è il titolo che, anch’esso fuori concorso, aprirà la 35. SIC, si tratta di The Book of Vision, esordio nel lungo di finzione dell’eccezionale documentarista romano Carlo S. Hintermann. Un’opera di produzione internazionale (Italia/UK/Belgio) ancoràta al ‘Settecento prussiano ma di chiaro respiro universale e di sicuro impatto visionario che, non a caso, vede il nome di Terrence Malick come produttore esecutivo: il regista americano è infatti legato da stima umana e professionale a Hintermann che nel 2002 gli dedicò un documentario. E l’Italia, accanto alla Polonia come comproduttore, è presente anche con un film concorrente, Non odiare di Mauro Mancini, una riflessione sull’antisemitismo attraverso una storia contemporanea ambientata in una città del nord-est; protagonisti sono Alessandro Gassmann e Sara Serraiocco. Da segnalare, oltre alla consueta lista di opere in concorso da tutto il mondo, la selezione di cortometraggi di SIC@SIC – Italian Short Cinema che viene mostrata in testa a ciascuna proiezione ufficiale della Settimana Internazionale della Critica: fra questi anche Zombie di Giorgio Diritti – il cui Volevo nascondermi avrà una seconda vita nelle sale a partire dal 19/8 – e Les aigles de Carthage di Adriano Valerio, autore già concorrente alla SIC nel 2015.

Di grande rilievo è anche la selezione delle Giornate degli Autori, giunta alla sua 17ma volta, che vede il passaggio di responsabilità artistica a Gaia Furrer da parte di Giorgio Gosetti che resta nel ruolo di Delegato generale. Anche per il loro team mettere in piedi questa edizione post pandemia è un “vero tuffo nel vuoto con un coraggio e un pizzico di follia” scherza Gosetti alludendo all’immagine del poster di quest’anno. E di coraggio ha anche parlato Gaia Furrer (“viaggio, empatia e coraggio possono essere le parole chiave della selezione 2020”) annunciando il programma di GdA, che come la SIC, sono una sezione autonoma ma in seno alla Mostra veneziana. Titoli e autori di spicco s’intersecano alla consueta sfida di esordienti che, quando fra i 10 concorrenti, s’affiancano ai debuttanti della SIC e agli altri di Venezia 77 per la corsa al Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. Se a chiudere, dunque, sarà il talento sovversivo di Bruce LaBruce con un’opera sul narcisismo al maschile (Saint-Narcisse) all’interno del concorso si registra, quale unica produzione italiana, il ritorno dei gemelli torinesi Gianluca e Massimiliano De Serio con Spaccapietre, un dramma all’insegna del rapporto padre-figlio che vede fra gli interpreti Salvatore Esposito.

Tra gli eventi speciali compare anche Giorgia Farina che accorpa un cast stellare (accanto a Jasmine Trinca anche il divo inglese Clive Owen e l’attrice francese Irene Jacob) nella sua Guida romantica ai posti perduti, mentre il duo teatrale deluxe Flavia Mastrella & Antonio Rezza tornano dietro la macchina da presa proponendo Samp, la folle epopea di una sorta di Don Chisciotte che di lavoro fa il killer. Si rafforza anche il panorama di Notti Veneziane nate dalla collaborazione delle Giornate degli Autori con la rassegna Isola Edipo: in programma lavori che mettono al centro il dialogo fra cinema e arti (sopratutto il teatro quest’anno) e un premio al Cinema dell’Inclusione che quest’anno vede riconosciuto il lavoro di Liliana Cavani che sarà omaggiata al Teatro Goldoni di Venezia nel contesto di una serata che vedrà anche la proiezione del documentario Nilde Iotti, il tempo delle donne di Peter Marcias narrato da Paola Cortellesi.

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