Il giorno di Pasqua aveva spento 97 candeline: oggi si è spento il Aldo Masullo, filosofo e politico napoletano. Avellinese di nascita, in realtà, ma napoletano d’adozione: tanto legato alla città dove insegnava, da ricevere la cittadinanza onoraria come regalo di compleanno. Professore di Filosofia Morale all’Università Federico II di Napoli, negli anni delle contestazioni era considerato tra i docenti “progressisti”: da allora il suo impegno politico non si è mai fermato. Capolista del PDS nelle elezioni amministrative del giugno 1992 e poi, nel marzo del 1993, protagonista a Napoli della innovativa esperienza della “giunta del sindaco”. Due legislature al senato – dal 1994 al 2001 – e membro della Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi e, come negli anni settanta, della Commissione per l’istruzione pubblica e i beni culturali, anni in cui si è impegnato a discutere provvedimenti relativi a istruzione, università e ricerca sono numerosi e importanti.

Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha espresso il cordoglio personale e cittadino: “Ha lasciato la vita terrena il maestro Aldo Masullo, al quale recentemente abbiamo anche conferito la cittadinanza onoraria di Napoli – afferma De Magistris -, che definisce Masullo “uno dei più grandi filosofi del secondo novecento, di altissimo profilo etico, di profondo rigore intellettuale”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: se credi nelle nostre battaglie, combatti con noi!

Sostenere ilfattoquotidiano.it vuol dire due cose: permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti, gratuito per tutti. Ma anche essere parte attiva di una comunità e fare la propria parte per portare avanti insieme le battaglie in cui crediamo con idee, testimonianze e partecipazione. Il tuo contributo è fondamentale. Sostieni ora

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

25 aprile 2020, il bunker di piazza Grandi a Milano apre per un tour virtuale. Il ricordo di chi ci è stato durante la Seconda Guerra Mondiale: “Quegli attimi non posso dimenticarli”

next
Articolo Successivo

Questo 25 aprile sarà diverso, ma a ricordarci di quel lontano ieri ci sono pagine memorabili

next