Diritto alla casa, rivalutazione delle periferie, una riforma della filiera del cibo. E ancora il tema del lavoro, con un piano nazionale d’emergenza, perché “siamo ai limiti della schiavitù, nel quadro dell’economia digitale”. Ma soprattutto, politiche per l’immigrazione e l’accoglienza, con la richiesta al governo di “cancellare i decreti Salvini“. Queste alcune delle proposte lanciate dal sindacalista e attivista Aboubakar Soumahoro, organizzatore degli Stati popolari. “Non è possibile un’operazione di maquillage, quei decreti creano insicurezza e illegalità, vanno eliminati del tutto”, ha rivendicato. E ancora: “Vogliamo confrontarci con il governo. Agli Stati generali è stato asserragliato nel palazzo, invece noi partiremo dai territori. Se l’esecutivo non ci ascolterà, questo manifesto e queste proposte le realizzeremo noi”, ha rivendicato Soumahoro. Parole che sembrano lasciare aperta anche la possibilità di trasformare le richieste della piazza in un movimento politico. Uno scenario che l’attivista non esclude. “Partecipare alle elezioni? C’è da dire che intanto la politica ha trasformato la nostra società in un serbatoio elettorale, dove si prendono i voti e si aspettano altre scadenze. Noi invece vogliamo vivere il presente e costruire il nostro futuro. Siamo pronti a camminare per costruire la nostra felicità in modo collettivo”.

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