Il governo ha approvato alcune misure a sostegno del settore culturale, di spettacolo e musicale. Assomusica (Associazione degli Organizzatori e Produttori di Spettacoli di Musica dal Vivo) da settimane invocava un’intervento per contrastare le ripercussioni economiche disastrose sul settore: molti sono i live cancellati o rimandati in seguito alle disposizioni del decreto governativo necessarie per fermare la pandemia di Covid-19. È stato introdotto un voucher in sostituzione dei biglietti acquistati che consente allo spettatore di non rinunciare al proprio concerto e alle aziende di non andare in default. Assomusica sta anche provvedendo a diffondere, presso i propri associati, una serie di linee guida allo scopo di fornire le indicazioni necessarie a tutti coloro che hanno acquistato titoli di accesso a concerti e spettacoli rinviati o annullati.

E non sono pochi gli show che, ad oggi, hanno subito delle ripercussioni. Le date italiane dei The Script, previste per il 9 e 10 luglio a Pistoia per il Pistoia Blues Festival e Milano per il Milano Summer Festival, sono state cancellate. Così come lo show di Santana, previsto per il 14 marzo all’Unipol Arena di Bologna. Le date italiane di Harry Styles, del 15 e 16 maggio a Torino e Bologna, sono state rinviate a febbraio 2021: il 12 a Bologna e il 13 febbraio a Torino. Dua Lipa doveva esibirsi il 30 aprile al MediolanumForum di Assago (Milano) ed è stata riprogrammata al 10 febbraio 2021, sempre al MediolanumForum. James Blunt era previsto in Italia il 25, 27 e 28 marzo, date tutte posticipate al prossimo autunno: il 30 settembre a Roma, il 2 ottobre a Padova, e il 3 ottobre a Milano.

Tra gli italiani si segnala che i concerti milanesi di Ghali previsti al Fabrique dell’8, 9 e 10 maggio prossimi, sono stati spostati all’8, 9 e 10 ottobre. Elodie rinviata a nuove date: il 30 settembre a Milano e il 3 ottobre a Roma. Il Playlist World Tour 2020 di Salmo rinviato al prossimo autunno 2020. Il tour europeo di Mahmood slitta addirittura al 2021 con partenza il 12 febbraio 2021 da Losanna, mentre il tour italiano per ora è confermato nell’autunno 2020, con prima data il 3 novembre a Milano. I concerti di Francesco De Gregori nei club italiani, previsti nei mesi di aprile e maggio, sono posticipati a novembre e dicembre. “In persona Tour” di Marracash è rinviato in autunno, con prima data il 13 settembre a Milano. Il “Testa o croce Tour” dei Modà, previsto a marzo slitta a ottobre.

E dei grandi eventi estivi dal Rock in Roma (al via dal 13 giugno) a Vasco Non Stop Live Festival (dal 10 giugno), passando per il tour negli stadi di Cesare Cremonini (dal 21 giugno), Ultimo (al via con la data zero a Bibione il 29 maggio) e Salmo (allo stadio di Bibione il 9 giugno e San Siro a Milano il 14 giugno) cosa accadrà? Per ora dalle agenzie live interessate tutto tace, i biglietti sono ancora a disposizione. Se si tengono in considerazione le nuove misure di contenimento (posticipate al momento al 13 aprile) e le parole del capo della protezione civile, Angelo Borrelli, che ha ipotizzato una fase 2 di convivenza con il virus e il ritorno alla socialità graduale dal 16 maggio, non arriva un segnale rassicurante per chi ha preso impegni in luoghi che prevedono un massiccio assembramento, come gli stadi. Secondo le stime di Assomusica a fine maggio saranno in totale 4.200 gli eventi saltati, che comporteranno 63 milioni di perdite in poco più di due mesi per il solo settore del live. A questi dati si aggiungono poi anche le perdite legate all’indotto, che l’Associazione stima in non meno di 130 milioni di euro.

“Ancora una volta l’Italia dimostra di avere grande attenzione a quello che è uno dei settori più vitali dell’economia italiana e non solo. – afferma il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera – Purtroppo proprio per questa vitalità è diventato la prima vittima della pandemia mondiale da Covid- 19. Le nostre attività sono le prime ad essere state chiuse e, probabilmente, saranno le ultime ad essere aperte. Non dimentichiamo che tali attività rappresentano un importante volano per l’intera economia grazie alle positive ricadute che creano nei territori”.

“È proprio per l’interconnessione di questi settori ormai globalizzati che risulta difficile pensare che ciascun paese europeo possa risolvere il problema da solo – continua Spera -. Questo da un lato ci preoccupa perché, soprattutto per la musica dal vivo, sia il mondo artistico che l’intera filiera dei fornitori e dei lavoratori interagisce a livello europeo. Chiediamo alla Commissione Europea, ai parlamentari, alla commissione cultura di estendere anche agli altri Paesi questo primo salvagente rappresentato dal voucher. In questo momento è ancora più importante tutelare il lavoro di una filiera che vede centinaia di migliaia di persone prive di tutele e difficilmente inseriti in quadri normativi ed assistenziali”.

Quello che si chiede all’Europa è di intervenire, in modo massiccio, nei prossimi giorni anche sul piano fiscale per la fase di ripartenza: “Individuare un meccanismo che possa offrire un salario minimo garantito a tutti i lavoratori della filiera della musica dal vivo. Inoltre, per poter ricominciare, chiediamo anche che alle aziende del settore venga concesso un periodo di defiscalizzazione di almeno 1 anno e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati”.

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