55 giorni di quarantena (dovremmo anche deciderci a cambiarle nome), concesse la prime uscite dopo la clausura, ma attenzione ai primi (anche ai secondi) raggi del sole. Sopratutto dopo che la pelle è stata tenuta “sottochiave”. Ilse Ghinolfi, medico chirurgo specializzato in medicina anti-aging, per le sue clienti è diventata anche un po’ psicologa e a distanza dava consigli su come prepararsi ai primi bagni di sole. Lei, ovviamente, ha una pelle bianca come la porcellana che protegge con schermo protettivo fattore 50 (d’estate passa a100) per evitare macchie di iperpigmentazione.

Vero che la mascherina proteggerà mezzo viso, ma rimangono sempre scoperti collo, décolleté e mani. Prendere integratori a base di antiossidanti è una protezione in più. Ilse che ha approfittato di questo tempo “sospeso” per seguire corsi di aggiornamento sulla medicina anti-aging che è in continua evoluzione e ha messo a punto una diagnostica da “smart therapy”. “Non è tanto il calore, ma un’esposizione prolungata al sole che disidrata la pelle. Eccessiva esposizione UV colpisce le cellule del derma che contengono l’80% di acqua, ma anche le fibre elastiche e il collagene che partecipano al sostegno di supporto. Tutta questa rete è danneggiata dall’effetto del sole, la pelle si secca e mostra, in casi estremi, i segni di elastosi solare: mancanza di tonicità, aree rilassate, ecc.”

Ricorda che in estate la pelle si riscalda di più, l’acqua evapora più velocemente e ha bisogno di idratazione più intensa.

Soluzioni:
1) Moltiplicare i gesti idratanti, proprio come la famosa stratificazione in stile giapponese, che preferisce l’applicazione di due sottili strati di prodotto piuttosto che una crema spessa.
2)Applicare una lozione idratante al mattino per pulire. Utilizzare un siero leggero in uno strato sottile sotto la crema protettiva. Spruzzare la pelle con acqua termale durante il giorno ed, eventualmente, assorbire l’eccesso con una carta velina. Fare una maschera la sera quando la pelle ne ha bisogno.
3) Cosa fare in caso di arrossamenti? Raffreddare con una nebbia di acqua termale, applicare in strato spesso un unguento lenitivo (tipo Cicalfate). Evitare di sfregare, non esporsi al sole per qualche giorno. Attenzione alle pigmentazioni.

Per quanto riguarda i trattamenti medici:
Sedute di iniezioni biorivitalizzanti.
Carbossiterapia per migliorare il microcircolo.
Trattamento medicale di rigenerazione tissutale a base di peptidi.
Integratori a base di antiossidanti.
Buona pelle vellutata a tutti!

RIMEDI FAI DA TE – Lo facevano le nostre nonne: maschere per il viso alla frutta, defatigante al miele, decongestionante alla camomilla, o semplicemente maschera antirughe all’albume d’uovo per un effetto lifting immediato. Rassodare la pelle ed aumentare l’elasticità. Come? Per pelle secca la banana (che tra l’altro è un antidepressivo naturale, contiene potassio e dopamina ) diventerà il nostro miglior alleato: basterà fare una pappeta con uno cucchiaino di miele e uno di yogurt bianco a applicarlo sul viso, tamponarlo con un asciugamano caldo (si ottiene a bagnomaria), il calore dilatando i pori facilita l’assorbimento delle sostanze nutritive. Trattamento purificante al kiwi da schiacciare con l’aiuto di cucchiaio. In posa per 15 minuti. Senza dubbio uno degli ingredienti naturali più “illuminanti” è il limone, da miscelare con un cucchiaino di bicarbonato che ha una leggera azione esfoliante mentre il limone aiuterà la pelle a rigenerarsi. Fragole e miele invece per chi ha una pelle con tendenza alla couperose. Per i pori dilatati, un problema comune a tantissime donne, specialmente nella zona T, c’è un altro rimedio home-made: mescolare un cucchiaio raso di lievito in polvere a un rosso d’uovo. Per un’ azione scrubbing per il corpo consiglia invece olio d’oliva con zucchero grezzo.

Pagina Facebook di Januaria Piromallo

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