“No all’uso della scienza e della pandemia di Covid-19 a fini elettorali“. Il Patto trasversale per la scienza interviene sulla presenza di alcuni suoi esponenti a un convegno in Senato organizzato da Matteo Salvini e intitolato “Covid-19 in Italia – Tra informazione, scienza e diritti”. Tra i partecipanti all’evento – previsto per il 27 luglio – c’è Armando Siri, Vittorio Sgarbi (oltre al leader leghista) e poi molti professori, medici e scienziati come Alberto Zangrillo, Matteo Bossetti, Maria Rita Gismondo, Giulio Tarro, e Guido Silvestri, che ha però declinato l’invito. Proprio a loro – ma senza fare nomi – si rivolge la nota del Patto della scienza, che parla di “ventilata presenza a eventi di natura squisitamente elettorale aventi ad oggetto la pandemia di Covid-19, eventi che vedrebbero la partecipazione anche di alcuni importanti soci fondatori del Patto trasversale per la scienza”.

Per il Patto per la scienza “appare grave e incomprensibile l’eventuale adesione da parte di importanti soci” del Patto “a iniziative che vedono come guida o contributori soggetti che sono stati oggetto di querela o di diffida da parte del Pts, proprio per le pericolose posizioni antiscientifiche espresse durante l’epidemia di Covid-19, insieme ad altri che in moltissime occasioni hanno dimostrato la propria lontananza dal metodo scientifico”. Il virologo Guido Silvestri, dopo aver visto la locandina con i nomi dei partecipanti, ha rifiutato l’invito. “Avrei fatto lo stesso – dice l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco – e non perché la riunione è organizzata da Salvini, ma perché si capisce chiaramente dal parterre degli ospiti che Salvini e Sgarbi hanno messo insieme, quale vuole essere la linea e quale messaggio veicolare”. Lopalco è l’ex presidente del Patto trasversale per la scienza, da cui ha rassegnato la scorsa settimana le dimissioni per incompatibilità dopo la decisione di candidarsi alle elezioni amministrative in Puglia. “La scienza non può essere tirata piegata a tesi politiche precostituite. Ne va della sua indipendenza che è una garanzia per tutti”.

Il presidente del Patto, Andrea Cossarizza, sottolinea che la scienza non deve occuparsi di politica. “Nessuna polemica, ma la scienza è e deve essere indipendente. Se invece è usata a fini politici o manipolata, da qualunque parte senza distinzioni, noi non ci siamo. Non è un nostro problema”. Il convegno al Senato è stato organizzato dall’opposizione, e secondo il presidente, vuole dare un indirizzo preciso al dibattito. “Questo incontro – ricorda Cossarizza – è stato presentato come un attacco al Governo. E una cosa che non ci appartiene. Nel Patto ci sono anime politiche diverse. Non la pensiamo tutti allo stesso modo, non tifiamo nemmeno tutti la stessa squadra di calcio – scherza – ma non ci facciamo strumentalizzare”.

Di diverso avviso Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva: “Sono stato invitato da un senatore in Senato a parlare di Covid-19. Sono un uomo libero e non vedo dove sia il problema: il Senato è un’istituzione super partes e io sono un uomo libero, un professore ordinario della mia materia e un presidente di società scientifica. Non è un Patto che mi dice quello che devo dire”. Bassetti ha rassegnato le sue dimissioni dal patto 10 giorni fa. “Questa è la dimostrazione che ho fatto bene. Sono un uomo libero e non accetto questo atteggiamento da Catone”, aggiunge facendo riferimento alla figura del Censore, noto per il suo moralismo.

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