Durante l’ultima puntata de La Prova del Cuoco è apparsa diverse volte Antonella Clerici, non in trasmissione, non nei saluti di fine produzione: negli spot in rotazione come volto di un noto supermercato. L’episodio è forse il simbolo e il modo migliore per sintetizzare in poche righe perché la conduttrice tornerà nel daytime di Rai1: un ritorno voluto con forza da RaiPubblicità. Perché in tempi di crisi da quelle parti sono stati chiari, servono volti e la tv si fa con i nomi: Conti, Amadeus, Carlucci, Venier, Fazio e appunto la Clerici quelli più richiesti. E se devi prendere un paio di punti, rifondare una fascia e aumentare la pubblicità la mossa ha già trovato una risposta al quesito sui motivi del ritorno della presentatrice nel mezzogiorno della prima rete.

“Io credo che sia una bestemmia che la Clerici non sia presente in daytime. È una professionista e una donna autorevole, una donna autentica, che non ha mai messo filtri con il pubblico. Per me Antonella Clerici è un asset dell’ammiraglia“, aveva dichiarato in conferenza stampa a Sanremo il direttore di Rai Stefano Coletta suscitando la commozione della bionda conduttrice. E Antonellina, come la chiamano i suoi fan, su Rai1 tornerà a metà settembre: “Datemi mezz’ora al giorno, un racconto quotidiano. Mi basta questo”, avrebbe detto ai vertici che avevano espresso la volontà di riportarla in onda dopo la panchina impostale dalla precedente dirigenza. Ma il duo Salini-Coletta aveva già deciso di mettere in archivio La Prova del Cuoco, per bassi ascolti e poco appeal, un ciclo considerato finito. Più che una festa d’addio, un finale mesto. Con le lacrime, anche comprensibili, della Isoardi si volta pagina. Perché ci sono titoli che sono legati inevitabilmente ad alcuni nomi e La Prova del Cuoco era Antonella Clerici, perché la Isoardi, con una pesante eredità sulle spalle, ci ha provato a sporcarsi di sugo ma non ci è riuscita. E la Rai dovrebbe ricollocarla a Check up la domenica mattina e come concorrente di Ballando con le stelle. È il chi entra e chi esce di ogni stagione, la Clerici d’altronde era uscita da quel programma la prima volta “cacciata” dopo aver partorito, la seconda volta per sua scelta.

Il 1 giugno 2018 l’addio alla trasmissione per amore, per la famiglia, per nuovi progetti in prime time. Una scelta azzardata perché, come Carlo Conti insegna, si lascia la certezza del daytime solo con titoli forti in prime time e oggi nella fascia più difficile in Rai sono in pochi a fare bene. E infatti il ritorno di Portobello non ha portato ascolti entusiasmanti (in media 3.380.000 telespettatori con il 16,26%), un progetto difficile e ambizioso voluto con forza dall’allora direttore generale Mario Orfeo. Il suo nome suggerito con forza dalle figlie di Tortora proprio mentre la dirigenza aveva iniziato a pensare a una formula nel daytime con un’altra conduttrice. Un mossa sbagliata ammessa, cosa più unica che rara, dalla stessa conduttrice che ha provato a trarne insegnamento anche durante la panchina dello scorso anno. Non a caso ha detto no alla conduzione di Miss Italia.

Allora perché tornare nella fascia che aveva voluto lasciare? Solo perché il prime time è difficile e i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati? Perché anche questo è il 2+2 più facile che esista ma anche qui bisogna aggiungere sfumature. Alla Clerici nei mesi scorsi l’amministratore delegato Salini e il direttore Coletta avrebbero offerto altri spazi importanti nel daytime e l’idea di valutare prime time nel corso della stagione. Ma se daytime deve essere, questo il ragionamento della presentatrice, torna nella sua fascia a parlare al suo pubblico. Una fascia che comunque non avrebbe previsto La Prova del Cuoco la prossima stagione, una fascia che l’azienda vuole rifondare. E così la conduttrice ha detto: “Obbedisco”.

Sono iniziate a circolare idee e rumors, alcune ipotesi mai nemmeno vagliate: uno studio previsto a Roma, una coproduzione dell’Arcobaleno Tre di Lucio Presta (manager della Clerici, cosa che non sarebbe nemmeno possibile con le nuove direttive). Perché il programma viene coprodotto dalla Rai con la Stand by me? E così il fatto che Salini sia stato direttore generale e proprietario di quote di questa società accende la miccia per la facile polemica. Va ricordato per dovere di cronaca che la Ercolani due mesi fa è passata all’incasso vendendo il 75% al fondo americano Oaktree. L’autrice ha lavorato negli anni diverse volte con la bionda conduttrice, un rapporto solido già ai tempi del suo Sanremo nel 2010: “L’idea mi è venuta pensando alla cucina di Ferzan Ozpetek nelle Fate Ignoranti: un luogo dove non solo si spadella ma si chiacchiera e avvengono cose. Abbiamo iniziato a scrivere un nuovo programma già l’anno scorso pensandolo per la Clerici. Poi l’abbiamo proposto a Rai ed altre emittenti“, ha dichiarato lo scorso 7 giugno al Fatto Quotidiano. Un format depositato il 20 dicembre 2019, prima di ogni dichiarazione pubblica sull’argomento della presentatrice.

Così Banijay, secondo Tvblog, avrebbe inviato alla Rai una lettera di contestazione per il mancato appalto. Una richiesta che si può considerare legittima. Così come Top Dieci nonostante venga descritto alla stampa come idea di Conti, è in realtà coprodotta proprio da Banijay, che detiene i diritti di una versione norvegese ma è anche titolare dei diritti de La Corrida che era stata sospesa e ora “recupera” le prime serate perse. E che dalle parti dei fratelli Bassetti il clima sia particolarmente teso non è certo un mistero nemmeno a Viale Mazzini, Endemol ha perso la fascia del mezzogiorno dopo quasi 20 anni, Magnolia ha dovuto rinunciare a quella delle 14. Tradotto: tanti soldi. E poco conta se il colosso mondiale con la fusione Endemol-Magnolia lo scorso anno ha ottenuto il 69,7% delle produzioni esterne sfiorando quasi il monopolio. Per rendere chiaro il quadro: Fremantle fermo al 4,75%, Stand by me 4,13% e LuxVide 2,75%. Il Movimento 5 Stelle con la deputata Maria Laura Paxia ha portato la questione in Parlamento ma i malumori per ora sono televisivi, nessuno vuole perdere quote e così la guerra è servita. Non alla Clerici ma tra “poteri forti”, se così si possono definire e lei ci finisce a panino, senza colpe.

E si agita la Lega, per citare un caso, attraverso Morelli, responsabile della comunicazione del partito di Salvini, ex della Isoardi. Il programma non si realizzerà più ad Arquata Scrivia, cittadina dove vive la Clerici ma dal Centro di produzione Rai di Milano in via Mecenate. Stando alle indiscrezioni raccolte da FQMagazine la decisione sarebbe arrivata valutando non solo gli aspetti economici, il passaggio a Milano porterà una riduzione dei costi (al momento in linea con quelli de La Prova del Cuoco), ma soprattutto per l’emergenza sanitaria per il Coronavirus. Diversi virologi continuano a prevedere una nuova ondata in autunno, nuovi focolai sono esplosi in questi giorni in tutta Italia: cosa succederebbe se a settembre riprendesse l’emergenza? Il programma salterebbe? Mettere in sicurezza i collaboratori Rai fuori dalle sedi Rai sarebbe ancora più complicato, prevederne gli spostamenti continui sarebbe di fatto impossibile. E il programma sarebbe il primo a rischiare lo stop alla messa in onda.

Il tema sarebbe stato sostenuto con forza proprio dalla conduttrice, la sicurezza al primo posto soprattutto per i numerosi lavoratori. Da qui la disponibilità al trasferimento quotidiano, o settimanale, della Clerici a Milano per realizzare la trasmissione. La chiacchierata ai fornelli, la provincia in cucina, con vip inattesi, facilmente più reclutabili nella città meneghina. E il titolo non è ancora stato scelto, la casa invece dovrebbe essere riprodotta nella scenografia, sempre più di moda: da casa conduce Benedetta Rossi, da casa Benedetta Parodi trasmetteva Cotto e mangiato, da casa è andato in onda l’ultimo programma di Arbore. Cosa succederà? La trasmissione prende forma e si tira dritto, con la spinta e la fiducia di Coletta e Marano. “Prendiamo investitori pubblicitari e con uno o due punti in più a parità di costi siamo felici“, sussurrano a Viale Mazzini. E i volti, in virtù dei nomi deboli e semisconosciuti in arrivo, servono: la Clerici è pur sempre la Clerici.

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