“Noi comici, o per meglio dire attori, compiamo un gesto criminoso: leggiamo. E poi andiamo oltre. Mettiamo qualcosa di nostro, un’idea, un progetto. I nazifascisti ci censurarono e molti di noi presero la strada della montagna”. Paolo Rossi, attraverso un videomessaggio, si è rivolto al proprio nipote – e idealmente a tutti i nipoti d’Italia – per parlare di 25 aprile, coronavirus e Resistenza. Una resistenza che passa anche attraverso il ruolo e la funzione degli attori.

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