“Ero sul marciapiede ho lasciato passare la signora con i suoi bambini, pochi secondi e non li ho più visti“. Così, ancora sotto choc, Mirko Zorzo, il sindaco di Albizzate, racconta a Il Giorno quei terribili istanti che hanno preceduto il crollo del cornicione di un capannone del suo comune trasformato in centro commerciale, in cui sono morti una donna marocchina, Fauzia Tauquif, e i suoi due figli, Souleymane di 5 anni e Yaoucut di 18 mesi.

L’uomo stava chiudendo la saracinesca dell’azienda in cui lavora, che ha sede proprio nella stessa struttura interessata dal crollo, ora posta sotto sequestro dalla Procura di Varese che ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio e disastro colposi, quando si è verificato il distaccamento della massa di cemento armato: lui si è salvato ritraendosi proprio sotto il pezzo di cornicione rimasto in piedi, mentre la mamma con i bambini gli passava accanto. “D’un tratto mi sono sentito avvolto dalla polvere – ha spiegato – quando sono riuscito ad aprire gli occhi mi sono reso conto che quella famiglia era rimasta sotto“. È stato proprio Zorzo a lanciare per primo l’allarme e chiamare i soccorsi: purtroppo però, per la mamma 38enne e i suoi due bimbi non c’era più nulla da fare. Miracolosamente illeso il invece terzo figlio di 9 anni, che si trovava sul marciapiede opposto e ha assistito alla tragedia.

Ora è sotto choc, così come il padre, che terminato il lavoro li stava raggiungendo a fare la spesa. Noureddine Hannach, appena è arrivato sul posto si è sdraiato per terra: “Ho visto un macello, cosa posso fare. Sto male – ha raccontato in un’intervista a Rai Radio1 – perdere una moglie e due figli è stato un colpo, sarà difficile. Non ho dormito. Mio figlio maggiore (che ha assistito alla tragedia, ndr) è a casa di una amica; dice di star bene. Ha visto tutto, speriamo…”. Tutta l’area è stata sottoposta a sequestro, si dovranno chiarire le cause del crollo improvviso del cornicione, sembra che mai fino a ieri fossero stati segnalati cedimenti.

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