Stop alla didattica a distanza fatta con la piattaforma Google Suite alla scuola media Bianco –Pascoli di Fasano. A far scattare il semaforo rosso è la dirigente Maria Conserva che si è preoccupata della privacy dei propri alunni. Una decisione che ha mandato su tutte le furie i genitori ma anche l’assessore all’istruzione del Comune Cinzia Caroli e il sindaco Francesco Zaccaria. È la prima volta che una preside decide autonomamente di bloccare le lezioni online mettendo sotto i riflettori il problema della riservatezza dei dati e del contratto con Google.

Dal canto suo Conserva cita e pubblica sul sito della scuola la lettera che il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha inviato alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. In questa missiva Soro spiega che “gli istituti scolastici hanno sinora provveduto (alla didattica a distanza, ndr) ricorrendo a soluzioni tecnologiche, offerte da vari fornitori, non sempre caratterizzate da garanzie adeguate in termine di protezione dei dati personali e talora notevolmente vulnerabili”. Lo stesso presidente suggerisce di usare il registro elettronico “riducendo proporzionalmente il ricorso ad altre piattaforme”.

Detto, fatto. La dirigente del Bianco Pascoli, dopo aver preso visione della comunicazione di Soro, ha immediatamente sospeso la didattica a distanza fatta con G-Suite “a tutela – scrive la preside – della privacy degli alunni”. “All’inizio di questa esperienza ho concesso anch’io – spiega Maria Conserva – l’uso di G-Suite ma dopo essermi confrontata con degli esperti e dopo aver letto le parole di Soro ho deciso di fermarmi e chiedere delle risposte in merito, ai miei superiori”.

La dirigente sottolinea il fatto che è mancata una ratifica di Google del contratto avviato dalla scuola: “Non avrei voluto sollevare un polverone, ma ho avuto il coraggio di porre un problema che esiste. Mi aspetto una risposta dall’ufficio scolastico provinciale. Ho spiegato anche al ministero la mia posizione. Io semplicemente chiedo: si può proseguire con questa piattaforma? Fino a che punto Google può usare questi dati? Il contratto non controfirmato è un problema?. Nessuno finora mi ha dato una risposta”.

Nel frattempo la dirigente ha dato mandato ai suoi docenti di usare solo il registro elettronico. Una scelta che ha sconcertato in primis le famiglie degli alunni: “Questa situazione è andata avanti per un paio di mesi. Perché la preside non si è accorta prima di questo problema, se esiste? Altre scuole stanno usando queste piattaforme senza alcun problema. Noi genitori – dice Leonardo Ricupero – non siamo preoccupati per la questione della privacy. Per ora l’uso di questi strumenti è l’unico che permette un contatto reale con i docenti dei nostri ragazzi. Non possiamo sospenderlo in questo modo. L’unica attività che ora gli studenti faranno sarà quella di ricevere ogni giorno i compiti sul registro elettronico per poi consegnarli. Niente più orari di lezione, niente più interazione con i compagni, con gli insegnanti”.

Intanto un gruppo di genitori avvocati sta pensando di rivolgersi alla Procura della Repubblica per interruzione di pubblico servizio. Accanto alle famiglie si è schierata anche l’amministrazione comunale. L’assessore all’Istruzione ha scritto alla ministra Lucia Azzolina e il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria si è rivolto alla direttrice dell’ufficio scolastico regionale per chiarire la questione.

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