All’inizio della pandemia, la sua chiusura era stato il simbolo dello tsunami che aveva travolto Milano: ma dopo 133 giorni di silenzio, il Teatro alla Scala torna a riempirsi di musica e di persone, con quattro concerti da camera straordinari. Si riparte “un passo alla volta”, nell’attesa della programmazione autunnale, che si aprirà con la Messa da Requiem diretta dal Maestro Riccardo Chailly.

Il primo passo, in realtà, era stato compiuto lo scorso 20 giugno con la ripartenza del Museo Teatrale. Da stasera però il pubblico potrà nella sala del Piermarini. Ad inaugurare i concerti un ospite fisso della Scala: il baritono Luca Salsi, protagonista di due Prime, Andrea Chénier e la più recente Tosca. Accanto a lui la pianista Beatrice Rana, classe 1993, già cavaliere della Repubblica e fondatrice del Festival Classiche Forme e il grande violoncellista Mischa Maisky, che manca dalla Scala dal 2012.

Il protocollo di sicurezza elaborato dopo l’ultima ordinanza regionale consente di accogliere fino a 600 spettatori. Le altre date da segnare sul calendario sono mercoledì 8, lunedì 13 e mercoledì 15 luglio. I prossimi appuntamenti alterneranno grandi nomi e giovani promesse: il tenore Francesco Meli (il Cavaradossi dell’ultima Tosca scaligera) e il soprano Federica Lombardi insieme alla star del violino Patricia Kopatchinskaja e a Giulio Zappa. Tutto dedicato alle nuove voci, invece, è il concerto del 13 luglio: una serata che guarda al futuro dell’opera, fortemente voluta dal Sovrintendente Meyer. Due giorni dopo, il 15 luglio, toccherà invece ai professori d’orchestra della Filarmonica.

Un’esperienza decisamente diversa ai foyer affollati e alle code ai botteghini a cui erano abituati gli appassionati: all’interno del Teatro gli spettatori troveranno avvisi con le nuove norme di sicurezza e dispenser di gel disinfettante. Le maschere potranno fornire mascherine a chi ne avesse bisogno, e nell’infermeria del teatro sarà sempre presente un presidio medico. Ma comunque, tornare ad accordare gli strumenti davanti al pubblico suona già come una promessa, come un fiducioso arrivederci a settembre.

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